Google avrebbe limitato l'accesso di Meta ai modelli Gemini a causa della carenza di capacità di calcolo

Google avrebbe limitato l'accesso di Meta ai modelli Gemini a causa della carenza di capacità di calcolo

Secondo un'indiscrezione, Google avrebbe limitato l'accesso di Meta ai modelli Gemini per insufficiente capacità di calcolo. La decisione avrebbe rallentato alcuni progetti interni. L'episodio evidenzia la forte richiesta di infrastrutture AI e mostra che anche i principali colossi tecnologici dipendono ancora da risorse esterne per sostenere la crescita

di pubblicata il , alle 12:41 nel canale Web
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Google avrebbe limitato la disponibilità dei propri modelli di intelligenza artificiale Gemini per Meta, non per motivi commerciali ma a causa della capacità di calcolo insufficiente a soddisfare le richieste del gruppo guidato da Mark Zuckerberg. L'indiscrezione arriva dal Financial Times e descrive una situazione che mette in evidenza quanto la domanda di infrastrutture dedicate all'AI stia superando l'offerta anche tra le principali aziende tecnologiche.

Secondo il rapporto, nel mese di marzo Google avrebbe comunicato a Meta di non poter fornire tutta la capacità di elaborazione richiesta per utilizzare Gemini. La riduzione delle risorse disponibili avrebbe avuto ripercussioni anche su alcuni progetti interni dell'azienda, causando ritardi nello sviluppo.

La scarsità di capacità avrebbe inoltre spinto Meta a invitare i propri dipendenti a utilizzare in modo più efficiente i cosiddetti token AI, ossia le risorse impiegate durante l'utilizzo dei modelli di intelligenza artificiale. Stando alle informazioni pubblicate, Meta non sarebbe stata l'unica azienda interessata da queste limitazioni. Anche altri clienti avrebbero ricevuto meno risorse rispetto alle richieste iniziali, ma il caso di Meta sarebbe stato particolarmente rilevante a causa dell'elevatissimo fabbisogno di capacità computazionale.

Meta, Gemini e le difficoltà d'infrastrutture

La situazione conferma quanto la disponibilità di infrastrutture e potenza di calcolo rappresenti uno dei principali ostacoli per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Alphabet aveva già comunicato ad aprile una crescita del 63% su base annua dei ricavi di Google Cloud nel primo trimestre, raggiungendo 20 miliardi di dollari, grazie soprattutto alla domanda di infrastrutture e servizi dedicati all'AI.

Per aumentare la propria capacità elaborativa, Meta aveva già siglato un accordo multimiliardario con AWS e un'importante intesa con AMD destinata alla fornitura di GPU per i data center dedicati all'intelligenza artificiale. Nonostante le difficoltà attuali, sia Google sia Meta stanno aumentando in modo significativo gli investimenti nelle infrastrutture. Meta aveva annunciato lo scorso novembre un piano superiore a 600 miliardi di dollari negli Stati Uniti entro il 2028 per sostenere ricerca, infrastrutture e occupazione nel settore AI.

Inoltre, nel primo trimestre dell'anno ha rivisto al rialzo le previsioni di spesa in conto capitale per il 2026, portandole tra 125 e 145 miliardi di dollari, citando l'aumento dei prezzi dei componenti e i maggiori costi per nuovi data center. La vicenda evidenzia anche un aspetto significativo: nonostante Meta promuova da tempo la famiglia di modelli Llama come alternativa aperta alle altre soluzioni proprietarie, il ricorso ai modelli Gemini sarebbe comunque sufficientemente importante da influenzare alcune attività interne.

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