Grecia, cinque anni di carcere per ex gestore di sito torrent chiuso 10 anni fa
Un uomo di 59 anni è stato condannato in Grecia a cinque anni di carcere per aver gestito un sito torrent privato, chiuso dal 2014. La sentenza, definita inedita nel Paese, evidenzia la volontà delle autorità di rafforzare la lotta alla pirateria, nonostante l’obsolescenza tecnica e storica del caso.
di Manolo De Agostini pubblicata il 24 Giugno 2025, alle 06:17 nel canale WebUn uomo di 59 anni, residente a Pireo, è stato condannato dal tribunale locale a cinque anni di reclusione, al pagamento di una multa di 10.000 euro e a ulteriori 1.800 euro per le spese legali, per la gestione del sito torrent privato P2Planet.net, chiuso ormai da più di dieci anni. La sentenza ha suscitato sorpresa tra i presenti in aula, soprattutto per la sua esecutività immediata: l'imputato è stato ammanettato e portato in carcere al termine dell'udienza.
P2Planet.net era nato nel 2011 e aveva raggiunto una base di oltre 44.000 utenti registrati grazie a 14.000 torrent, in prevalenza legati a film, serie TV, musica e software. Tuttavia, nonostante il discreto successo, il sito affrontò fin da subito difficoltà tecniche e finanziarie, inclusi attacchi DDoS e una sicurezza precaria. Nel 2014 ne venne annunciata la chiusura con un semplice messaggio sui social.

Parallelamente, la Polizia ellenica - tramite la Direzione per la Criminalità Informatica - aveva già avviato un'indagine. Un'operazione nel giugno dello stesso anno portò alla perquisizione della casa dell'uomo, al sequestro di un hard disk e alla sua successiva identificazione come presunto amministratore del sito. Nonostante la chiusura del sito e la mancanza di profitti documentati, il processo si è protratto per oltre dieci anni.
Secondo fonti locali, si tratta della prima volta che un soggetto in Grecia viene incarcerato direttamente per la gestione di un sito torrent. Nonostante si tratti di un episodio ormai lontano nel tempo e con impatto limitato rispetto alla pirateria moderna, la magistratura ha optato per una linea dura.
Come riportato da TorrentFreak, qualche anno fa è stata comminata una condanna analoga a cinque anni di carcere al gestore di greekstars.net e greekstars.co. In quel caso, l'imputato ha inizialmente ricevuto una sospensione della pena, ma è stato poi arrestato e incarcerato dopo aver tentato di rilanciare i domini incriminati.
Con la nuova sentenza le autorità greche sembrano voler dare un segnale forte: la pirateria online, anche quella "del passato", sarà perseguita penalmente. Tuttavia, in un'epoca in cui lo streaming illegale ha ampiamente superato i tradizionali sistemi peer-to-peer, il valore deterrente di questa condanna è incerto. Il lungo intervallo temporale tra reato e pena potrebbe infatti attenuarne l'impatto simbolico.










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2 Commenti
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Purtroppo la legge non è uguale per tutti, altrimenti, un esempio a caso, Trump non sarebbe mai potuto diventare presidende degli USA, oppure da noi in parlamento, al senato c'è un presidente che che non dovrebbe mai essere li e una ministra che rimane salda alla poltrona pur avendo evidenza di reati di vario genere.
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