Google, il futuro di JPEG si chiama Jpegli: più qualità e meno spazio occupato dalle immagini
Il nuovo Jpegli messo a punto dai tecnici di Google può comprimere immagini di alta qualità il 35% in più rispetto ai tradizionali codec JPEG. L'obiettivo della casa di Mountain View è contenere lo spazio occupato dalle immagini sul web senza compromessi qualitativi.
di Manolo De Agostini pubblicata il 08 Aprile 2024, alle 11:01 nel canale WebGoogle, da sempre molto attiva - per forza di cose - nello studio di nuovi metodi di compressione delle immagini, ha messo a punto Jpegli, una nuova libreria di codifica JPEG che mantiene un'elevata compatibilità con le versioni precedenti e offre, allo stesso tempo, funzionalità avanzate e un miglioramento del rapporto di compressione del 35% con impostazioni di compressione di alta qualità.
"Jpegli è una nuova libreria di codifica JPEG progettata per essere più veloce, più efficiente e visivamente più gradevole rispetto al JPEG tradizionale", si legge in un post della casa di Mountain View.
Quando le immagini vengono compresse o decompresse tramite Jpegli, il risultato è una maggiore definizione e meno artefatti osservabili. Allo stesso tempo, pur migliorando il rapporto tra qualità dell'immagine e densità di compressione, la velocità di codifica di Jpegli è paragonabile agli approcci tradizionali.
In sintesi, gli sviluppatori possono integrare facilmente Jpegli nei flussi di lavoro esistenti senza sacrificare le prestazioni in termini di velocità di codifica o l'utilizzo della memoria.

Per dimostrare le sue parole, Google ha pubblicato un grafico in cui il punteggio ELO più alto indica una migliore prestazione complessiva. "Possiamo osservare", spiega la società, "che jpegli a 2,8 BPP ha ricevuto un punteggio ELO più alto rispetto a libjpeg-turbo a 3,7 BPP, un bitrate superiore del 32% rispetto a Jpegli".
A differenza delle tradizionali soluzioni di codifica JPEG che offrono una codifica a 8 bit per componente, Jpegli può essere codificato con più di 10 bit per componente, il che significa maggiore qualità. Si tratta però di una capacità "facoltativa".
Infine, Jpegli comprime le immagini in modo più efficiente rispetto ai tradizionali codec JPEG, il che può far risparmiare bandwidth e spazio di archiviazione e velocizzare il caricamento delle pagine web.
"I nostri risultati mostrano che Jpegli può comprimere immagini di alta qualità il 35% in più rispetto ai tradizionali codec JPEG. Jpegli è una nuova tecnologia promettente che ha il potenziale per rendere Internet più veloce e più bello", conclude Google.










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9 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoE' diverso. AVIF e' un formato di file diverso da JPG, mentre questo non e' un formato nuovo, ma un encoder/decoder che produce file compatibili JPG migliori. Quindi in teoria un qualsiasi programma che apre i jpg dovrebbe essere in grado di aprire i jpg creati con questo encoder (anche se la compatibilita' non so se e' totale, nell'articolo dicono che c'e' una compatibilita' elevata, non totale).
ok ora è più chiaro, grazie. Insomma, sempre più duro a morire il jpeg
Compatibilità totale con tutti i decoder JPEG.
Jpegli semplicemente usa algoritmi di transcodifica da immagine raster al formato JPEG che riescono ad identificare meglio quali sono i dettagli che si possono eliminare e quali invece vanno preservati meglio.
L'algoritmo "base" di codifica da immagine raster a jpeg è molto "stupido", non tiene conto della semantica dell'immagine e della differenza percepita dall'occhio umano tra l'originale non compresso e l'immagine JPEG decodificata nuovamente in immagine raster.
Questo invece ne tiene maggiormente conto e quindi elimina molti più dettagli dove non sono rilevanti e "sta più attento" nelle parti in cui invece il nostro sistema visivo analizza l'immagine più in dettaglio.
Jpegli semplicemente usa algoritmi di transcodifica da immagine raster al formato JPEG che riescono ad identificare meglio quali sono i dettagli che si possono eliminare e quali invece vanno preservati meglio.
L'algoritmo "base" di codifica da immagine raster a jpeg è molto "stupido", non tiene conto della semantica dell'immagine e della differenza percepita dall'occhio umano tra l'originale non compresso e l'immagine JPEG decodificata nuovamente in immagine raster.
Questo invece ne tiene maggiormente conto e quindi elimina molti più dettagli dove non sono rilevanti e "sta più attento" nelle parti in cui invece il nostro sistema visivo analizza l'immagine più in dettaglio.
Prossima release Jprà e infine Jvoltri. (Battuta ligure...
JPEG XL, standard ISO, è già supportato da apple e safari, ma fronteggiato da Google perché va contro il suo WebP. Infatti, chromium e quindi chrome lo aveva implementato, ma lo ha rimosso per "scarso" interesse. Mozilla è indecisa sul cosa fare.
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