In 2 settimane senza social il cervello ringiovanisce di 10 anni, benefici in tutti i soggetti dello studio
Un nuovo studio ha analizzato l'effetto della cosiddetta "digital detox", ovvero il distacco da smartphone e social network, confermando quanto emerso da studi precedenti e anche oltre: secondo i ricercatori, i benefici corrispondono a un ringiovanimento del cervello di ben 10 anni
di Vittorio Rienzo pubblicata il 13 Aprile 2026, alle 13:58 nel canale WebFacebookInstagramTikTokSnapchat
Quanto influenza la nostra salute – sia fisica che mentale – l'uso dello smartphone? Naturalmente le variabili sono numerose, ma adesso abbiamo un'idea di quanto faccia bene evitarlo. Alcune ricerche recenti indicano che una pausa mirata dalle tecnologie digitali può produrre effetti concreti su capacità cognitive, benessere mentale e qualità del sonno, anche in tempi relativamente brevi.
Uno studio pubblicato su Pnas Nexus e riportato dal Corriere della Sera, condotto su un campione di 467 partecipanti, ha analizzato l'impatto di un dispositivo privo di funzioni smart utilizzato continuativamente per due settimane. I soggetti hanno mantenuto l'accesso a telefonate, SMS e email (via PC), ma hanno rinunciato all'intera parte smart, incluse le applicazioni come Facebook, Instagram, TikTok o Snapchat.

I risultati hanno evidenziato un miglioramento delle performance cognitive paragonabile a un ringiovanimento mentale di circa 10 anni in tutti i soggetti. Parallelamente si è osservata una riduzione dei sintomi depressivi, in alcuni casi con risultati perfino più efficaci delle terapie farmacologiche secondo i ricercatori.
Uno dei dati più interessanti è emerso dopo una sola settimana: il tempo medio trascorso davanti agli schermi è sensibilmente diminuito rispetto ai livelli iniziali. Questo elemento suggerisce un adattamento rapido alle nuove abitudini, con un impatto diretto sulla gestione del tempo quotidiano.
Un secondo studio, pubblicato su JAMA Network Open e promosso dall'American Medical Association, si concentra invece sulla limitazione dell'uso dei social network. Ridurre l'accesso a 30 minuti al giorno, rispetto a una media di circa due ore, porta a un calo dei sintomi legati a diversi disturbi. I dati indicano una diminuzione in media del 24,8% nel caso della depressione, del 16,1% per l'ansia e del 14,5% dell'insonnia.
In questo secondo caso, però, non viene spiegata nel dettaglio quale sia la fonte di tali benefici. Che vi siano è fuori dubbio, ma gli studi non chiariscono in modo definitivo quali siano i fattori determinanti. Le ipotesi più accreditate sono l'aumento delle interazioni sociali dal vivo, un maggiore coinvolgimento in attività non digitali, il miglioramento della qualità del sonno e lo sviluppo dell'autocontrollo.

Un ulteriore punto di domanda riguarda la durata degli effetti. Non esistono ancora dati certi in merito alla persistenza dei miglioramenti nel lungo periodo. A tal proposito è intervenuto uno studio condotto dai ricercatori di Harvard pubblicato su Pediatrics. Stando a quanto emerso, i benefici e la loro durata nel tempo sono piuttosto variabili a seconda di età, genere e contesto sociale. Vi sarebbero quindi delle fasce più esposte ai "danni da social" rispetto ad altre.
Ciò che emerge da tutti gli studi sull'argomento è che la cosiddetta "digital detox" apporta benefici concreti e misurabili. Tuttavia, sono necessari ulteriori approfondimenti per comprendere quanto questi benefici siano duraturi e in che modo condizionano le abitudini del soggetto nel lungo periodo.










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5 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoPurtroppo servono sempre prove concrete da mettere su carta con grafici.
Aristarco avevà già teorizzato l'eliocentrismo 3 secoli prima di cristo.
Anche Giordano Bruno nel 1500 gli hanno riso tutti in faccia quando diceva che l'universo è infinito con un infinità di mondi esattamente come deve essere un Dio immenso e noi siamo su un "piccolo" pianeta che gira intorno al sole. Pero' poi gli hanno dato fuoco e dopo pochi hanni Galileo lo aveva dimostrato con uno strumento "semplice" oggi ma non all'epoca.
O come uno studioso di medicina che diceva che la circolazione sanguigna è data dal cuore ecc e non dato dalla nostra anima,anche li lo avevano denigrato,ma senza arrostirlo.
Ancora oggi bisogna dimostrare su carta teorie, ipotesi e intuiti. La scienza è cosi che funziona. bisogna andare cauti e aspettare che il tempo possa confutarli. negli anni 90 non si sapeva ancora gli effetti a lungo termine dell'ultiizzo delle droghe perchè bisogna aspettare chi ne ha fatto uso ,i problemi di salute che saltano fuori col tempo e vedere se sono correlabili a quello che si è fatto. Ma è difficile dare una risposta precisaperchè il problema è anche soggettivo.
Per questo che continuo a dire che viviamo ancora nel medioevo. La gente arriva sempre all'ulimo per dire di essersi sbagliati,anche se la verità è lampante. Ecco perchè servono gli scienziati,altrimenti ciao. Al solo pensiero che in tv trasmettano ancora i canali dove danno i numeri dell'otto vincenti , fanno gli oroscopi e la lettura delle carte.... mi fa venire i brividi alle persone ci credono. Oh ma i terrapiattisti ?? :
... cut ...
Ok. La scienza funziona in questo modo, ma doverlo dimostrare anche quando "la verità è lampante" perché è evidente come sia diminuito l'uso dell'intelligenza nelle ultime due decadi, mi fa solo capire che siamo (come razza) veramente messi male
Meglio berci su come facevano i Greci quando pemnsavano solo alla scienza ,all'arte ,alla musica, ma sopratutto al pelo. Oggi invece si pensa di più a fare solo del male e scaricare le proprie frustrazioni su chi si fa i caxx propri. Esseri umani,bha,brutta razza.
PS- io sono uno stambecco in un corpo umano. fate un po voi come mi sento.
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