Impatto di Instagram sulla salute mentale: Meta offre i suoi dati ai ricercatori per uno studio
Meta sta collaborando con ricercatori indipendenti per studiare l'impatto di Instagram sulla salute mentale degli adolescenti. Questo rimane sempre un argomento delicato e chiacchierato, ma ora le cose possono cambiare.
di Lorenzo Tirotta pubblicata il 18 Luglio 2024, alle 10:30 nel canale WebMeta, società madre di Facebook e Instagram, ha annunciato un nuovo programma pilota che consentirà a un gruppo selezionato di ricercatori di accedere ai dati di Instagram per studiare l'impatto della piattaforma sulla salute mentale di adolescenti. L'iniziativa è stata realizzata in collaborazione con il Center for Open Science (COS).
Il programma, che durerà sei mesi, permetterà ai ricercatori di esaminare informazioni come il numero di account seguiti dagli utenti, il tempo trascorso sull'app e le impostazioni dell'account. D'altro canto, Meta ha precisato che non fornirà accesso a dati demografici o al contenuto di post, commenti e messaggi, nel rispetto della privacy degli utenti.
Quello dell'impatto di Instagram sulla salute mentale degli adolescenti è un argomento che è già stato al centro dell'attenzione e di cui anche noi abbiamo parlato diverse volte. Nel dettaglio questi sono alcuni link sull'argomento:
Meta: nuovi strumenti di sicurezza per gli adolescenti (e non solo) su Facebook e Instagram
Instagram, multa da 405 milioni di euro per la gestione dei dati degli adolescenti
Curtiss Cobb, vicepresidente della ricerca di Meta, ha sottolineato l'importanza di questo progetto: "Abbiamo bisogno di più dati per comprendere il quadro completo di come supportare al meglio i giovani negli spazi online".
Il programma adotterà il modello di "Registered Reports", un approccio che prevede la revisione paritaria delle metodologie di ricerca prima della raccolta dei dati, promuovendo così trasparenza e riducendo potenziali bias. Tim Errington del COS ha definito questa collaborazione "un significativo passo avanti nel promuovere la trasparenza e il rigore nella ricerca".
La dott.ssa Candice Odgers dell'UC Irvine ha commentato: "Scientificamente, questo è un passo fondamentale nella giusta direzione, ma Meta può e dovrebbe certamente fare di più". Altri, come Holden Thorp di Science, hanno sottolineato l'importanza di mantenere un approccio critico, ricordando che Meta mantiene il controllo finale sui dati condivisi.










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8 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoGli adulti sono già compromessi, non serve indagare oltre
Poi magari ci sbagliamo, vediamo un infinitesimo di Persone, vediamo gli studi che diranno.
Non vedo altre alternative
Lo stesso Zuckerberg si mise a ridere quando fu chiamato a rispondere in parlamento in relazione a come FB monetizzasse.
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