Google multata dall'UE per 890 milioni di euro, l'azienda minaccia di rimuovere funzionalità

Google multata dall'UE per 890 milioni di euro, l'azienda minaccia di rimuovere funzionalità

La Commissione Europea ha sanzionato Google con due multe per un totale di 890 milioni di euro per violazioni del Digital Markets Act riguardanti Google Search e Google Play. L'azienda dovrà adeguarsi entro 60 giorni, ma contesta la decisione e avverte che potrebbe modificare i propri servizi in Europa.

di pubblicata il , alle 14:21 nel canale Web
Google
 

La Commissione Europea ha concluso due procedimenti nei confronti di Google accertando la violazione del Digital Markets Act (DMA) e imponendo sanzioni complessive pari a 890 milioni di euro. Le decisioni riguardano due aspetti distinti: il trattamento preferenziale riservato ai servizi della società all'interno di Google Search e le restrizioni imposte agli sviluppatori di applicazioni distribuite attraverso Google Play.

Nel dettaglio, Bruxelles ha inflitto una multa da 460 milioni di euro per le pratiche di "self-preferencing" nel motore di ricerca e una seconda sanzione da 430 milioni di euro per le limitazioni che, secondo l'esecutivo europeo, impediscono agli sviluppatori di indirizzare gli utenti verso canali alternativi, spesso più economici, per l'acquisto di contenuti e servizi digitali.

Secondo la Commissione, Google ha favorito sistematicamente i propri servizi all'interno dei risultati di ricerca, come quelli dedicati allo shopping, agli hotel, ai trasporti e allo sport, garantendo loro una posizione privilegiata tramite collocazione in cima alla pagina, elementi grafici più evidenti e filtri dedicati. Servizi concorrenti, pur offrendo funzionalità analoghe, non avrebbero beneficiato dello stesso trattamento, in contrasto con il DMA, che impone ai cosiddetti "gatekeeper" di applicare criteri trasparenti, equi e non discriminatori.

La seconda contestazione riguarda invece Google Play. L'indagine ha stabilito che gli sviluppatori non sono stati messi nelle condizioni di comunicare liberamente agli utenti la disponibilità di offerte alternative o di concludere contratti al di fuori del marketplace di Google. Pur riconoscendo il diritto dell'azienda a ricevere una commissione per l'acquisizione iniziale di nuovi clienti attraverso lo store, Bruxelles ritiene che l'entità delle commissioni e la loro durata abbiano superato quanto consentito dal Digital Markets Act.

Con le due decisioni adottate, la Commissione ha ordinato a Google di interrompere le pratiche ritenute non conformi. L'azienda dovrà modificare il funzionamento di Google Search affinché i servizi di terze parti ricevano un trattamento equivalente a quello riservato ai servizi proprietari e consentire agli sviluppatori di Google Play di promuovere offerte, comunicare con gli utenti e concludere contratti anche al di fuori dell'ecosistema dello store, sia dal punto di vista tecnico sia da quello contrattuale.

Google dispone ora di 60 giorni per adeguarsi alle prescrizioni europee. In caso contrario, rischia ulteriori sanzioni periodiche che potranno arrivare fino al 5% del fatturato mondiale della società. Mountain View mantiene inoltre la possibilità di presentare ricorso contro le decisioni.

La Commissione ha precisato che, durante il dialogo con l'azienda, Google ha già iniziato a testare alcune modifiche al modo in cui vengono presentati nei risultati di ricerca servizi gratuiti come shopping, hotel e voli, oltre ad aver avviato sperimentazioni relative agli annunci commerciali, ai contenuti sportivi e alle nuove funzionalità basate sull'intelligenza artificiale, comprese AI Overview e AI Mode. Bruxelles continuerà a monitorare tali interventi per verificarne l'effettiva conformità alla normativa.

Nel commentare il provvedimento, la vicepresidente esecutiva della Commissione europea Teresa Ribera ha affermato che Google "non ha rispettato efficacemente il Digital Markets Act" e che i prodotti migliori devono affermarsi "per la loro qualità e non perché appartengono alla società che gestisce il motore di ricerca". Ha inoltre sottolineato che i consumatori europei devono poter conoscere le offerte migliori proposte dagli sviluppatori, anche quando queste vengono acquistate al di fuori dell'app store.

Sulla stessa linea anche la vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen, secondo cui le decisioni confermano la volontà dell'Unione Europea di applicare con fermezza il DMA per garantire concorrenza e innovazione. Virkkunen ha ribadito che Google avrebbe penalizzato aziende concorrenti nei servizi di ricerca e limitato la possibilità per gli sviluppatori di proporre offerte più convenienti agli utenti di Google Play.

Il provvedimento è stato accolto favorevolmente dal Codacons, che ha definito la sanzione particolarmente significativa. L'associazione sostiene da tempo che la posizione dominante di Google finisca per danneggiare non soltanto i concorrenti, ma anche i consumatori, alterando la concorrenza in mercati ormai fondamentali come quelli dei motori di ricerca e degli app store. Secondo il Codacons, la decisione europea conferma gli abusi contestati e obbliga la società a modificare concretamente i propri comportamenti.

La risposta di Google è stata invece estremamente critica. Il presidente degli affari globali dell'azienda, Kent Walker, ha sostenuto che l'attuazione del Digital Markets Act sta compromettendo la qualità dei servizi utilizzati quotidianamente dagli utenti europei. Secondo Walker, Google sarà costretta a rimuovere alcune funzionalità della Ricerca, tra cui la visualizzazione in tempo reale di prezzi e disponibilità per hotel, voli e ristoranti, oltre a ridurre alcune protezioni di sicurezza integrate in Google Play. A suo giudizio non si tratterebbe di un'applicazione equa della concorrenza, bensì di un peggioramento dei prodotti imposto dalla regolamentazione.

La replica della Commissione europea non si è fatta attendere. Il portavoce dell'esecutivo comunitario Thomas Regnier ha respinto le accuse, sostenendo che il problema non è rappresentato dalle regole europee, ma dall'esistenza di piattaforme dominanti che ostacolano l'innovazione e limitano la possibilità per le imprese europee di competere ad armi pari.

9 Commenti
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Axios200623 Luglio 2026, 16:05 #1
esistenza di piattaforme dominanti che ostacolano l'innovazione e limitano la possibilità per le imprese europee di competere ad armi pari.


Grazie... Non investendo in ricerca e sviluppo ed affossando nei piani quinquennali le somme ridicole stanziate per la ricerca... Ma quello che conta e' fare soldi multando chi lavora. Parassitario...

Nokia, Siemens, Alcatel e altre aziende europee dominavano il mercato... Poi, tasse qui, tasse li', universita' con programmi antidiluviani e finanziamenti di briciole di pane in confronto alla pioggia di centinaia di miliardi del resto del mondo... E stiamo ora ad elemosinare multe con arrogante superbia di farlo per il benessere dei cittadini.
marcram23 Luglio 2026, 16:14 #2
Originariamente inviato da: Axios2006
Grazie... Non investendo in ricerca e sviluppo ed affossando nei piani quinquennali le somme ridicole stanziate per la ricerca... Ma quello che conta e' fare soldi multando chi lavora. Parassitario...

Nokia, Siemens, Alcatel e altre aziende europee dominavano il mercato... Poi, tasse qui, tasse li', universita' con programmi antidiluviani e finanziamenti di briciole di pane in confronto alla pioggia di centinaia di miliardi del resto del mondo... E stiamo ora ad elemosinare multe con arrogante superbia di farlo per il benessere dei cittadini.

Puoi innovare quanto vuoi, se chi ha la dominanza del mercato può fare quello che vuole, non riuscirai mai ad emergere.
Non è una meritocrazia dove chi ha il prodotto migliore vince. Vince chi ha il controllo, specialmente quando non ci sono tutele legislative.
Quindi sì, fa benissimo l'UE a multare.
mozzarello23 Luglio 2026, 16:30 #3
Originariamente inviato da: marcram
Puoi innovare quanto vuoi, se chi ha la dominanza del mercato può fare quello che vuole, non riuscirai mai ad emergere.
Non è una meritocrazia dove chi ha il prodotto migliore vince. Vince chi ha il controllo, specialmente quando non ci sono tutele legislative.
Quindi sì, fa benissimo l'UE a multare.


L'UE fa male a fare qualsiasi cosa, a prescindere, da sempre
Però non è mica vero eh, io mi ricordo che circa 20 anni fa Microsoft aveva il monopolio dei browser con IE che era usato da chiunque, è bastato che Mozilla se ne uscisse con Firefox e la navigazione a a tab per praticamente porre fine a internet explorer.

Poi vabbé Google se n'è uscito con un clone fatto meglio e allora son diventati loro i monopolisti, ma il concetto rimane.

In ambito mobile è un po' più brigoso perché se anche riuscissi a fare un os e pure un telefono migliori di Android, e non ci vuole molto, poi ti mancherebbero le app.

Quel che dovrebbero fare gli imbelli UE è puntare sui un qualcosa come graphene os. Invece che sprecare miliardi nel tentativo di salvare il pianeta, cosa per cui l'UE non ha voce in capitolo per dimensioni e popolazione, spenderli per finanziare start up che producono sw europeo che gira su server che stanno sul suolo europeo, magari una bella distro Linux europea, una versione europea di appunto graphene os, rinvigorire certi produttori di telefoni europei come Nokia, ecc

Ma campa cavallo.
Ago7223 Luglio 2026, 18:04 #4
Originariamente inviato da: Axios2006
Nokia, Siemens, Alcatel e altre aziende europee dominavano il mercato... Poi, tasse qui, tasse li', universita' con programmi antidiluviani e finanziamenti di briciole di pane in confronto alla pioggia di centinaia di miliardi del resto del mondo... E stiamo ora ad elemosinare multe con arrogante superbia di farlo per il benessere dei cittadini.


Nokia non è fallita per le tasse. E' stata lenta nel rispondere all'innovazione degli smartphone.
Siemens è ancora un leader mondiale. Per intenderci, fattura quasi 100 Miliardi di euro l'anno. Alcatel non è mai stato un campione europeo.

Suvvia, l'europa è tutt'altro che perfetta. però evitiamo di sparare "stupidaggini"
Ago7223 Luglio 2026, 18:10 #5
Comunque, per la serie due pesi, due misure. Apple multata e costretta ad aprire il suo store, tutti ad applaudire (anche un po' giustamente).
Google accusata in Europa (e anche in USA), Europa cattiva...
Io boh, ma pure voi mah...
fraussantin23 Luglio 2026, 19:07 #6
A l'europa interessano solo i soldi .

Google caccia siti soldi e continua a fare come ti pare , fino alla prossima multa.
fraussantin23 Luglio 2026, 19:08 #7
Originariamente inviato da: Ago72
Comunque, per la serie due pesi, due misure. Apple multata e costretta ad aprire il suo store, tutti ad applaudire (anche un po' giustamente).
Google accusata in Europa (e anche in USA), Europa cattiva...
Io boh, ma pure voi mah...


Ma che vi devo dire google è come tutte le altre una società che punta al dominio e al guadagno.

Chi lo fa in un modo chi lo fa in un altro non ci vedo differenze.
Ma multare serve solo a fare soldi non a risolvere i problemi.
AlexSwitch23 Luglio 2026, 19:22 #8
Originariamente inviato da: Ago72
Nokia non è fallita per le tasse. E' stata lenta nel rispondere all'innovazione degli smartphone.
Siemens è ancora un leader mondiale. Per intenderci, fattura quasi 100 Miliardi di euro l'anno. Alcatel non è mai stato un campione europeo.

Suvvia, l'europa è tutt'altro che perfetta. però evitiamo di sparare "stupidaggini"


Infatti Nokia si è suicidata da sola insistendo con Symbian quando era palese che iPhone e Android stavano diventando player globali nel mercato smartphone sottraendogli quote. Poi ci fu l'abbraccio fatale con Microsoft ed Elop...
marcram23 Luglio 2026, 19:37 #9
Originariamente inviato da: fraussantin
A l'europa interessano solo i soldi .

Google caccia siti soldi e continua a fare come ti pare , fino alla prossima multa.

Originariamente inviato da: fraussantin
...
Ma multare serve solo a fare soldi non a risolvere i problemi.

Per quello che finora ha incassato poche multe, e invece costretto i "multati" ad adeguarsi alle sue regole...
Le multe che fa l'UE servono a correggere, non a fare cassa. E finora ha funzionato...
Originariamente inviato da: mozzarello
L'UE fa male a fare qualsiasi cosa, a prescindere, da sempre
Però non è mica vero eh, io mi ricordo che circa 20 anni fa Microsoft aveva il monopolio dei browser con IE che era usato da chiunque, è bastato che Mozilla se ne uscisse con Firefox e la navigazione a a tab per praticamente porre fine a internet explorer.

Poi vabbé Google se n'è uscito con un clone fatto meglio e allora son diventati loro i monopolisti, ma il concetto rimane.

Forse ti sei dimenticato di quando MS è stata costretta ad inserire il ballot screen...
Nonostante la bontà di Firefox, e la schifezza di IE, Firefox era riuscito a mala pena a raggiungere il 30%, prima che un altro monopolista entrasse nel mercato e lo affossasse.
E Chrome non era meglio di Firefox. Era solo preinstallato.
Invece che sprecare miliardi nel tentativo di salvare il pianeta, cosa per cui l'UE non ha voce in capitolo per dimensioni e popolazione...

Mai sentito parlare di "Effetto Bruxelles"?
Hai voglia se non ha voce in capitolo...

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