Il nuovo CEO di Mozilla e la strategia per sopravvivere: più Firefox, meno Google
Mozilla ha nominato Anthony Enzor-DeMeo come CEO di Mozilla Corporation. Al centro della strategia ci sono Firefox, l'integrazione dell'AI con modelli multipli e maggiore controllo per gli utenti. L'obiettivo è ridurre la dipendenza da Google, diversificare i ricavi e rilanciare la fiducia nel browser.
di Manolo De Agostini pubblicata il 16 Dicembre 2025, alle 15:01 nel canale WebFirefoxMozilla
Mozilla apre una nuova fase della propria storia con l'annuncio della nomina di Anthony Enzor-DeMeo come Chief Executive Officer (CEO) di Mozilla Corporation, la controllata for-profit del gruppo. Una scelta che arriva in un momento complesso per l'azienda, stretta tra ristrutturazioni, riduzione del personale, forte dipendenza economica dagli accordi con Google e un mercato tecnologico sempre più dominato dall'intelligenza artificiale.
Enzor-DeMeo non è un volto nuovo in Mozilla: nell'ultimo anno ha guidato Firefox, supervisionandone strategia, roadmap e risultati di business in una fase di profondi cambiamenti per il web, la ricerca online e le aspettative degli utenti. Sotto la sua direzione, il browser ha accelerato lo sviluppo di nuove funzionalità, migliorato l'esperienza d'uso e avviato un'integrazione dell'AI che punta esplicitamente su trasparenza, controllo e scelta dell'utente.
Il modo in cui Mozilla opera resta peculiare. Da un lato c'è la Mozilla Foundation, organizzazione non profit impegnata nella promozione di un web aperto e accessibile; dall'altro la Mozilla Corporation, chiamata a generare ricavi sostenibili. Un equilibrio che negli ultimi anni è diventato più fragile, soprattutto considerando che gran parte delle entrate deriva ancora dall'accordo che rende Google il motore di ricerca predefinito in Firefox. Lo stesso Enzor-DeMeo riconosce la necessità di diversificare le fonti di reddito, pur ribadendo che il browser resta il cuore del modello di business.

Anthony Enzor-DeMeo, nuovo Chief Executive Officer di Mozilla Corporation
Secondo il nuovo CEO, il momento di transizione che il settore sta vivendo rappresenta anche un'opportunità. La diffusione dell'AI generativa ha incrinato ulteriormente la fiducia degli utenti nei confronti delle grandi piattaforme, creando spazio per un attore che possa proporsi come alternativa credibile. In questo scenario, Firefox viene visto come il luogo chiave in cui si giocheranno le prossime sfide su dati, trasparenza e fiducia.
Mozilla non intende sviluppare un proprio large language model (LLM) di dimensioni paragonabili a quelli dei big del settore, ma sta lavorando a una AI Mode per Firefox attesa nel corso del prossimo anno. L'approccio prevede il supporto a più modelli, inclusi LLM open source, soluzioni cloud gestite direttamente da Mozilla e anche modelli di grandi aziende tecnologiche, lasciando all'utente la possibilità di scegliere. Un'impostazione coerente con la filosofia dell'azienda, che non ha incentivi a spingere una singola piattaforma o un singolo fornitore.
Questa visione è già visibile nelle funzionalità introdotte di recente. Su iOS, ad esempio, Firefox ha lanciato Shake to Summarize, strumento basato su AI che ha ottenuto una menzione speciale nei TIME Best Inventions 2025. Sul desktop e mobile sta prendendo forma AI Window, un assistente opzionale che consente di selezionare il modello da utilizzare e di gestire in modo esplicito le impostazioni di privacy. Nel frattempo, Firefox registra segnali di ripresa: crescita a doppia cifra su mobile per due anni consecutivi (13% nell'ultimo anno) e una progressiva stabilizzazione dell'utenza desktop, con circa 200 milioni di utenti attivi mensili.
Dal punto di vista organizzativo, Enzor-DeMeo raccoglie le redini di Laura Chambers, che ha guidato Mozilla a interim in una fase definita per l'evoluzione del web e del mercato della ricerca. Chambers rientrerà ora nel Consiglio di amministrazione di Mozilla Corporation. Contestualmente, Ajit Varma è stato promosso a Head of Firefox, mentre John Solomon entra in azienda come Chief Marketing Officer, con l'obiettivo di rafforzare il posizionamento del brand e ricordare agli utenti che esistono alternative concrete nell'ecosistema tecnologico.
Guardando al futuro, Mozilla dichiara di voler misurare i propri risultati su un "doppio bilancio": avanzare la missione storica dell'azienda e, allo stesso tempo, competere con successo sul mercato. Nei prossimi tre anni questo significherà ridurre la dipendenza dai ricavi legati alla ricerca, puntare su abbonamenti, servizi come VPN e Monitor integrati nel browser, pubblicità e nuove opportunità legate all'AI, senza snaturare il principio di un web aperto e controllabile dagli utenti.
Per Enzor-DeMeo la priorità resta chiara: costruire il miglior browser possibile e farne il perno di un ecosistema sostenibile. Una scommessa che passa dalla convinzione che, in un mercato sempre più opaco, la fiducia possa tornare a essere un vero vantaggio competitivo.










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34 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoCosa ha che non va Edge, io mi trovo benissimo, sia al lavoro che nel privato.
Confermo, io lo uso anche sul telefono oltre che sui pc fissi e portatili e mi trovo benissimo, tutto sincronizzato, ecc...
E' chromium, è Microsoft, ma (molto) più importante, non ha uBlock Origin
Poi trovo che il sync di FF funzioni meglio, ma forse è solo una mia sensazione, e trovo indispensabili i container e ora i profili
Ma certo, c'è a chi piace la vaselina. Nessuno ti dice nulla usalo pure...
Poi trovo che il sync di FF funzioni meglio, ma forse è solo una mia sensazione, e trovo indispensabili i container e ora i profili
Veramente Ublock Origin nella versione Lite per ovviare alla questione dell'aggiornamento del Manifest, è presente anche in Edge, io lo utilizzo regolarmente e assolve benissimo la sua funzione esattamente come quello di Firefox...
Il fatto che sia basato su Chromium è un vantaggio piuttosto che uno svantaggio per la compatibilità pressoché totale con i siti, ecc..., a differenza di Firefox dove ho avuto, qualche tempo fa, un problema a visualizzare correttamente un form con conseguente impedimento a compilarlo.
Firefox l'ho usato per anni, adesso non so come sia ma per esempio la versione mobile per Android è anni luce indietro rispetto non solo a Edge ma anche, ad esempio, a Vivaldi...
Il fatto che sia basato su Chromium è un vantaggio piuttosto che uno svantaggio per la compatibilità pressoché totale con i siti, ecc..., a differenza di Firefox dove ho avuto, qualche tempo fa, un problema a visualizzare correttamente un form con conseguente impedimento a compilarlo.
Firefox l'ho usato per anni, adesso non so come sia ma per esempio la versione mobile per Android è anni luce indietro rispetto non solo a Edge ma anche, ad esempio, a Vivaldi...
Il telefono lo uso meno di 20 minuti al giorno, mi piace usare il PC per fare le cose da PC, ma quando serve FF mobile fa quel che deve fare perfettamente.
Mi pare che la versione Lite di uBlock non sia completa come la full di FF, ma non l'ho provata, per me è indispensabile che assieme ad unhook tolga qualsiasi cosa che non sia il solo video da yt, senza pubblicità, ad esempio, e che spariscano tutte le finestre di richiesta cookie, sia quelle per confermare o meno i dati condivisi, sia quella di certi siti che ti dicono o accetti o paghi.Per la compatibilità, se un sito non va in firefox, non si merita la mia attenzione, per le cose davvero importanti, che poi è solo la banca direi, posso usare l'app nel caso, ma per ora non ho problemi.
Ho usato per diverso tempo anche io edge sia mobile che desktop, ma ora evito quello che viene dalle big tech se posso, preferendo anche sw europei se esistono. Purtroppo l'unico browser europeo è Vivaldi che, oltre ad essere comunqe chromium, fa anche un pelo cacare.
Mozilla Slammed Over Battery-Draining “Garbage” AI in Firefox
Mozilla’s ‘Rewiring’ to AI – Saving the Web or Saving Itself?
Per fortuna ci sono alternative come libreWolf (firefox con ublock origin e con disattivate tutte le impostazioni contro la privacy degli utenti) o waterfox. Se firefox fallirà, che fine faranno?
Un'ottima comparativa delle protezioni dei dati personali e della privacy che offrono i browser con le impostazioni di default.
Ti sono vicino.
Edge mai e poi mai lo userei. FF, Brave o Mullvad e vivo sereno.
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