Google non sta sviluppando un sito per aiutare la gestione dei test per il Coronavirus

Google non sta sviluppando un sito per aiutare la gestione dei test per il Coronavirus

L'azienda americana smentisce informazioni fornite dal presidente USA Donald Trump in occasione di una conferenza; una iniziativa di questo tipo è comunque al momento in sviluppo da parte di Verily

di pubblicata il , alle 10:01 nel canale Web
Google
 

In questi giorni di fibrillazione per la pandemia legata al COVID-19 una nuova dichiarazione del presidente americano Donald Trump legata al mondo tecnologico viene smentita. Si tratta in questo caso della presunta iniziativa di Google che avrebbe messo 1.700 ingegneri allo sviluppo di un sito con il quale poter eseguire uno screening sul coronavirus: il fine è quello di permettere agli utenti di inserire i propri sintomi, verificare se questi siano compatibili con un contagio e veicolare le persone verso luoghi a loro vicini per poter eseguire il test.

Queste le parole del presidente Trump:

"I want to thank Google. Google is helping to develop a website. It’s going to be very quickly done, unlike websites of the past, to determine whether a test is warranted and to facilitate testing at a nearby convenient location… Google has 1,700 engineers working on this right now. They have made tremendous progress."

Questo nuovo sito sarebbe stato pronto al debutto addirittura nella giornata di domani, domenica 15 marzo, ma l'azienda americana ha prontamente smentito questa indicazione. Google ha specificato che un progetto di questo tipo non è al momento attuale in lavorazione da parte di Google ma da Verily, azienda che è di proprietà di Alphabet che come noto è l'azienda proprietaria di Google

"Verily sta sviluppando uno strumento che permetta di smistare gli individui per il testing del Covid-19", questo quanto dichiarato dall'azienda in un tweet. Il testing è però al momento attuale limitato alla Bay Area, cioè la regione attorno alla città di San Francisco, e si tratta di una fase preliminare di test e sviluppo.

L'iniziativa, lodevole, è quindi lontana dall'essere operativa: non lo sarà di certo a partire da domenica e soprattutto non per tutti gli USA ma circoscritta alla sola Bay Area per una fase iniziale di test. Verily sta lavorando al suo sviluppo potendo anche contare sul contributo volontario al progetto di alcuni ingegneri di Google.

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6 Commenti
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Notturnia14 Marzo 2020, 10:43 #1
articolo ridicolo.. alla fin fine google è nell'immaginario di tutti alphabet.. poco cambia..

come hanno detto ieri in USA stanno cercando di isolare i focolai e prevenire l'infezione in modo diverso dal nostro (dubito funzioni.. ma tanto basta usare la tv per dire che funziona..) per cui c'è molto marketing dietro a tutto..

Trump ieri l'ho visto stanco.. mi sa che ha accusato il colpo anche lui.. detto questo ha suggerito di fare scorte di petrolio visto il costo.. cosa che in Italia noi ci guardiamo bene dal fare.. noi non lo compreremo a 30 dollari.. aspettiamo che torni a 60.. siamo più gentili verso gli arabi noi :-D
RaZoR9314 Marzo 2020, 11:01 #2
Il governo federale intende supportare il prezzo del petrolio dal momento che l'intera industria petrolifera statunitense non è profittevole con il prezzo nei 30$ al barile e rischia molteplici bancarotte, il che si ripercuoterebbe anche sul settore finanziario dato che le società di fracking americane hanno emesso bond per oltre 100 miliardi di dollari che non potrebbero ripagare.
Gli stati uniti sono esportatori netti di petrolio, per cui hanno interesse a difendere la produzione interna.

Per quanto riguarda l'articolo.. la distinzione fra Google e Alphabet è molto teorica e poco pratica.
Rubberick14 Marzo 2020, 11:55 #3
No però è anche vero che potrebbe mettere a disposizione la sua potenza di calcolo.

E' notizia di qualche giorno fa che grazie ad un supercomputer setuppato ad hoc e sfruttamento massiccio delle reti neurali si è riusciti a trovare un nuovo superantibiotico.

Il feed che è stato usato per le reti, ovvero il tipo di istruzioni e "richieste" era quello di creare un antibiotico che creasse pochi problemi in termini di effetti collaterali ma che fosse ugualmente efficace. Tutto questo ovviamente tradotto in termini di modelli matematici, chimici e fisiologici che poi le reti hanno testato fino allo sfinimento.

Adesso, se grazie all'uso di un sistema del genere sono riusciti a creare la formula di una molecola poi realizzata una volta conosciuta suddetta forumula e testata dal vivo con pieno successo.. perchè cazzo nel 2020 bada non 1998 non possono creare un vaccino con un pò + di celerità rispetto ai paventati 1-2 addirittura 6 anni necessari come affermato da alcuni virologhi della vecchia scuola ?

Certo non è facile buttar giù un setup del genere per la ricerca di una molecola di questo tipo, ma direi che le aziende IT dovrebbero buttarsi su questa cosa, serve a tutto il mondo, anche a loro. Inutile dire il ritorno di pubblicità immenso che avrebbero realizzato quanto detto.

Ma anche se non fosse, al livello statale se le compagnie non volessero farlo, potrebbero tranquillamente essere potenzialmente obbligate a farlo per motivi di emergenza..

La soluzione è la con l'informatica, e ciò vale anche per potenziali future minacce che potrebbero arrivare in futuro..
RaZoR9314 Marzo 2020, 12:57 #4
Il motivo è semplice. AI, machine learning, software possono essere e sono di enorme aiuto ad individuare la formulazione corretta e gli antigeni immunogenici target, ma resta il fatto che in campo medico le nuove molecole vanno testate sul campo. Questo significa organizzare vasti trial di fase 1, 2 e 3 per dimostrare efficacia e sicurezza. Non è pensabile procedere direttamente alla somministrazione senza aver empiricamente dimostrato che il farmaco funziona e non ha effetti collaterali inaccettabili.

Bisogna comunque tenere a mente che la velocità del processo è aumentata drammaticamente negli ultimi 20 anni. Ecco un grafico che mostra i miglioramenti sequenziali dal 2000 ad oggi:

Link ad immagine (click per visualizzarla)
lemming14 Marzo 2020, 13:54 #5
Non è detto che si arrivi per questa malattia ad una cura efficace ne ad un vacino. Ci sono comunque malattie pensando all'AIDS che ci sono da più di 40 anni eppure solo 2 sono le persone guarite e non si sa bene ancora come replicare la cura. Non esiste ancora un vacino.
Rubberick14 Marzo 2020, 14:00 #6
Originariamente inviato da: RaZoR93
Il motivo è semplice. AI, machine learning, software possono essere e sono di enorme aiuto ad individuare la formulazione corretta e gli antigeni immunogenici target, ma resta il fatto che in campo medico le nuove molecole vanno testate sul campo. Questo significa organizzare vasti trial di fase 1, 2 e 3 per dimostrare efficacia e sicurezza. Non è pensabile procedere direttamente alla somministrazione senza aver empiricamente dimostrato che il farmaco funziona e non ha effetti collaterali inaccettabili.

Bisogna comunque tenere a mente che la velocità del processo è aumentata drammaticamente negli ultimi 20 anni. Ecco un grafico che mostra i miglioramenti sequenziali dal 2000 ad oggi:

Link ad immagine (click per visualizzarla)

Quindi fondamentalmente è molto veloce avere un vaccino in mano ma è lento il processo di test e trial per verificare che non abbia effetti collaterali..

Speriamo trovino modo di velocizzare anche questi..

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