Il Messico fa causa a Google per la dicitura 'Golfo d'America' su Maps: 'Rispettare i limiti territoriali'
Il Messico ha citato in giudizio Google per aver rinominato il Golfo del Messico in "Golfo d'America" su Maps, seguendo un ordine di Trump. La presidente Sheinbaum contesta l’estensione della nuova denominazione oltre i confini statunitensi, chiedendo il rispetto delle sovranità nazionali e delle attribuzioni internazionali.
di Manolo De Agostini pubblicata il 12 Maggio 2025, alle 09:02 nel canale WebIl governo messicano ha avviato un'azione legale contro Google per la modifica del nome del Golfo del Messico sulla piattaforma Maps, dove per gli utenti statunitensi viene indicato come "Golfo d'America". Lo ha annunciato la presidente Claudia Sheinbaum durante una conferenza stampa, specificando che la causa è già stata depositata e ha prodotto una prima sentenza, in attesa di ulteriori sviluppi. L'intenzione di procedere su questa strada era già stata resa nota a metà febbraio.
La controversia ha origine da un ordine esecutivo firmato il 20 gennaio dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel giorno stesso del suo insediamento, con il quale si disponeva il cambio di denominazione del Golfo del Messico in "Gulf of America" per la porzione sotto giurisdizione statunitense. Tuttavia, la misura ha avuto effetti anche oltre il territorio degli Stati Uniti. Google, tra le prime aziende tecnologiche ad adeguarsi alla direttiva, ha aggiornato la propria cartografia digitale, applicando la nuova denominazione agli utenti statunitensi e, in alcune regioni internazionali, adottando una dicitura mista: "Gulf of Mexico (Gulf of America)".

Secondo la presidente Sheinbaum, la questione non riguarda l'autonomia degli Stati Uniti nel rinominare porzioni del proprio territorio, quanto il fatto che tale denominazione non può essere estesa a tratti di mare che ricadono sotto la sovranità di altri Paesi o in acque internazionali. "Il decreto americano deve applicarsi solo alla parte che corrisponde agli Stati Uniti", ha dichiarato, sottolineando che né il Messico né Cuba possono accettare che le loro acque territoriali vengano denominate diversamente da quanto stabilito dai rispettivi governi o dalle norme internazionali.
Il governo messicano aveva già inviato lettere formali a Google chiedendo di non applicare la denominazione "Golfo d'America" alle proprie acque. Il vicepresidente di Google per le relazioni governative, Cris Turner, aveva confermato l'intenzione della società di non modificare la propria politica in materia.
Parallelamente, il Congresso statunitense ha recentemente approvato una legge che codifica il nuovo nome, rafforzando l'orientamento dell'amministrazione Trump, che aveva già adottato misure drastiche contro chi rifiutava la nuova dicitura, tra cui l'esclusione dell'Associated Press da conferenze stampa presidenziali - provvedimento poi annullato da un giudice federale.
Al momento, Google non ha rilasciato ulteriori dichiarazioni pubbliche sulla vicenda. La posizione del governo messicano resta ferma: "Chiediamo solo il rispetto dei limiti territoriali e delle attribuzioni internazionali", ha ribadito Sheinbaum.










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22 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoMa pochi notano l'acquiescenza di Google, che mentre segue qualunque richiesta USA, è completamente indifferente agli altri paesi.
Gli altri sistemi di gestione delle mappe (Bing, OpenStreetMap, ecc.) si sono ben guardati di riportare tra parentesi il nome approvato dagli USA, perché sanno bene cos'è la localizzazione di un toponimo, e lo gestiscono correttamente secondo le regole locali.
Ma pochi notano l'acquiescenza di Google, che mentre segue qualunque richiesta USA, è completamente indifferente agli altri paesi.
Gli altri sistemi di gestione delle mappe (Bing, OpenStreetMap, ecc.) si sono ben guardati di riportare tra parentesi il nome approvato dagli USA, perché sanno bene cos'è la localizzazione di un toponimo, e lo gestiscono correttamente secondo le regole locali.
beh anche le altre che hai citato sono americane strano non abbiano modificato anche loro
che poi, google ma anche amazon si è inchinata al Re quando gli è stato imposto di non mostrare i dazi di trump nel carrello dell'ordine
Ma pochi notano l'acquiescenza di Google, che mentre segue qualunque richiesta USA, è completamente indifferente agli altri paesi.
Gli altri sistemi di gestione delle mappe (Bing, OpenStreetMap, ecc.) si sono ben guardati di riportare tra parentesi il nome approvato dagli USA, perché sanno bene cos'è la localizzazione di un toponimo, e lo gestiscono correttamente secondo le regole locali.
Google Maps è anni luce migliore di tutti gli altri servizi, cui alcuni per altro si appoggiano proprio sulle mappe altrui e quindi non sono indipendenti.
In definitiva Google può permettersi di fare quello che vuole e quando vuole, e non c'è multa che possa metterla in difficoltà.
Google per altro ha solo seguito le indicazioni dal presidente degli stati uniti d'america, mica un qualunquista di turno.
E' una mossa pubblicitaria, d'immagine.
Se al resto del mondo fai vedere altro è inutile.
Ma pochi notano l'acquiescenza di Google, che mentre segue qualunque richiesta USA, è completamente indifferente agli altri paesi.
Gli altri sistemi di gestione delle mappe (Bing, OpenStreetMap, ecc.) si sono ben guardati di riportare tra parentesi il nome approvato dagli USA, perché sanno bene cos'è la localizzazione di un toponimo, e lo gestiscono correttamente secondo le regole locali.
Aggiungo anche quella della democraticissima Apple la quale, a differenza di Google, anche fuori dagli USA, riporta Golfo d'America come primo toponimo e tra parentesi Golfo del Messico.
Pecunia non olet...
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Pecunia non olet...
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veramente è l'esatto contrario, dallo screenshot che hai postato tu stesso, Golfo del Messico è il primo nome e tra parentesi Golfo D'America
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