Il freemium sta uccidendo la musica: lo dice Jimmy Iovine

Il freemium sta uccidendo la musica: lo dice Jimmy Iovine

Il guru di Apple Music tuona contro i modelli gratuiti che, dice, costruiscono profitti e pubblico alle spalle degli artisti

di Andrea Bai pubblicata il , alle 11:44 nel canale Web
Apple
 

In occasione del Vanity Fair New Establishment Summit che si è svolto nel corso della giornata di mercoledì 7 ottobre, l'executive di Apple Jimmy Iovine ha affermato che lo streaming di musica secondo il modello "freemium" (come ad esempio le formule gratuite supportate da pubblicità) sta uccidendo l'industria musicale, affermando inoltre che quelle compagnie tecnologiche che offrono questo tipo di servizi stanno facendo profitto alle spalle degli artisti.

Iovine ha prevedibilmente citato Apple Music come una soluzione che offre qualcosa sia per i consumatori, sia per gli artisti, posizionando quindi il servizio come amico dei musicisti: "La formula gratuita è davvero un problema. Forse una volta avevamo bisogno del freemium, ma adesso è diventato una frode. Queste compagnie costruiscono un pubblico alle spalle degli artisti".

La posizione di Iovine è ovviamente di parte e cerca di giustificare il servizio Apple Music che, a differenza di conocrrenti come Pandora e Spotify che offrono formule gratuite supportate da pubblicità accanto agli abbonamenti, mette a disposizione solamente formule a pagamento. Gli unici contenuti gratuiti sono trasmessi da Beats 1 Radio che però è appunto una web-radio e non permette all'utente di navigare liberamente tra i brani.

Iovine sostiene che il futuro della musica è abbastanza nebuloso se sempre più artisti devono affidarsi a tour sfarzosi e interminabili per potersi sostenere. Trovare un modo per compensare tutti è la ragione che ha spinto Beats nelle braccia di Apple. Dopo che Beats, la compagnia di Iovine, è stata acquisita da Apple, è stato necessario qualche tempo affinché le due parti potessero giungere ad una visione condivisa sul tema della musica. Egli ha dichiarato che Apple si è tirata in casa "300 lunatici" quando ha acquisito Beats.

"In passato abbiamo sempre atteso (il riferimento è al periodo trascorso nell'etichetta Interscope Records) che qualcuno arrivasse dal nulla e distribuisse i contenuti per noi. Questo non funziona perché le compagnie tecnologiche arrivano e ti chiedono di farlo gratis. Molte media company sono tecnologicamente incapaci e molte technology company sono culturalmente inette: chi ha i contenuti ha bisogno di chi si occupa di tecnologia, chi ha la tecnologia ha bisogno di chi possiede i contenuti" ha concluso Iovine, esprimendo quindi la volontà di unire gli interessi dell'industria musicale con gli obiettivi del settore tecnologico.

Va pur detto che vi è qualche dubbio sulla correttezza di Apple nei confronti del resto del settore: il Dipartimento di Giustizia USA e la Federal Trade Commission stanno infatti accuratamente vagliando il comportamento che Apple ha tenuto nei mesi passati per determinare se vi sia stata una violazione delle leggi antitrust, dietro il sospetto di pressioni sui partner musicali affinché facessero mancare il proprio supporto al modello gratuito di alcuni concorrenti. Un'indagine simile in Europa si è già conclusa lo scorso agosto senza individuare alcuna collusione tra la Mela e le etichette discografiche.

In ogni caso vi è, da parte del mondo della musica, malumore e disappunto nei confronti di tutti i servizi di streaming musicale, a prescindere dal modello di fruizione proposto al pubblico, specie per la scarsa o nulla attenzione riservata agli artisti emergenti, giovani e indipendenti che hanno poche opportunità di ottenere visibilità poiché la tendenza, ovviamente seguendo determinate e scontate logiche di business, è quella di spingere e promuovere gli artisti di grosso calibro. In altri termini il potere di determinare il valore di un artista non è più nelle mani del pubblico ma è esclusiva riservata ai grandi intermediari che offrono i servizi di streaming musicale.

Resta aggiornato sulle ultime offerte

Ricevi comodamente via email le segnalazioni della redazione di Hardware Upgrade sui prodotti tecnologici in offerta più interessanti per te

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

90 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
CrzHrs08 Ottobre 2015, 11:46 #1
Il freemium ammazza la pirateria. Ed in ogni caso, come ogni lavoratore, anche il musicista "d'alto borgo" deve andare a suonare live e sgobbare come fanno quelli delle sagre.
klept08 Ottobre 2015, 11:48 #2
Quante boiate.... allora bisognerebbe rimuovere qualsiasi canzone da youtube compresi i canali VEVO ecc. ma dai andassero a vangare la terra.
jotaro7508 Ottobre 2015, 11:54 #3
Più che boiate è il solito discorso...
esce un nuovo tipo di servizio...che ti toglie introiti...lo descrivi come il male di questo mondo...
montanaro7908 Ottobre 2015, 11:56 #4
I pessimi cantanti creati dalle major e dai reality ammazzano la musica!
Gylgalad08 Ottobre 2015, 12:00 #5
Originariamente inviato da: CrzHrs
Il freemium ammazza la pirateria. Ed in ogni caso, come ogni lavoratore, anche il musicista "d'alto borgo" deve andare a suonare live e sgobbare come fanno quelli delle sagre.


quoto in toto
il freemium ha praticamente azzerato la pirateria, anzi, la fa diventare scomoda, che equivale ad ammazzarla, appunto.
Zem08 Ottobre 2015, 12:01 #6

x tutti

X CrzHrs.
Straquoto.
Cominciassero a suonare con buone idee e dal vivo.
the_joe08 Ottobre 2015, 12:04 #7
Originariamente inviato da: CrzHrs
Il freemium ammazza la pirateria.
Ed in ogni caso, come ogni lavoratore, anche il musicista "d'alto borgo" deve andare a suonare live e sgobbare come fanno quelli delle sagre.


Se vuoi ascoltare la musica di qualcuno penso sia anche lecito pagare il servizio, altrimenti possiamo sempre ritornare all'800 quando per ascoltare la musica dovevi chiamare il musicista/gruppo e farlo suonare live a casa tua....e naturalmente pagare.
nickmot08 Ottobre 2015, 12:09 #8
La musica l'hanno ammazzata le case discografiche ed i prodotti/cantanti creati a tavolino con studi di marketing.

Se fai dischi con 1 singolo passabile ed il resto melma, e poi lo ripresenti in 5 o 6 salse diverse negli anni successivi la gente chiaramente si rompe le scatole di comprare.

Aggiungi passaggi ossessivi in radio e tv ed ecco che nessuno compra nulla indipendentemente da spotify e pirateria.

Provino con prodotti appetibili, magari qualche disco in più lo vendono.
doctor who ?08 Ottobre 2015, 12:16 #9
È sempre bello leggere opinioni totalmente disinteressate ed obiettive
_TOKI_08 Ottobre 2015, 12:36 #10
Originariamente inviato da: CrzHrs
Il freemium ammazza la pirateria. Ed in ogni caso, come ogni lavoratore, anche il musicista "d'alto borgo" deve andare a suonare live e sgobbare come fanno quelli delle sagre.


Quoto.

Però si dice "d'alto bordo"

Comunque, nell'articolo si fa menzione al fatto che per mantenersi l'artista deve ammazzarsi di tours...

...uhm porello, proprio fatico a provare pena per gente che deve ammazzarsi di concerti per mantenersi il villone e l'auto sportiva. Chiamatemi cinico.

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^