L'IA è ovunque, ma alle aziende fa solo danni: i primi risultati dall'MIT (e non solo)

L'IA è ovunque, ma alle aziende fa solo danni: i primi risultati dall'MIT (e non solo)

Nonostante investimenti massicci, l'intelligenza artificiale non mostra benefici concreti sulla produttività. Studi e dati ufficiali indicano risultati economici limitati, ritorni sugli investimenti quasi assenti e un impatto occupazionale inferiore alle aspettative

di pubblicata il , alle 08:01 nel canale Web
 

Nonostante gli investimenti miliardari e la rapida diffusione nelle aziende, l'intelligenza artificiale non sta generando miglioramenti tangibili nella produttività, almeno secondo i dati oggi disponibili. A sostenerlo è J. P. Gownder, vicepresidente e principal analyst di Forrester, che di recente ha analizzato l'impatto reale dell'AI sul lavoro e sull'economia.

In un'intervista con The Register, Gownder ha rivelato che secondo i dati dello US Bureau of Labor Statistics, la produttività del lavoro negli Stati Uniti cresceva in media del 2,7% annuo tra il 1947 e il 1973, prima dell'avvento dei personal computer. Con la diffusione dei PC, il tasso è sceso al 2,1% tra il 1990 e il 2001, fino ad arrivare all'1,5% tra il 2007 e il 2019.

"Si comincia a capire che la tecnologia informatica non viene sempre misurata in modo così lineare in termini di produttività come si pensa. Semplicemente, non esiste [questa proporzionalità, ndr]".

Gownder ha ricordato che questo fenomeno prende il nome di "Paradosso di Solow", dal nome dell'economista Robert Solow. In sostanza, l'esperto riteneva "che entro il 1987 gli effetti della rivoluzione dei PC sarebbero stati visibili ovunque, tranne che nelle statistiche sulla produttività".

Uno studio del MIT indica che il 95% delle aziende che ha adottato soluzioni di AI non ha registrato una crescita significativa dei ricavi. Uno studio riportato da Futurism ha evidenziato che in ambiti come la programmazione, l'uso di strumenti di AI ha portato a una riduzione dell'efficienza, con sviluppatori più lenti nello svolgimento delle attività.

I limiti emergono anche nei sistemi progettati per automatizzare interi flussi di lavoro. Test condotti dal Center for AI Safety mostrano che nessun agente AI è riuscito a completare oltre il 3% delle attività assegnate in contesti di lavoro remoto. In parallelo, l'introduzione dell'AI in azienda ha generato problemi nelle relazioni interne, con un aumento di contenuti di bassa qualità prodotti con l'aspettativa che altri li correggano.

Sul fronte occupazionale, Forrester stima che entro il 2030 l'AI e l'automazione possano sostituire circa il 6% dei posti di lavoro, pari a 10,4 milioni di ruoli. Si tratta di posizioni che, una volta eliminate, non torneranno, poiché rimpiazzate in modo strutturale da processi automatizzati.

"Questi posti di lavoro sono persi strutturalmente, come se fossero scomparsi per sempre, perché sono stati sostituiti. È un colpo non da poco per l'economia".

Gownder sottolinea però che molte riduzioni di personale attribuite all'AI derivano in realtà da decisioni finanziarie. In diversi casi, i licenziamenti anticipano l'adozione effettiva di sistemi intelligenti e vengono seguiti da operazioni di outsourcing, spesso verso mercati del lavoro a basso costo.

Insomma, allo stato attuale l'AI non appare ancora pronta a mantenere le promesse di produttività e ritorno economico. Si tratta però di dati temporanei di una tecnologia in costante evoluzione, ragione per cui fare pronostici precisi è davvero complesso.

77 Commenti
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AlexSwitch20 Gennaio 2026, 08:45 #2
Quindi i benefici di usare " pappagalli ammaestrati " non ci sono ancora se non quello di usarli come pretesto per abbassare i costi spostando il lavoro, fatto sempre da umani, su posizioni meno costose.
Ciò significa che il tasso di adozione di servizi AI presso le grandi e medie imprese rimarrà basso, almeno nel breve periodo, mentre si investono trilioni a debito che dovranno essere iniziati a ripagare da subito.
L'immaginifico mondo AI di Altman si sta già crepando...
barzokk20 Gennaio 2026, 08:50 #3
mo' vi racconto la storia Samuele Altmano:
nel 2015 era disoccupato, voleva guadagnare qualcosa e rimorchiare donne.
Quindi si è inventato un lavoro in un settore che sembrava fico.
Ha visto la tecnologia Transformer di Google che in realtà serviva per fare le traduzioni.
E si è detto: perchè non usarla anche noi per farci qualcosa che ai caproni ignoranti sembra intelligente ? Raccontiamo un sacco di fregnacce come fa Elon Musk, prendiamo un sacco di miliardi da Wall Street, e trombiamo come ricci.
Cfranco20 Gennaio 2026, 08:53 #4
Chi lo avrebbe mai detto ?
omerook20 Gennaio 2026, 09:07 #5
alle champagne!!
peccato che il 2030 è domani!

Forrester stima che entro il 2030 l'AI e l'automazione possano sostituire circa il 6% dei posti di lavoro, pari a 10,4 milioni di ruoli. Si tratta di posizioni che, una volta eliminate, non torneranno, poiché rimpiazzate in modo strutturale da processi automatizzati.
Alodesign20 Gennaio 2026, 09:11 #6
Ieri ho dovuto scrivere due volte a Copilot che doveva darmi un report di Dicembre 2025 e questo fesso mi rispondeva che non poteva perché eravamo nel 2022.
mozzarello20 Gennaio 2026, 09:22 #7
Originariamente inviato da: Alodesign
Ieri ho dovuto scrivere due volte a Copilot che doveva darmi un report di Dicembre 2025 e questo fesso mi rispondeva che non poteva perché eravamo nel 2022.


Gemini fa anche di peggio
ChatGPT al momento mi pare quello più in palla.

Comunque la produttività col PC cala perché si può giocare a solitario, mentre con l'IA calerà perché si perde tempo a controllare che quello che ha scritto sia corretto, e poi eventualmente correggerlo.
hodler20 Gennaio 2026, 09:31 #8
Io sviluppo software

In questo settore è una rivoluzione totale soprattutto per quanto concerne la produttività!

Magari ci sono professioni in cui è più utile..e magari ci sono tipologie di professionisti a cui è più semplice capire come trarne vantaggio?!

L' articolo ne parla in termini assoluti e semplicemente non è possibile quindi o hanno fatto male le valutazioni o non so...
UtenteHD20 Gennaio 2026, 09:37 #9
Mediamente ChatGPT e' il migliore.
E' da provare Lumo di Proton che e' voltato sulla Privacy e vedere come va.
euscar20 Gennaio 2026, 09:48 #10
La cosa importante è accorgersene prima che sia troppo tardi.
Dato per assodato che in certi e limitati campi possa tornare utile (mi viene in mente il campo medico e le diagnosi), in molti altri la IA rischia veramente di fare molti danni ... il primo che mi viene in mente è quello della programmazione dove, al di là dell'ausilio che può dare in prima battuta (ma ci deve sempre essere un supervidore umano senior) si rischia di sfornare sempre più spesso software mal ottimizzato e pieno di bug/incompatibilità. Per fare un esempio, uno recente riguarda il malfunzionamento del CUP in Trentino dovuto a problemi di aggiornamento della parte informatica (che da quello che ho saputo oggi parlando con un mio conoscente medico viene gestito da fuori regione, mi pare da Roma), per non parlare di tutte le magagne di un certo SO.

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