Instagram: link a pagamento nelle didascalie? Lo rivela un brevetto

Instagram: link a pagamento nelle didascalie? Lo rivela un brevetto

Il social network fotografico potrebbe in futuro far pagare l'inserimento di link attivi nelle didascalie delle foto: che ne pensate?

di pubblicata il , alle 16:21 nel canale Web
Instagram
 

Potrebbe palesarsi una novità importante per tutti gli influencer e i brand che si trovano a basare molto della propria attività social sulle interazioni fotografiche: Instagram potrebbe infatti considerare di richiedere il pagamento di una piccola somma per aggiungere collegamenti ipertestuali alle didascalie delle foto. E' una possibilità concreta, tanto che esiste anche una domanda di brevetto che descrive il meccanismo.

La domanda di brevetto, depositata da Facebook per la prima volta nel 2016, mostra una sorta di pop-up che appare quando l'utente aggiunge un link ad una didascalia. Nelle immagini si vede una richiesta di pagamento di 2 dollari per rendere attivo il collegamento.

"Se il sistema rileva che il contenuto testuale della didascalia include una stringa di testo che identifica un indirizzo web, il sistema richiede all'utente che effettua il post di pagare una tariffa in cambio della generazione di un collegamento" si legge nella domanda, titolata "Adding paid links to media captions in a social networking system".

Si tratta di uno degli elementi a lungo dibattuti circa Instagram: attualmente non è possibile includere alcun link nella didascalia delle foto. E' il motivo per cui la maggior parte dei profili usa lo stratagemma del "link in bio", mentre gli utenti Instagram verificati possono aggiungere link alle stories. A questo punto la domanda è se influencer, grandi brand o profili social di una particolare rilevanza saranno disposti a pagare un dazio per inserire un link nella didascalia di un post. Semberebbe una bella gallina dalle uova d'oro per Instagram riuscire a monetizzare questa cosa.

Tuttavia, come accade con qualsiasi brevetto, è bene osservare che spesso si tratta di domande cautelative per proteggere proprietà intellettuale e che non necessariamente quanto descritto si concretizzerà in qualcosa di reale come un prodotto o servizio: per questo motivo non è dato sapere se e quando una funzionalità del genere diventerà realtà e nemmeno quanto possa essere l'effettiva tariffa.

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