Google e il diritto all'oblio: il resoconto dopo il primo anno

Google e il diritto all'oblio: il resoconto dopo il primo anno

La società di Mountain View pubblica il Transparency Report che offre una visione delle richieste di rimozione, da parte di cittadini europei, di link che li riguardano dalle pagine dei risultati della ricerca

di Andrea Bai pubblicata il , alle 13:31 nel canale Web
Google
 

Circa un anno fa Google ha dovuto adempiere ad una decisione della Corte di Giustizia Europea mettendo a disposizione dei cittadini dell'Unione la possibilità di avvalersi del "Diritto all'oblio", cioè della possibilità di richiedere all'azienda di Mountain View di rimuovere dalla pagina dei risultati di ricerca i link a pagine web che riguardino contenuti "inadeguati, irrilevanti o non più rilevanti" relativi al richiedente.

Ad un anno di distanza Google pubblica il Transparency Report che offre una visione di insieme di come sia stato condotto questo primo anno di servizio. Il resoconto mostra come in un anno siano state presentate 992 mila richieste e che solamente il 41,3% di esse sia stato approvato. Se si circoscrive l'attenzione al panorama italiano, sono poco oltre le 19 mila le richieste presentate e il 72,5% di esse è stato negato. Il sito per il quale sono state approvate il maggior numero di richieste di rimozione è Facebook, seguito da Profile Engine, Google Groups, YouTube e Badoo. La top-ten costituisce comunque appena l'8% delle richieste di rimozione approvate.

Google non spiega quale sia il metro di giudizio adottato per prendere le decisioni, ma illustra 22 esempi corrispondenti ad altrettanti casi reali affrontati nel corso dell'ultimo anno. In Germania, ad esempio, un insegnante giudicato colpevole di un crimine minore commesso dieci anni fa che ha richiesto la rimozione del link ad un articolo che parlava del caso. Google ha rimosso il link dalla pagina dei risultati di ricerca per il nome dell'insegnante. In Italia una donna ha richiesto la rimozione di un articolo vecchio di dieci anni riguardante l'omicidio del marito nel quale compariva anche il suo nome: anche in questo caso Google ha rimosso il collegamento al contenuto.

Sempre in Italia un individuo ha richiesto la rimozione di 20 link ad articoli recenti riguardanti il suo arresto per crimini finanziari commessi nell'esercizio della sua professione. In questo caso Google non ha approvato la richiesta di rimozione così come nel caso di un importante uomo d'affari polacco che ha chiesto di rimuovere i link agli articoli inerenti un'azione legale intrapresa contro un quotidiano.

Il processo decisionale che Google segue in questi casi è però stato messo in discussione di recente da parte dell'Information Commissioner's Office del Regno Unito, il quale ritiene che l'azienda di Mountain View avrebbe valutato erroneamente almeno 48 casi. Dopo aver ricevuto 183 lamentele, l'ICO ha dichiarato alla BBC di ritenere Google non abbastanza corretto in alcune delle decisioni, richiedendo una revisione. Se l'azienda di Mountain View dovesse rifiutarsi di apportare cambiamenti senza mostrare sufficienti ragioni, l'ICO potrebbe infliggere una multa o ricorrere ad un'ingiunzione per forzare i cambiamenti.

"In circa tre quarti dei casi abbiamo riscontrato che Google si è comportata correttamente nel negare la rimozione di informazioni. Questo suggerisce che, nella maggior parte dei casi, Google sta mantenendo il giusto equilibrio tra la protezione della privacy individuale e gli interessi degli utenti di Internet. Nonostante questo c'è ancora un gran numero di casi dove riteniamo che Google non si ia comportata in maniera corretta" ha dichiarato un portavoce dell'ICO.

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4 Commenti
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demon7715 Maggio 2015, 14:20 #1
Mah.. io non ho mai condiviso molto questa cosa del diritto all'oblio.
In primo luogo sei direttamente responsabile di ciò che fai e dici ieri come oggi, nel mondo di oggi c'è un livello di tecnologia tale per cui tutto viene registrato. Direi "diritto e rovescio" della stessa medaglia.

In secondo luogo un enorme difetto degli italiani è quello di dimenticare i fatti anche gravi con una rapidità disarmante.
E' proprio su questa base che deficienti patentati tornano alla ribalta come se nulla fosse dopo aver fatto le peggio caxxate.

Altro che diritto all'obliio.. io metterei L'OBBLIGO DI RIPASSO.
argent8815 Maggio 2015, 14:55 #2
Se fai cazzate è colpa tua, mica di google, no?
kamon16 Maggio 2015, 10:04 #3
Secondo me sta storia del diritto all'oblio è un grande regalo a chi può permettersi di far più casino (a suon di milioni), inoltre prevedo che sarà il motivo per il quale google sarà costretto ad inserire una montagna di regole cervellotiche e frustranti per pararsi il...
lamp7617 Maggio 2015, 11:02 #4

in italia non serve...

Noi abbiamo votato personaggi per cariche istituzionali, anche presidenti del consiglio, che avevano forti implicazioni in porcate finanziarie a danno di società pubbliche, sia a destra che a sinistra (non mi riferisco a Berlusconi, che alla fine rispetto ad altri suoi predecessori è "pulito".
Gli Italiani hanno l'oblio automatico basta promettergli posti di lavoro e dimenticano selettivamente tutto quello che vuoi!

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