I colossi tecnologici a favore della net neutrality si scagliano contro le nuove norme della FCC

I colossi tecnologici a favore della net neutrality si scagliano contro le nuove norme della FCC

Una enorme coalizione di oltre cento società tecnologiche hanno redatto una lettera a favore della neutralità della rete, con l'obiettivo di fermare le nuove proposte di legge della Federal Communications Commission

di pubblicata il , alle 11:01 nel canale Web
 

Amazon, eBay, Facebook, Google, Microsoft, Netflix, Twitter, Yahoo e altre decine di compagnie del settore tecnologico hanno formato una coalizione a favore della neutralità della rete, scagliandosi contro le nuove proposte di legge lanciate dalla Federal Communications Commission negli Stati Uniti, che potrebbero minacciare e compromettere l'accesso ad una "internet aperta" per gli utenti.

Le nuove norme, proposte inizialmente negli ultimi giorni del mese di aprile, permetterebbero agli ISP (i provider di internet) di ricevere pagamenti dalle aziende volti ad ottenere trattamenti privilegiati sulla base di termini "commercialmente ragionevoli", stabiliti caso per caso dalla stessa FCC. Nella lettera non si legge ancora una linea d'azione da parte delle oltre cento società, che rimarcano solamente l'importanza di avere una internet aperta e realmente libera, non vincolata da dettami commerciali di alcun tipo.

"L'impegno duraturo e le azioni intraprese per proteggere una internet aperta da parte della Commissione rappresentano una ragione centrale del motivo per cui internet rimane un motore per il mondo imprenditoriale e la crescita economica", si legge all'interno del documento. "La Commissione dovrebbe considerare misure necessarie per assicurare che internet rimanga una piattaforma aperta al dialogo e al commercio così che l'America possa continuare a guidare il mondo nei mercati tecnologici".

È la prima volta che aziende di un certo rilievo, come Amazon, si espongono a riguardo delle nuove normative proposte dalla FCC il 23 aprile. La lettera rappresenta un passo fondamentale nel processo d'approvazione legislativa, che sarà probabilmente influenzato dalla presenza dei nomi più importanti nei settori relativi agli argomenti trattati. Il concetto è quello di preservare il principio basilare di non-discriminazione su cui si basa la neutralità della rete.

Nonostante le nuove regole della FCC siano ancora in una fase di proposta ed in versione embrionale, sono state accolte con pesante malumore dagli "avvocati della rete". La proposta potrebbe passare sotto scrutinio interno nei prossimi giorni e, se la Commissione deciderà ancora di potarla avanti, potrebbe essere approvata il prossimo 15 maggio. Ma la strada per l'approvazione popolare è tutta in salita, e dopo l'intervento di oltre cento società il percorso è diventato più ripido che mai.

Riportiamo di seguito la lettera scritta in lingua originale. Il file PDF può essere scaricato a questo indirizzo, e include le firme delle oltre cento società partecipanti all'appello.

"Dear Chairman Wheeler and Commissioners Clyburn, Rosenworcel, Pai, and O'Reilly:

We write to express our support for a free and open internet. Over the past twenty years, American innovators have created countless Internet-based applications, content offerings, and services that are used around the world. These innovations have created enormous value for Internet users, fueled economic growth, and made our Internet companies global leaders. The innovation we have seen to date happened in a world without discrimination. An open Internet has also been a platform for free speech and opportunity for billions of users.

The Commission's long-standing commitment and actions undertaken to protect the open Internet are a central reason why the Internet remains an engine of entrepreneurship and economic growth.

According to recent news reports, the Commission intends to propose rules that would enable phone and cable Internet service providers to discriminate both technically and financially against Internet companies and to impose new tolls on them. If these reports are correct, this represents a grave threat to the Internet.

Instead of permitting individualized bargaining and discrimination, the Commission's rules should protect users and Internet companies on both fixed and mobile platforms against blocking, discrimination, and paid prioritization, and should make the market for Internet services more transparent. The rules should provide certainty to all market participants and keep the costs of regulation low.

Such rules are essential for the future of the Internet. This Commission should take the necessary steps to ensure that the Internet remains an open platform for speech and commerce so that America continues to lead the world in technology markets."

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6 Commenti
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Rommie08 Maggio 2014, 11:28 #1

Riportiamo lettera scritta in lingua originale e il link al pdf

Potevate anche risparmiarvi di riportare la lettera in inglese, me la vado a leggere direttamente al pdf di cui fornite gentilmente il link a fianco !!!

Non era meglio una traduzione ? Un riassuntino tradotto ?
qboy08 Maggio 2014, 12:46 #2
@rommie no meglio cosi,le ultime volte che nino ha tradotto o comunuqe erano nel suo articolo traduzioni, succedeva un putiferio
Man from Mars08 Maggio 2014, 14:44 #3
Era ora che scendessero in campo "i soldi". Magari così si muove qualcosa.
quiete08 Maggio 2014, 15:09 #4
apple non c'è?
qiplayer09 Maggio 2014, 06:26 #5

Cosa vuol dire:

Le nuove norme, proposte inizialmente negli ultimi giorni del mese di aprile, permetterebbero agli ISP (i provider di internet) di ricevere pagamenti dalle aziende volti ad ottenere trattamenti privilegiati sulla base di termini "commercialmente ragionevoli", stabiliti caso per caso dalla stessa FCC.

Un esempio??
Questa frase non mi pare significhi qualcosa..
timer8609 Maggio 2014, 09:37 #6
Ti faccio un esempio, negli States sta già avvenendo, ma come forma tutelativa del consumatore.
Mettiamo che hai utorrent attivo mattina e sera, ad un certo punto il tuo ISP negli states ti chiama e ti avverte, guarda fratello abbiamo rilevato volumi e porte in uscita che evidenziano il fatto che stai scaricando, materiale protetto da cp. (Questo avviene con quotidianeità a NY, non lo dico per diceria ma perchè ci ho lavorato e ci lavoro) Quindi caro fratelo, smettila o dovrò avvertire le autorità competenti. (C'è anche l'escamotage a questo controllo)

A parte questo, fin'ora era ISP che ti faceva da scudo e ti garantiva e/o avvisava, in alcuni casi non avvisano neanche le autorità competenti ma ti rescindono loro stessi i lcontratto.

Per quel che riguarda questo accordo, non parliamo di una questione di performance ma per una questione di collaborazione con ISP da parte di società interessate al volume di quei dati, mettiamo per esempio Holliwood che ha fatto guerra a Time4Popcorn, voglia rompere le palle a ISP per sapere la lista di persone che sono state segnalate per "abuso di Download", in quel caso tramite questo trattamento privilegiato loro potrebbero accedervi ai dati che hanno richiesto, in ordine di debellare questo strumento della pirateria.


Non stiamo quindi parlando di una questione di performance ma una questione di accessibilità dei dati, ecco perchè parlavano di neutralità della rete, una neutralità che andrebbe completamente persa, se questo accordo venisse fatto.


Poi c'è la parte Performance:
norme per la neutralità della rete si sta affermando un’idea: che negli Usa e in Europa si fa un passo avanti e uno indietro. Siamo in piena confusione di messaggi contraddittori, insomma. Segno di quanto sia complicato trovare un equilibrio fra i numerosi interessi contrapposti intorno al concetto di una rete neutrale: i diritti quelli degli utenti e le esigenze degli operatori; il bisogno di tutelare sia chi innova sia chi investe in infrastrutture. Negli Usa e in Europa non si ritrova quindi la chiarezza che caratterizza il documento Marco Civil, appena adottato dal Brasile, dove tra l’altro viene dichiarato l’obbligo alla neutralità della rete. Cioè il divieto per gli operatori di discriminare il traffico di rete in base ai propri interessi.

Il Parlamento Ue è invece a metà del guado. Di recente ha adottato il regolamento “Single Market”, dove tra l’altro definisce per la prima volta il principio di neutralità della rete. Gli attivisti la considerano una vittoria, ottenuta grazie a emendamenti del centro-sinistra, arrivati in extremis sulla bozza della Commissione europea. Adesso è specificato che futuri “servizi specializzati”, che potranno nascere da accordi tra operatori e aziende over the top (fornitori di servizi o contenuti), non potranno in nessun modo danneggiare la normale internet neutrale e aperta.

Tuttavia, ora il regolamento deve passare – a giugno – al Consiglio Ue prima di diventare legge nell’Unione e già matura un’opposizione da parte di alcuni Governi. Regno Unito e Germania hanno firmato un documento con l’obiettivo di emendare il testo passato in Parlamento. Vogliono semplificare alcune norme e alleggerire certe prescrizioni, anche nell’ambito della neutralità della rete. I Governi sono preoccupati insomma che le nuove regole mettano paletti troppo stretti all’iniziativa economica di aziende e operatori europei. Concorda con questa posizione l’osservatorio Strand Consult, secondo cui il regolamento, per tutelare la neutralità della rete, avvantaggerà gli over the top a danno degli operatori telefonici.

«Berlino e Londra fanno ormai da capo-fila a un gruppo (crescente) di Stati membri che sono insofferenti per l’iniziativa Single Market, benché ognuno per motivi differenti. L’unico aspetto su cui concordano, perché ormai non si può più tornare indietro, è l’accelerazione della fine del roaming. Per tutto il resto prevale l’idea di rimandare i vari temi alla prossima Commissione europea», spiega Innocenzo Genna, esperto di policy tlc a Bruxelles.

«Per quanto riguarda la net neutrality, vi è sicuramente rispetto per la posizione del Parlamento, ma in sede di Consiglio si cercherà comunque di semplificare il testo. La posizione del Parlamento sconta il peccato originale della Commissione: di aver proposto di disciplinare la net neutrality con un regolamento, cioè con uno strumento estremamente invasivo e che lascia poca discrezionalità ai regolatori nazionali. Se il tema fosse stato affrontato con una direttiva o una raccomandazione, il Consiglio avrebbe avuto meno problemi ad accordarsi con il Parlamento», aggiunge.

«Il risultato delle prossime elezioni europee giocherà un ruolo importante, per cui è difficile prevedere adesso il futuro di queste regole – dice Luca Schiavoni , esperto di questi temi per Ovum -. Un parlamento con un maggior numero di “euroscettici” potrebbe far andare gli Stati nazionali in ordine sparso. La prossima Commissione potrebbe avere un orientamento differente da quella attuale: nulla le impedirebbe di rivedere le proposte che sono sul tavolo», aggiunge.

«E’ possibile che le norme sulla net neutrality siano soggette a modifiche o ad ulteriori ritardi, anche perché l’esperienza europea ci mostra che fino ad ora il pericolo di una rete “non neutrale” nei suoi contenuti è rimasto largamente sulla carta. I casi di blocco o restrizione a determinati servizi/ applicazioni sono stati sinora relativamente pochi», continua Schiavoni.

Incertezza anche negli Usa, dove l’Authority di settore Fcc ha appena elaborato una nuova bozza di regole sulla neutralità della rete. Quelle precedenti sono state bocciate da una corte d’appello a cui si era rivolto l’operatore Verizon. Adesso c’è il principio secondo cui i fornitori di contenuti potranno pagare i provider di internet per ottenere un accesso più rapido ai propri contenuti rispetto al resto dei concorrenti; purché questo avvenga su basi che siano “ragionevoli sotto il profilo commerciale”.

Secondo alcuni sarà la fine della neutralità della rete, anche se Fcc smentisce. Intanto, proprio questa settimana Netflix (fornitore di film su internet) ha accettato di pagare l’operatore Verizon per poterne servire i clienti. Aveva già fatto un accordo simile con Comcast, a febbraio. «Dovremo aspettare il testo definitivo di Fcc, il 18 maggio, per capire il destino della neutralità della rete negli Usa», commenta Jan Dawson, analista di Jackdaw Research. «Forse alla fine scopriremo che sono regole moderate a tutela della neutralità. E che Fcc ha solo riscritto gli stessi principi delle precedenti regole, ma in modo diverso, solo per superare la bocciatura della corte», aggiunge.

Estratto da S24

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