Il rettore si scusa: l'esame sorvegliato dall'IA è un flop. 58.000 studenti dovranno ripet

Il rettore si scusa: l'esame sorvegliato dall'IA è un flop. 58.000 studenti dovranno ripet

UNAM ha dovuto annullare i risultati del suo primo esame di ammissione interamente da remoto, sorvegliato dall'intelligenza artificiale: punteggi record sospetti costringono quasi 58.000 candidati a un nuovo test in presenza

di pubblicata il , alle 12:41 nel canale Web
 

La Universidad Nacional Autónoma de México ha dovuto rimettere in discussione l'intero processo di selezione dopo il debutto disastroso del suo primo esame di ammissione interamente a distanza. Quasi 160.000 candidati hanno sostenuto il test tra fine maggio e inizio giugno 2026, monitorati da un browser bloccato e da un software di proctoring basato sull'intelligenza artificiale. Il risultato è stata un'ondata di punteggi anomali che ha messo in dubbio l'affidabilità di tutta la prova.

I dati si raccontano da soli. Tra il 2021 e il 2025, solo il 3,5% dei candidati superava la soglia dei 100 punti su 120 domande; quest'anno la quota è schizzata al 16,3%, quasi cinque volte tanto. Ancora più marcato lo scarto ai vertici della classifica: chi otteneva almeno 110 punti era lo 0,9% storico, diventato il 5,5% nell'edizione 2026.

Un'impennata di questa portata, in un esame sorvegliato da remoto proprio per scongiurare le scorrettezze, ha fatto scattare i sospetti di un ricorso massiccio ad aiuti esterni durante la prova. UNAM ha risposto istituendo una commissione tecnica di esperti, incaricata di analizzare l'accaduto e proporre una via d'uscita.

La soluzione: un nuovo esame vecchio stile, in presenza, per 58.000 aspiranti

La commissione ha appena consegnato le sue raccomandazioni, e la soluzione individuata è un esame di controllo da sostenere fisicamente nei campus, non più a distanza. Il provvedimento non riguarda solo chi ha ottenuto un posto con il test di quest'anno: coinvolge chiunque abbia raggiunto i punteggi minimi di ammissione richiesti dal proprio corso di laurea dal 2021 in avanti.

Il numero di persone coinvolte è imponente: circa 58.000 candidati dovranno tornare sui banchi per ripetere l'esame, e l'assegnazione definitiva dei posti dipenderà esclusivamente dall'esito di questa nuova prova. Il tutto dovrà però svolgersi in tempi strettissimi, dato che le lezioni sono attualmente calendarizzate per il 10 agosto 2026, a meno che l'ateneo non decida di posticipare l'inizio dell'anno accademico.

Secondo quanto riportato da Gaceta UNAM, la pubblicazione ufficiale dell'università, il rettore ha già porto le sue scuse ai candidati che avevano affrontato la selezione senza infrangere alcuna regola.

Il vertice dell'ateneo ha riconosciuto che chi non ha barato si troverà comunque costretto a prepararsi e sostenere nuovamente il test, pur non avendo commesso alcuna irregolarità. Una misura che, a suo dire, resta "necessaria per dare certezza e garantire equità nell'accesso", pur ammettendo il disagio imposto a migliaia di aspiranti incolpevoli.

Il caso UNAM si aggiunge alla lista crescente di episodi in cui i sistemi di sorveglianza automatizzata degli esami, presentati come soluzione anti-frode, si sono rivelati tutt'altro che infallibili. Più che bloccare i tentativi di aggirare le regole, la tecnologia sembra aver semplicemente spostato il problema più a valle, lasciando all'università il compito di rimediare a un pasticcio da 58.000 persone.

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