Il papà del WWW lancia il Contratto per il Web. Obiettivo: salvarlo

Il papà del WWW lancia il Contratto per il Web. Obiettivo: salvarlo

Tim Berners-Lee ha annunciato il lancio del Contract for the Web, un elenco di principi e clausole che aziende, organizzazioni e utenti devono rispettare per "sistemare" il World Wide Web

di pubblicata il , alle 18:41 nel canale Web
 

Tim Berners-Lee può essere considerato l'inventore del World Wide Web, e ha ufficialmente lanciato il Contract for the Web. Nel documento si leggono una serie di principi realizzati per "sistemare" internet e impedire ai suoi utenti (e a tutti noi, quindi) di scivolare all'interno di una sorta di "distopia digitale". A riportare la news è stato in origine il Guardian.

Il Contratto per il Web, tradotto in italiano, elenca nove principi cruciali non solo per gli utenti, ma anche per i governi, per le compagnie e per tutti gli utenti e le organizzazioni che fanno parte del web come protagonisti o come fruitori. Fra i principi c'è anche la responsabilità di offrire accesso affidabile e conveniente a internet, nel rispetto del dialogo civile e della diginità umana.

Al lancio l'iniziativa ha ricevuto il supporto di oltre 150 organizzazioni, fra cui compagnie tecnologiche di primissimo piano: Microsoft, Google, Facebook e DuckDuckGo sono solo alcuni fra i tantissimi nomi che hanno supportato il progetto, insieme a gruppi no-profit come l'Electronic Frontier Foundation. Il Guardian scrive che fra gli assenti più pesanti ci sono nomi come Amazon e Twitter, tuttavia quest'ultimo è comparso fra i nomi lo scorso lunedì.

L'azienda di Jack Dorsey è stata protagonista del dibattito politico nelle scorse settimane, dopo aver scelto di bloccare gli annunci politici sulla piattaforma (a differenza di Facebook), citando come motivazione le difficoltà nella gestione del dibattito che creavano fra gli utenti all'interno del servizio. Il lancio del contratto da parte di Lee arriva in un momento difficile per aziende come Facebook e Google, che devono affrontare pressioni sempre più crescenti intorno all'ammontare dei dati raccolti, e ai mezzi usati per raccoglierli.

Nel Contratto per il Web non mancano infatti principi pensati per evitare che questo avvenga, fra cui la richiesta esplicita per le compagnie di rispettare la privacy delle persone e i dati personali. La parte interessante è che se si scopre che le aziende aderenti al contratto non rispettano i principi, le stesse aziende corrono il rischio di essere rimosse dalla lista. Tim Berners-Lee ha dichiarato al Guardian che c'è la necessità di "rivoluzionare il web subito", e non di creare un piano a lungo termine.

Il Contratto include 72 clausole, oltre ai 9 principi, e offre una visione condivisa intorno alla quale la Berners-Lee's Web Foundation vorrebbe vedere progettare il web del futuro prossimo, oltre alla richiesta di una roadmap da parte delle aziende in modo da rendere ciò possibile. Hanno aderito al progetto anche i governi di Germania, Francia, e Ghana, i quali quindi hanno accettato di offrire accesso ad internet sempre e a chiunque sia entro i confini nazionali.

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17 Commenti
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300026 Novembre 2019, 18:49 #1
Ottima cosa, anche se bisognava partire prima.
Tasslehoff26 Novembre 2019, 19:11 #2
Per carità non voglio sminuire i meriti di Berners-Lee, che certamente è un personaggio storico del web, però francamente non posso fare a meno di pensare che la sua figura sia stata un po' troppo mitizzata e venga visto un po' come una sorta di guru onniscente.

Per carità tira acqua al suo mulino, ma quello di cui si occupa (il web) non è altro che un parte di "internet", importante finchè si vuole (e di certo la sua importanza è aumentata parecchio negli anni da quando il protocollo http è usato per fare praticamente ogni cosa grazie ai web services) però non è tutto lo scibile.

Personalmente trovo che temi come la fruibilità del web siano in gran parte secondari e trascurabili, sono problemi di altra natura di cui non si dovrebbe occupare un accademico o quantomeno un tecnico.
Piuttosto dovrebbe preoccuparsi di altro, ad esempio l'ennesimo attacco che le società dell'advertising stanno portando al "domain name system", quello si una delle colonne portanti di internet, con la pressione ad utilizzare DNS over https (DOH) anzichè il ben più maturo, performante e sicuro DNS over TLS (DOT).

A tal proposito se qualcuno è interessato suggerisco di dare un'occhiata a questa eccellente keynote di Paul Vixie, il papà del DNS (oltre che di bind e del protocollo dhcp).

https://youtu.be/LYosersEBoM
Axios200626 Novembre 2019, 20:48 #3
Sulla carta tutto bello, ma tra censure, gruppi di pressione, fake news e chi piu' ne ha piu' ne metta, si finisce con il dare un'imbiancata e poi resta tutto uguale...
zappy26 Novembre 2019, 20:58 #4
ah beh, se ci sono MS, G, e FB, siamo a posto...

cmq, il sito è https://contractfortheweb.org/
fracama8726 Novembre 2019, 21:44 #5
SU android è stato implementato da un anno (o meglio dalla versione 9.0 rilasciata l'anno scorso da Google) che è tipo la compagnia di advertising più grande...

Su Windows Microsoft è lenta ma basta usare i browser giusti o programmi aggiuntivi
frncr26 Novembre 2019, 23:16 #6
Originariamente inviato da: Tasslehoff
Piuttosto dovrebbe preoccuparsi di altro, ad esempio l'ennesimo attacco che le società dell'advertising stanno portando al "domain name system", quello si una delle colonne portanti di internet, con la pressione ad utilizzare DNS over https (DOH) anzichè il ben più maturo, performante e sicuro DNS over TLS (DOT).

A tal proposito se qualcuno è interessato suggerisco di dare un'occhiata a questa eccellente keynote di Paul Vixie, il papà del DNS (oltre che di bind e del protocollo dhcp).


Sei OT, comunque a me risulta che sia più efficace DoH nel garantire la riservatezza e i diritti civili, visto che utilizza la porta standard HTTPS così che le richieste DNS non possano essere discriminate/filtrate rispetto al normale traffico. DoT ha dei vantaggi dal punto di vista della gestione tecnica delle reti, proprio per la capacità di discriminare il traffico DNS, ma visto che lo scopo di cifrare le richieste DNS è proprio la difesa della privacy e la lotta alla censura e alla repressione delle libertà civili, personalmente mi sembra più opportuno usare DoH.
Vixie rappresenta un punto di vista piuttosto di parte, puramente tecnicistico, non lo prenderei a riferimento per una riflessione equilibrata sull'argomento.

https://www.thesslstore.com/blog/dn...dns-over-https/
Opteranium26 Novembre 2019, 23:25 #7
eliminare i social, fatto.
HackmanG26 Novembre 2019, 23:42 #8
E comprarsi un pettine...
canislupus27 Novembre 2019, 00:56 #9
Originariamente inviato da: Opteranium
eliminare i social, fatto.


E aggiungerei anche youtube e fratelli vari... dove purtroppo salvo rarità è pieno di vera monnezza anche strapagata
lucusta27 Novembre 2019, 02:08 #10
duole dirlo, perchè ha delle controindicazioni sociali abbovinevoli, ma per eliminare il marciume della rete basta eliminare l'anonimato.

@frncr, se ti vogliono discriminare ti filtrano proprio la porta https.

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