Google, arrivano le accuse formali dell'UE per violazione di leggi antitrust

Google, arrivano le accuse formali dell'UE per violazione di leggi antitrust

Le accuse della Commissione sono durissime, e arriva una nuova tegola nella forma di un'indagine separata su Android. L'azienda di Mountain View è fortemente contrariata e ha ora dieci settimane di tempo per esporre le proprie tesi

di pubblicata il , alle 16:42 nel canale Web
Google
 

La Commissione Europea ha pubblicato una durissima dichiarazione di obiezioni in direzione di Google affermando che la compagnia statunitense ha abusato della sua posizione dominante sul mercato per i servizi di ricerca online nell'Area Economica Europea, favorendo sistematicamente i suoi prodotti di comparazione di prezzi nella pagina dei risultati delle ricerche. Secondo le conclusioni preliminari della Commissione, questa condotta è in violazione con le regole antitrust UE, dal momento che ostacola la competizione e danneggia i consumatori. La pubblicazione dello "Statement of Objection" non pregiudica comunque il risultato dell'indagine, avviata a novembre del 2010.

La Commissione ha inoltre formalmente aperto una nuova indagine antitrust, separata dalla precedente, ed incentrata questa volta sul sistema operativo Android. L'indagine si occuperà di capire se Google ha sottoscritto accordi anticompetitivi o ha abusato di una possibile posizione dominante nel campo dei sistemi operativi, delle applicazioni e dei servizi per i dispositivi mobile.

Margrethe Vestager, Commissario Europeo per la competizione, ha dichiarato: "L'obiettivo della Commissione è far sì che le regole antitrust UE vengano rispettate, per assicurare che le compagnie che operano in Europa, ovunque siano esse basate, non neghino artificialmente ai consumatori Europei una scelta che sia il più possibile ampia o non ostacolino l'innovazione. Nel caso di Google nutro la preoccupazione che la compagnia abbia concesso un vantaggio non equo ai suoi stessi servizi di comparazione di prezzi, violando le regole antitrust dell'Unione Europea. Google ora ha l'opportunità di convincere la Commissione del contrario. In ogni caso, se l'indagine confermasse le nostre preoccupazioni, Google dovrebbe affrontare le conseguenze legali e cambiare il modo in cui conduce i propri affari in Europa. Ho inoltre avviato una indagine antitrust formale sulla condotta di Google nel campo dei sistemi operativi mobile, delle app e dei servizi. Gli smartphone, i tablet e i dispositivi simili giocano un ruolo sempre maggiore nella vita quotidiana delle persone e voglio essere sicura che i mercati in quest'area possano prosperare senza vincoli anticompetitivi imposti da qualsiasi compagnia".

La Commissione va poi ad approfondire le proprie posizioni, osservando che gli esiti preliminari dell'indagine portano a credere che Google abbia offerto un trattamento sistematicamente favorevole al servizio Google Shopping nelle pagine dei risultati di ricerca, mostrando in maniera più evidente i risultati legati a Google Shopping. Questa pratica potrebbe aver deviato artificialmente traffico web dai servizi di comparazione concorrenti e aver ostacolato la capacità di competizione sul mercato. In particolare la Commissione nutre la preoccupazione che gli utenti non abbiano preso visione dei risultati più rilevanti in risposta alle loro ricerche, il che risulterebbe dannoso per i consumatori stessi e per l'innovazione. La Commissione ritiene che per rimediare a questa condotta Google dovrebbe trattare il suo servizio di comparazione e quello dei concorrenti allo stesso modo.

La Commissione, che ha considerato insufficienti i precedenti impegni già proposti da Google come risposta alle preoccupazioni, ha concesso dieci settimane di tempo all'azienda di Mountain View per rispondere alle accuse e chiedere un'udienza formale. Il rischio più elevato per Big G è una multa fino a 10% del suo fatturato, quindi indicativamente fino a sei miliardi di euro.

Per quanto riguarda invece Android, la Commissione ha il sospetto che Google abbia violato le regole antitrust europee, stipulando particolari accordi con i produttori di smartphone ad esempio per vincolare l'uso delle Google app, per ostacolare lo sviluppo e l'accesso al mercato di sistemi operativi mobile concorrenti, danneggiando così consumatori e sviluppatori di servizi innovativi.

Google non ha ben gradito le accuse della Commissione e si è dichiarata "fortemente in disaccordo" con quanto espresso nel comunicato. Amit Singhal, Senior Vice President Google Search, ha infatti dichiarato: "Rispettiamo ma siamo in forte disaccordo con la necessità di emettere una dichiarazione di obiezioni e non vediamo l'ora di esporre le nostre ragioni nelle prossime settimane". La dichiarazione è la chiusura di un lungo post, pubblicato sul blog ufficiale della compagnia, in cui Singhal mostra con dati e grafici come nel campo dei servizi di comparazione di prezzi vi sia una elevata competizione e che i risultati di Google non siano di una dimensione tale da aver danneggiato la concorrenza. Singhal osserva inoltre come i consumatori possano disporre ora di molta più scelta sia in termini di motori di ricerca, sia in termini di servizi specializzati.

E' invece il Vice President of Engineering per Android, Hiroshi Lockheimer, che risponde alle accuse della Commissione riguardanti il sistema operativo mobile osservando come Android abbia creato più scelta ed innovazione in campo mobile rispetto allo scenario precedente: "Siamo riconoscenti per il successo di Android e capiamo che con il successo arrivino anche le indagini. Ma non è solo Google ad aver beneficiato del successo di Android. Il modello Android ha permesso ai produttori di competere sulle loro innovazioni uniche. Gli sviluppatori possono raggiungere un ampio pubblico e costruire un solido volume d'affari. E i consumatori ora dispongono di una possibilità di scelta senza precedenti e a prezzi più bassi. Non vediamo l'ora di affrontare questi problemi più nel dettaglio con la Commissione Europa nei prossimi mesi".

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14 Commenti
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Pier220415 Aprile 2015, 16:53 #1
Tempo fa, in tempi non sospetti, dissi che qualcosa bolliva in pentola in Europa, nonostante che la questione fosse chiusa negli Stati Uniti, qua non erano per niente contenti del "sistema Google"

Le avvisaglie Google le ha ricevute a più riprese ma la sostanza non è mai cambiata.

La questione che si pone è la stessa che tempo fa costrinse Microsoft ad addottare una scelta sul Browser e di poter disinstallare Internet Explorer, POSIZIONE DOMINANTE.

Ora è chiaro che il 90% delle ricerche internet, mercato potenzialmente infinito, passa nei server Google e questo è un problema.
Il potere di ricatto di Google verso le attività commerciali, l'arbitrarietà di favorire alcuni a discapito di altri, in particolare i più riottosi, l'enorme potere che questo esercita pone di fatto Google in una situazione fuori controllo.

imho
pabloski15 Aprile 2015, 17:24 #2
Originariamente inviato da: Pier2204
La questione che si pone è la stessa che tempo fa costrinse Microsoft ad addottare una scelta sul Browser e di poter disinstallare Internet Explorer, POSIZIONE DOMINANTE.


Beh non proprio. A MS fu contestato di voler creare un circolo vizioso, partendo dall'uso di mezzucci vari per far preinstallare windows sui pc e boicottare i concorrenti ( beos dice nulla? ). Usando poi questo 95% ( se non sbaglio all'epoca era questa la percentuale ) si spingeva IE, che era l'unico a supportare le tecnologie ( activex in particolare ) che stavano spingendo nel settore server.

E' la somma che fa il totale, diceva Totò.

Originariamente inviato da: Pier2204
Ora è chiaro che il 90% delle ricerche internet, mercato potenzialmente infinito, passa nei server Google e questo è un problema.


Ma non è questo che viene contestato a google, quanto piuttosto ( come per ms ) di usare quel 90% per creare un circolo vizioso, promuovendo ( bypassando evidentemente il normale sistema di ranking delle SERP ) i propri servizi a discapito dei concorrenti.

Originariamente inviato da: Pier2204
Il potere di ricatto di Google verso le attività commerciali


Questo è il tipico problema che si crea quando un mercato viene divorato da un monopolista. Purtroppo questo problema esiste in settori ben più importanti ( chiediamoci perchè la benzina sale nonostante il petrolio continui a scendere ).
Mory15 Aprile 2015, 17:42 #3
Ma che la piantassero e cominciassero a far pagare le tasse a tutte queste multinazionali invece di racimolare soldi con la scusa della posizione dominante
globi15 Aprile 2015, 18:35 #4

Multare chi produce bloatware che non si disinstallano.

Google Shopping non lo uso perché la maggior parte dei prodotti che mi interessano non li trova e poi contiene troppo pochi venditori fra i quali anche sconosciuti e che non hanno neanche i prezzi migliori, questo lo vede qualsiasi persona sveglia.

Per quanto riguarda Android trovo le accuse esagerate, piuttosto dovrebbero multare i produttori di smartphone che preinstallano bloatware indesiderato e che non si lascia nemmeno disinstallare.
pabloski15 Aprile 2015, 18:39 #5
Originariamente inviato da: Mory
Ma che la piantassero e cominciassero a far pagare le tasse a tutte queste multinazionali invece di racimolare soldi con la scusa della posizione dominante


Non credo si possa fare, a meno di bloccare tutte le attività che operano in diverse giurisdizioni.

Originariamente inviato da: globi
Google Shopping non lo uso


Io non sapevo nemmeno che esistesse

Originariamente inviato da: globi
Per quanto riguarda Android trovo le accuse esagerate, piuttosto dovrebbero multare i produttori di smartphone che preinstallano bloatware indesiderato e che non si lascia nemmeno disinstallare.


Vedremo, per ora è stata avviata solo un'indagine conoscitiva, ma google non è stessa accusata di nulla riguardo android.
Pier220415 Aprile 2015, 19:03 #6
Le accuse a Google non riguardano Android, in quanto non ha una posizione dominante nonostante ha l80% del mercato. Esistono alternative disponibili in qualsiasi negozio quindi formalmente la scelta la fa il consumatore, giudice ultimo.
L'accusa riguarda le ricerche Web pilotate in funzione a una vera posizione dominante, praticamente oltre il 90%.
Non confondiamo pere con mele
pabloski15 Aprile 2015, 19:22 #7
Originariamente inviato da: Pier2204
Le accuse a Google non riguardano Android


La notizia riguarda le accuse su google search. Inoltre il commissario all'antitrust ha avviato un'indagine per determinare se ci sono situazioni poco pulite anche riguardo android.

Imho no, ma non sottovalutiamo la fantasia dell'UE
Gnaffer15 Aprile 2015, 19:23 #8
Si bhe.. vedere migliorata la propria posizione nei risultati solo perchè si è attivi su G+ e ci si "condivide" tutto.. se non è posizione dominante questa
globi15 Aprile 2015, 19:28 #9

@Pier2204

Ah... riguardano le ricerche? Comunque rimane la miglior search engine anche se dal mio punto di vista é leggermente peggiorata da quando ha cominciato a mostrare avvisi "DMCA complaint".
qboy16 Aprile 2015, 00:32 #10
Originariamente inviato da: Mory
Ma che la piantassero e cominciassero a far pagare le tasse a tutte queste multinazionali invece di racimolare soldi con la scusa della posizione dominante


il problema in questo caso non è google

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