Google contro l'Europa: ecco perché la guerra alla pirateria fa paura ai colossi del web

Google contro l'Europa: ecco perché la guerra alla pirateria fa paura ai colossi del web

Google ha depositato una memoria riservata presso la Commissione Europea in cui boccia l'espansione dei blocchi anti-pirateria, definendo inefficaci e pericolosi per il web legale i blocchi di DNS, VPN e indirizzi IP.

di pubblicata il , alle 11:01 nel canale Web
Google
 

Google ha depositato presso la Commissione Europea una memoria contrassegnata come "riservata e confidenziale", finita poi comunque online insieme agli altri contributi raccolti nell'ambito della revisione della Direttiva Copyright. Il documento arriva in un momento delicato per l'azienda, già costretta a bloccare domini pirata tramite il proprio resolver DNS pubblico in Francia, Belgio, Italia e Portogallo.

Nel testo, Google boccia senza sconti il blocco di DNS di terze parti, VPN e indirizzi IP, misure che considera sproporzionate e facilmente aggirabili. "Bloccare resolver DNS, IP e VPN è inefficace, perché non rimuove affatto i contenuti ed è facilmente eluso ricorrendo a resolver DNS alternativi", scrive l'azienda. "È sproporzionato, colpisce servizi legittimi, solleva questioni di extraterritorialità e finisce per bloccare interi domini." Lo stesso vale per gli indirizzi IP, spesso condivisi da più servizi legittimi sullo stesso host.

La posizione di Google sulla revisione della Copyright Directive europea

A sostegno della tesi, Google cita casi concreti già avvenuti. In Italia il sistema Piracy Shield ha bloccato per errore un sottodominio di Google Drive, oltre a indirizzi IP che ospitavano complessivamente 42 milioni di domini di clienti Cloudflare. In Francia, Cisco ha smesso di offrire il servizio OpenDNS dopo che un tribunale locale aveva ordinato il blocco dei resolver DNS. In Portogallo, nel dicembre 2019, gli operatori telefonici bloccarono alcuni indirizzi IP virtuali ospitati da Google, interrompendo servizi core dell'azienda e tagliando fuori il traffico legittimo di altri clienti Google Cloud che condividevano gli stessi indirizzi.

A rafforzare il quadro c'è uno studio dell'Open Observatory of Network Interference (OONI), che dopo un provvedimento di blocco a tutela de LaLiga in Spagna ha rilevato oltre 554.000 domini bloccati almeno una volta durante le trasmissioni delle partite. Tra i siti coinvolti figurano quelli di Amnesty International, ACLU, UNICEF, UNHCR, il Senato australiano, la Stanford Law Review e persino endpoint Amazon S3.

Google non chiede l'abolizione totale dei blocchi, ma pretende paletti chiari: i tribunali, scrive l'azienda, non dovrebbero limitarsi a fare da "cassetta della posta" per i titolari dei diritti, approvando le richieste senza un vaglio reale. I provvedimenti dovrebbero restare l'ultima risorsa, dopo il fallimento delle procedure di rimozione ordinarie, ed essere trasparenti, limitati nel tempo e a costi condivisi tra rightsholder e intermediari.

Per Google la vera soluzione alla pirateria non passa dall'enforcement, ma dall'offerta legale. "Nella nostra esperienza, la domanda dei consumatori non soddisfatta è un fattore chiave della pirateria. Per questo uno dei modi migliori per combatterla è offrire alternative migliori, più comode e legali", si legge nella memoria.

La Grande G non ha ancora commentato pubblicamente i piani statunitensi, ma è membro della Software and Information Industry Association, il cui presidente Chris Mohr ha testimoniato all'audizione descrivendo gli associati come "genuinamente divisi" sul tema, pur chiedendo solide garanzie giudiziarie e misure tecniche precise per evitare blocchi indiscriminati. Anche l'Internet Infrastructure Coalition, che rappresenta tra gli altri Amazon, Cloudflare e la stessa Google, si è già mossa contro i blocchi generalizzati con la campagna "DNS at Risk".

5 Commenti
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Saturn14 Luglio 2026, 11:07 #1
Prima o poi ci metterà mano il "Trombetta Americano" su tutta la questione e vedrai come rimetterà a cuccia, riporterà all'ordine "la colonia Europa" che comincia a rompere troppo le palle con questa faccenda...
Ago7214 Luglio 2026, 11:46 #2
Originariamente inviato da: Redazione di Hardware Upgrade
"Nella nostra esperienza, la domanda dei consumatori non soddisfatta è un fattore chiave della pirateria. Per questo uno dei modi migliori per combatterla è offrire alternative migliori, più comode e legali"


Come ad esempio Youtube...
Unrue14 Luglio 2026, 14:30 #3
Google ha depositato presso la Commissione Europea una memoria contrassegnata come "riservata e confidenziale", finita poi comunque online


Lo stesso rapporto confidenziale è finito su Torrent?
Unax14 Luglio 2026, 16:47 #4
vedremo quali big vinceranno, se quelle dei film e delle partite sportive o google e compagnia
Saturn14 Luglio 2026, 17:03 #5
Originariamente inviato da: Unax
vedremo quali big vinceranno, se quelle dei film e delle partite sportive o google e compagnia


Speriamo "si elimino" a vicenda...

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