Google: ottenuta deroga per le modifiche al Play Store

Google: ottenuta deroga per le modifiche al Play Store

Google è coinvolta in un procedimento legale voluto da Epic Games. Viene chiesto di ospitare sul Play Store piattaforme di terze parti e metodi di pagamento alternativi

di pubblicata il , alle 15:01 nel canale Web
GoogleEpic Games Store
 

Google ha appena ottenuto una piccola, ma fondamentale vittoria nella sua battaglia legale contro Epic Games. La scorsa settimana, il giudice James Donato ha concesso una sospensione amministrativa all'ordine che avrebbe obbligato Mountain View a modificare le regole del suo Play Store entro l'1 novembre, consentendo la presenza di app store di terze parti e pagamenti alternativi rispetto ai propri.

Ciò significa che Google potrebbe non dover aprire il suo Play Store per anni, dato che la deroga le dà modo di procedere in appello. Una giuria, infatti, aveva deciso all'unanimità che l'app store Android di Google, il Play Store, era diventato un monopolio illegale, il che ha indotto Google a ricorrere in appello a quel verdetto della giuria e all'ordine della corte.

Google

Il tempo che il giudice Donato ha concesso a Google permette alla corte d'appello di ordinare una sospensione più lunga, a cui potrebbe subentrare una decisione del Nono Circuito che allunghi ulteriormente le tempistiche. Naturalmente, si tratta di provvedimenti che hanno effetto solamente negli Stati Uniti. La conseguenza principale è che gli utenti negli Usa non potranno scaricare Epic Games Store o l'app Xbox direttamente da Play Store.

Dopo la sentenza originale, infatti, sia Microsoft che Epic avevano annunciato il lancio a breve delle loro app per Play Store. Attualmente, infatti, è possibile scaricare ed eseguire Epic Games Store su Android, ma solo tramite una procedura separata dal Play Store, e più complessa.

Donato, comunque, ha accontentato Google su tutti i punti tranne uno, ovvero quello che consente a Mountain View di utilizzare incentivi finanziari per mantenere gli sviluppatori fedeli allo store. In particolare, non può stringere accordi con operatori o produttori di dispositivi che bloccano la preinstallazione di app store rivali in cambio di denaro, condivisione delle entrate o altri tipi di vantaggi.

La tensione tra Google e Apple da una parte ed Epic Games dall'altra nasce nel 2020, quando Epic Games ha introdotto un sistema di pagamento diretto all'interno di Fornite. Abbiamo riassunto la vicenda qui.

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