I piani Business ed Education di Google Workspace ottengono Flow: video generati da AI da testo e immagini

I piani Business ed Education di Google Workspace ottengono Flow: video generati da AI da testo e immagini

Google amplia la disponibilità di Flow, il suo strumento di videocreazione basato su AI: dai soli abbonati AI Pro e AI Ultra passa ora a piani Workspace Business, Enterprise ed Education, con funzioni avanzate per video, audio e immagini integrate

di pubblicata il , alle 15:31 nel canale Web
Google Workspace
 

Google amplia la platea di utenti che possono accedere a Flow, il suo strumento di creaione video basato sull'intelligenza artificiale. Dopo un debutto limitato agli abbonati Google AI Pro e AI Ultra, Flow viene ora reso disponibile come servizio aggiuntivo per numerosi piani Workspace Business, Enterprise ed Education, aumentando il peso dei contenuti generativi all'interno della suite di produttività offerta dal colosso di Mountain View.

Secondo l'annuncio pubblicato sul blog ufficiale Google Workspace Updates, Flow è ora attivabile per i clienti Business Starter, Standard e Plus, per le edizioni Enterprise Starter, Standard e Plus e per le versioni Education Standard e Plus, oltre che tramite gli add-on Google AI Ultra for Business e Google AI Pro for Education. Il rollout è partito il 14 gennaio 2026 sia per i domini Rapid Release sia per quelli Scheduled Release, con una distribuzione completa prevista nell'arco di pochi giorni.

Cos'è Flow e come funziona

Flow è descritto da Google come uno strumento di "AI filmmaking" pensato per creativi e team che vogliono trasformare idee in video in pochi minuti, sfruttando i modelli generativi più avanzati della casa, in particolare il modello video Veo 3.1 e il generatore di immagini Nano Banana Pro. Attraverso un'interfaccia web, gli utenti possono passare da semplici prompt testuali o immagini di riferimento a clip ad alta definizione, scene e sequenze narrative coese.

Il cuore del sistema è Veo 3.1, il modello di generazione video di Google che produce clip di circa otto secondi a partire da testo o immagini, con il supporto a più formati e con un controllo cinematografico avanzato su luci, movimenti di camera e continuità delle scene. Flow consente di concatenare queste clip per costruire sequenze più lunghe e di rifinire i risultati intervenendo su illuminazione, inquadrature virtuali e presenza di oggetti nella scena, avvicinando l'esperienza a quella di un editor video. Di recente sono stati aggiunti anche i video in verticale, così da generare contenuti ottimizzati per piattaforme come Shorts, Reels e simili direttamente all'interno dell'applicazione.

Audio generato dall'AI e integrazione con Nano Banana Pro

Uno degli sviluppi più recenti di Flow riguarda la gestione dell'audio: Google ha esteso il supporto sonoro a un maggior numero di funzioni, consentendo di generare tracce audio non solo per i clip creati da prompt ma anche quando si utilizzano immagini di riferimento, si richiedono transizioni tra scene o si estende un video già prodotto. In questo modo è possibile ottenere sequenze con dialoghi sintetici, effetti ambientali e musica coerenti con il movimento e l'atmosfera delle immagini, senza dover passare da software di montaggio tradizionali.

Flow integra inoltre Nano Banana Pro, il modello di generazione immagini di Google Labs pensato per creare componenti visive dettagliate, come personaggi, oggetti o ambienti, che possono diventare il punto di partenza per i video. Gli utenti possono così progettare personaggi o scenari statici tramite Nano Banana Pro e quindi utilizzarli come base per le clip animate prodotte da Veo 3.1, mantenendo una coerenza stilistica e narrativa lungo l'intero progetto.

Implicazioni per aziende, scuole e creativi

L'apertura di Flow ai piani Workspace Business, Enterprise ed Education amplia l'accesso al videomaking generativo a un pubblico molto più vasto, che va dalle aziende di piccole e medie dimensioni ai grandi gruppi, passando per scuole, università e istituzioni formative. Per il mondo education, Google evidenzia in particolare la possibilità di trasformare argomenti complessi, come eventi storici o processi scientifici, in contenuti video più immediati e comprensibili.

Per le organizzazioni, Flow può diventare uno strumento per velocizzare la produzione di contenuti, riducendo il tempo necessario per passare dall'idea al video finito grazie alla generazione automatica di clip, agli strumenti di montaggio interno e alla gestione integrata di audio e immagini. Allo stesso tempo, l'integrazione come servizio aggiuntivo di Workspace permette ai reparti IT di controllarne l'attivazione a livello di dominio, unità organizzativa o gruppo, mantenendo una gestione centralizzata delle funzionalità AI disponibili agli utenti.

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