IPTV, nulla di fatto contro la pirateria. Dopo due giorni tutti i ''pezzotti'' nuovamente in funzione

IPTV, nulla di fatto contro la pirateria. Dopo due giorni tutti i ''pezzotti'' nuovamente in funzione

Nulla di fatto per l'operazione della polizia nei confronti delle IPTV in 5 diversi paesi Europei tra cui anche l'Italia. A distanza di pochi giorni tutti i cosiddetti "pezzotti" funzionano nuovamente grazie ad un semplice messaggio via WhatsApp.

di pubblicata il , alle 19:21 nel canale Web
 

Nemmeno il tempo di confiscare la piattaforma Xtream Codes che permetteva in Italia e in Europa di godere di contenuti proposti a pagamento ad un prezzo praticamente irrisorio, che gli utenti hanno potuto rimettere le mani sul "pezzotto" grazie all'invio via WhatsApp di un semplice codice. La tregua è durata davvero poco e come per magia, o forse non proprio, le TV pirata hanno nuovamente permesso di vedere in streaming ogni tipo di canale da Sky a Netflix passando per Mediaset Premium e DAZN.

IPTV: tutto come prima in poche ore

Avevamo visto come la Polizia avesse bloccato qualche giorno fa tramite l'operazione "Eclissi" la piattaforma Xtream Codes che permetteva appunto di far lavorare il più importante network internazionale di diffusione pirata di piattaforme televisive a pagamento tramite il cosiddetto "pezzotto". Questo non è altro che la piattaforma illegale che permette a chiunque (una volta pagata una tantum a chi lo fornisce) di godere di tutti i contenuti proposti a pagamento ad un prezzo decisamente inferiore rispetto ai prezzi ufficiali. Per farlo funzionare si deve avere solamente un decoder che collegato alla rete telefonica ossia alla rete internet permette di decodificare il segnale proveniente dal web e di garantire in chiaro tutti i contenuti come quelli di Sky, DAZN, Netflix ma anche altri.

L'indagine ha portato alla disattivazione della piattaforma internazionale Xtream Codes, ideata da 2 cittadini greci e utilizzata anche in Italia. Una rete commerciale con basi in Lombardia, Veneto, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Grazie alla tecnologia Xtream Codes, una volta ricevuto il segnale, chi di dovere non faceva altro che acquistare i pacchetti per poi rivenderli illegalmente al cliente finale che chiaramente era attratto da costi irrisori (solo 12€).

Tutto bloccato dalle autorità con grande segnale nei confronti della pirateria digitale e non solo. Peccato che a distanza di poche ore il sistema ha ripreso a funzionare con gli utenti che hanno potuto vedere in tranquillità le partite di domenica sera o addirittura il Gran Premio di Singapore di Formula 1 della domenica pomeriggio. Questo per molti utenti in giro per l'Italia e non solo.

Come ha fatto il sistema a riprendersi? Semplicemente è bastato per i provider del "pezzotto" inviare un codice via WhatsApp agli utenti in modo da poter riattivare il sistema. In alternativa in molti sono stati avvisati di un aggiornamento della propria TV Box collegata alla Rete che una volta riavviata ha permesso di vedere tutti i canali "pagati" a chi di dovere. Non sembrano dunque essere servite a nulla le minacce dei Procuratori e delle Autorità nei confronti anche degli utenti sulla possibilità di incorrere in severe multe o addirittura in procedure penali.

IPTV: cosa rischia l'utente che lo usa

Effettivamente a rischiare in questa situazione non è solo chi "vende" la piattaforma ma anche chi la utilizza. Nello specifico a chi trasmette IPTV e codici di accesso, oltre alla violazione del diritto d’autore viene contestato anche il reato di frode informatica, chi acquista file per IPTV e viene beccato ad utilizzare il servizio rischia una sanzione penale oltre al risarcimento da corrispondere alla pay-tv violata. Questo significa che non viene sanzionato solo chi vende o trasmette il servizio ma anche chi si abbona ad una IPTV visto che risulta anch'esso colpevole di reato. La violazione del diritto d’autore, delitto contestato anche all’utente finale, viene punita con una sanzione pecuniaria che va dai 2.582 euro ai 25.822 euro, più il carcere da un minimo di 6 mesi fino a 3 anni.

In questo caso i gestori della piattaforma non hanno fatto altro che modificare la società di server sequestrati in cinque paesi dell'Europa, perché tutto tornasse come prima. Un semplice messaggio via WhatsApp ha permesso l'invio dell'url per le istruzioni su come aggiornare il sistema e tutto è ripartito come se nulla fosse mai successo.

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122 Commenti
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maxsy23 Settembre 2019, 19:28 #1
ottimo
gd350turbo23 Settembre 2019, 19:35 #2
evabbè qualche giorno per dare gli opportuni ordini da parte della paytv e partirà un altra ondata questa volta con mille militari, pagati da noi con le nostre tasse ( chi ovviamente le paga ) per difendere gli interessi di una spa.
E se non basta ce ne manderanno 10000 poi 100000 fino ad arrivare ad un militare in ogni casa italiana a vedere che paghino il giusto pizzo !
mentalray23 Settembre 2019, 19:36 #3
<voce di piccinini>
INCREDIBILEEEE
</voce di piccinini>
silviop23 Settembre 2019, 19:51 #4

Copyright da rivedere

Ormai e' chiaro che il copyright e' da rivedere, creare monopoli artificiali sul prodotto intellettuale facilmente copiabile(almeno all' inizio del 900 quando e' stato introdotto non era copiabile)e' una forzatura ormai insostenibile.
Probabilmente il ritorno al mecenatismo (crowfunding in salsa moderna che non significa solo privati ma anche istituzioni) sarebbe la cosa migliore, l'opera si paga prima e una volta prodotta sostanzialmente rimane senza protazione.
tallines23 Settembre 2019, 19:55 #5
Originariamente inviato da: Redazione di Hardware Upgrade
Link alla notizia: https://www.hwupgrade.it/news/web/i...ione_84555.html

Nulla di fatto per l'operazione della polizia nei confronti delle IPTV in 5 diversi paesi Europei tra cui anche l'Italia. A distanza di pochi giorni tutti i cosiddetti "pezzotti" funzionano nuovamente grazie ad un semplice messaggio via WhatsApp.

Alla faccia della barbabietola da zucchero........
mentalray23 Settembre 2019, 19:56 #6
Originariamente inviato da: gd350turbo
evabbè qualche giorno per dare gli opportuni ordini da parte della paytv e partirà un altra ondata questa volta con mille militari, pagati da noi con le nostre tasse ( chi ovviamente le paga ) per difendere gli interessi di una spa.
E se non basta ce ne manderanno 10000 poi 100000 fino ad arrivare ad un militare in ogni casa italiana a vedere che paghino il giusto pizzo !


calma gringo siamo in Italia, ma quali militari, i carabinieri con quello stipendio da fame che si ritrovano sono i primi a mettersi sul divano con la box android pirata a guardarsi le partite su sky.
Queste notizie fanno il pari con gli annunci roboanti che seguono la chiusura di una decina di forum che pubblicano i link su DDL, tempo di recuperare il backup del data base con gli account degli utenti e registrano un altro dominio in russia, ukraina o cina in meno di 2 settimane.
jepessen23 Settembre 2019, 20:13 #7
Originariamente inviato da: gd350turbo
evabbè qualche giorno per dare gli opportuni ordini da parte della paytv e partirà un altra ondata questa volta con mille militari, pagati da noi con le nostre tasse ( chi ovviamente le paga ) per difendere gli interessi di una spa.


Un po' come I militari pagati da noi con le nostre tasse per difendere casa tua oltre a quella nostra, che vergogna...
ciocia23 Settembre 2019, 20:17 #8
Non potendo fermarli, cercano di intimorire il cliente finale italiano facendogli sapere cosa rischierebbe se, se, se...ma tanto alla fine è nulla.
zbear23 Settembre 2019, 20:22 #9

Come volevasi dimostrare...

E la frase "La violazione del diritto d’autore, delitto contestato anche all’utente finale" è una perfetta balla. Come gia segnalato l'utente NON viola la legge sul diritto d'autoe perchè i box ("pezzotto" è una parola idiota e inesistente) NON decrittano NESSUN segnale, ma si limitano a riprodurre un flussp iptv già decodificato all'origine. Ma continuiamo pure con le balle ... adesso voglio vedere i guai in cui finiranno finanza e giudici per la parte PRODITORIA che hanno avuto contro XStreamcodes (per i pirati veri, ovviamente, erano nel giusto).
Dam2123 Settembre 2019, 20:30 #10
La cosa fantastica è che, leggo questa news con il telefono, giusto per curiosità, non essendomi mai interessato cerco su Google immagini "Pezzotto" per vedere come è fatto il decoder (non avevo nemmeno idea fosse un nome generico a quanto ho visto rapidamente) e dopo un ricerca di un secondo contato, all'apertura dell'articolo sulle schede madri X570 mi trovo nelle pubblicità di Google un bel sito che vende decoder predisposti per IPTV...
Adesso, non che ne abbia interesse, e nemmeno avrei bisogno di essere indirizzato in caso lo volessi, ma quale dovrebbe essere il senso di queste operazioni? non ci si arriva per logica che si prova a svuotare l'oceano con un bicchiere?
Ripeto, non ho usato Tor per andare in qualche sito remoto nel deep web, ho cercato una singola immagine su Google e nella pagina successiva, sempre qui su Hwupgrade, avevo tutto pronto per ordinare un decoder completamente predisposto.
Nulla da dire, soldi pubblici ben spesi quelli di questa operazione...

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