Insultare su Facebook è diffamazione aggravata, lo ricorda la Cassazione

Insultare su Facebook è diffamazione aggravata, lo ricorda la Cassazione

La Corte Suprema di Cassazione ha confermato la pena nel caso di diffamazione nei confronti di Francesco Rocca, che diventa aggravata se gli insulti sono scritti sui social

di pubblicata il , alle 14:08 nel canale Web
Facebook
 

La bacheca di Facebook può essere accostata ad una pagina di un giornale visto che può raggiungere un numero indefinito di persone. A ribadirlo questa volta è la Cassazione all'interno di una vicenda di diffamazione ai danni del Presidente della CRI, Francesco Rocca, che diventa aggravata proprio perché il post sul social network può essere letto da un numero di persone elevato, non prevedibile al momento della stesura. Nelle scorse ore è arrivata la conferma della pena da parte della Corte Suprema.

La Quinta sezione penale della Cassazione ha osservato, nel caso di Rocca, che "la diffusione di un messaggio diffamatorio attraverso l'uso della bacheca Facebook integra un'ipotesi di diffamazione aggravata poichè la diffusione di un messaggio con le modalità consentite dall'utilizzo per questo di una bacheca Facebook, ha potenzialmente la capacità di raggiungere un numero indeterminato di persone". Lasciarsi andare sui social perché protetti dal monitor può avere, in altre parole, gravi conseguenze sul piano giuridico.

Quanto gravi? L'ex dipendente della Cri che aveva offeso pesantemente Rocca nel 2010 ha ricevuto una condanna a 1.500 euro di multa per diffamazione aggravata ai danni dello stesso Rocca. Quest'ultimo lo aveva denunciato nel 2010 per via di "alcuni messaggi che avevano travalicato i limiti dell'ordinario diritto di critica, per sfociare in palesi offese al decoro personale". Durante le scorse ore la Cassazione ha ribadito pertanto il giudizio del gip del Tribunale di Palermo reso pubblico lo scorso mese di luglio.

Fra gli insulti volati nella bacheca Facebook di Rocca i soliti "verme" o "parassita", giustificati secondo l'imputato dalla strategia ritenuta opinabile condotta dall'allora commissario straordinario della Croce Rossa Italiana, Rocca per l'appunto. Affiancavano gli insulti verbali anche immagini e fotografie personali dello stesso, "oggettivamente lesive della sua reputazione", si legge sull'istruttoria. Tutti elementi che vengono considerati più incisivi se pubblicati in una bacheca pubblica.

"Bacheche di tale natura racchiudono un numero apprezzabile di persone, sia perchè l'utilizzo di Facebook integra una delle modalità attraverso le quali gruppi di soggetti socializzano le rispettive esperienze di vita, valorizzando in primo luogo il rapporto interpersonale che, proprio per il mezzo utilizzato, assume il profilo del rapporto interpersonale allargato ad un gruppo indeterminato di aderenti al fine di una costante socializzazione", ha infine ribadito la Corte Suprema di Cassazione.

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26 Commenti
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gd350turbo02 Marzo 2016, 14:31 #1
Anche su forum ?

(uno a caso ad esempio...)
Inlogitech02 Marzo 2016, 14:41 #2
Non mi pare nulla di strano né di nuovo...la Suprema Corte conferma ciò che già si sapeva.
Thediabloz02 Marzo 2016, 14:53 #3

ok, ma...

... come provano che eri effettivamente tu ad usare quel account? Avviano indagini con richieste da parte del giudice al provider, ecc... solo per una diffamazione?
fraussantin02 Marzo 2016, 15:00 #4
Originariamente inviato da: gd350turbo
Anche su forum ?

(uno a caso ad esempio...)


se io ti mando a fare in .... , sei libero di denunciare me , e il forum che mi ha permesso di farlo , se non interviene subito.


ma su facebook , ci sono problemi molto più gravi come l'uso di immagini altrui per bullismo di massa
fraussantin02 Marzo 2016, 15:02 #5
Originariamente inviato da: Thediabloz
... come provano che eri effettivamente tu ad usare quel account? Avviano indagini con richieste da parte del giudice al provider, ecc... solo per una diffamazione?


in teoria se uno fa denuncia le indagini andrebbero svolte. poi faranno quelle che gli pare a loro.


io la facevo più semplice , facevo pagare a facebook ogni danno morale che gli utenti ricevono e ci pensava lui a sistemare le cose veloce veloce.

perche diciamo che fb stessi fanno di proposito poco per ovviare a ciò.
Madcrix02 Marzo 2016, 15:32 #6
mah, altro motivo per cui disprezzo i social, se voglio dire che tal politico è un ladro e un parassita (cosa che di fatto è non esiste che questo possa denunciarmi. Stesso problema che hanno i giornali quando fanno luce su certi personaggi anche solo riportando fatti reali, l'accusa di diffamazione viene spesso usata come arma impropria. E se voglio dire che tale personaggio pubblico è un idiota, dovrei essere liberissimo di farlo. Per fortuna in rete esistono ancora luoghi in cui puoi scrivere quello che vuoi.
demon7702 Marzo 2016, 16:06 #7
Originariamente inviato da: fraussantin
io la facevo più semplice , facevo pagare a facebook ogni danno morale che gli utenti ricevono e ci pensava lui a sistemare le cose veloce veloce


può essere ma non sarebbe giusto.
ognuno è responabile di ciò che scrive, ed in primis ne paga le conseguenze.

Poi, dopo, può esserci anche un certo livello di censura e moderazione dei contenuti da parte di facebook a seguito di segnalazione.. come di fatto già avviene.

Per come la vedo io su piattaforme social totalmente aperte come FB ci sarebbe un livello di moderazione molto maggiore se si potessero aprire esclusivamente profili con identità personale certificata.
fraussantin02 Marzo 2016, 16:12 #8
Originariamente inviato da: demon77
può essere ma non sarebbe giusto.
ognuno è responabile di ciò che scrive, ed in primis ne paga le conseguenze.

Poi, dopo, può esserci anche un certo livello di censura e moderazione dei contenuti da parte di facebook a seguito di segnalazione.. come di fatto già avviene.

Per come la vedo io su piattaforme social totalmente aperte come FB ci sarebbe un livello di moderazione molto maggiore se si potessero aprire esclusivamente profili con identità personale certificata.


Ognuno è responsabile delle proprie parole , ma se chi gestisce un "luogo " di incontro reale o virtuale che sia non fa di tutto per allontanare gli individui sbagliati merita di pagare i danni o chiudere.

Stai certo che se fanno questo su fb i soliti furboni non ci campano a lungo.

E non parlo del singolo utente che commenta a vanvara , ma di profili che gestiscono pagine e pagine piene di offese vs tutto e tutti.
AleLinuxBSD02 Marzo 2016, 16:13 #9
Per come la vedo io se venisse seguito un principio di equità la TV potrebbe chiudere, considerando i "contenuti" nei loro "dibattiti" di vari "personaggi", però stranamente si pensa sempre e solo all'utente singolo.
Attenzione che molto facilmente si possono perdere pezzi di democrazia in questo modo, indipendentemente da eventuali buoni propositi, dai cosidetti benpensanti, così come essere facilmente offuscati dall'illusione di soluzioni semplici.
demon7702 Marzo 2016, 16:30 #10
Originariamente inviato da: fraussantin
Ognuno è responsabile delle proprie parole , ma se chi gestisce un "luogo " di incontro reale o virtuale che sia non fa di tutto per allontanare gli individui sbagliati merita di pagare i danni o chiudere.

Stai certo che se fanno questo su fb i soliti furboni non ci campano a lungo.

E non parlo del singolo utente che commenta a vanvara , ma di profili che gestiscono pagine e pagine piene di offese vs tutto e tutti.


Le chiusure di pagine o rimozione di contenuti a seguito di segnalazioni già esistono, non è che fb non fa nulla. Quando ci sono un tot di segnalazioni verifica i contenuti e se opportuno agisce.
Credo che il nocciolo della questione è si sta parlando di una zona grigia, a parte le cose eclatanti e palesi ci sono molti altri contenuti che non sono bianchi o neri. Chi stabilisce cosa e come censurare? O cosa perseguire? Con quali criteri?
Ti ricordo che c'è già stato un precedente simile che ha fato parechio discutere: era il caso dei dirigenti google che erano stati condannati per via di un video di bullismo ai danni di un disabile finito su youtube.

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