Google appoggia Apple nella battaglia a favore della crittografia

Google appoggia Apple nella battaglia a favore della crittografia

Sundar Pichai ha risposto alla lettera aperta di Tim Cook dichiarando che è totalmente d'accordo con la riflessione del CEO dell'azienda concorrente sul fronte della crittografia

di pubblicata il , alle 11:41 nel canale Web
Google
 

È un momento topico nell'ambito della crittografia e della sicurezza informatica. Le novità che si stanno succedendo negli Stati Uniti sulla raccolta dei dati hanno potenzialmente la forza di cambiare l'approccio rivolto al problema anche nel resto del mondo. Da una parte le forze dell'ordine, che richiedono backdoor per penetrare le difese di singoli dispositivi, dall'altra le varie compagnie, che sembrano unite con forza per evitare che questo possa avvenire ai danni dei clienti e dei consumatori finali.

La lettera aperta di Tim Cook ha tuonato nelle scorse ore, con Apple che ha espresso una posizione più che ferma sulla vicenda. Al colosso multinazionale di Cupertino si è aggregata Mozilla, con un'iniziativa apposita, e adesso anche Google. Il CEO Sundar Pichai è sceso in campo su Twitter con una serie di post sull'argomento in cui descrive come "importante" il punto di vista di Cook. Il CEO di Google sovrintende anche le decisioni di Android, sistema operativo che - come iOS - offre di default la crittografia agli utenti.

"Produciamo sistemi affidabili per mantenere le vostre informazioni al sicuro e diamo alle forze dell'ordine l'accesso ai dati basandoci su ordini legali validi", ha scritto Pichai. "Ma questo è totalmente diverso da chiedere alle compagnie di effettuare un vero e proprio hack sui dispositivi degli utenti e sui loro dati". Il punto di vista di Pichai, quindi di Google, è sostanzialmente lo stesso di quello della Mela: "Forzando le compagnie ad effettuare un hack si potrebbe compromettere la privacy dell'utente", ha poi ribadito.

Insomma, Cook è riuscito a lanciare un dibattito importantissimo che ovviamente avrà un notevole seguito nei prossimi giorni e in cui si stanno progressivamente aggiungendo tutti i nomi più importanti dell'ambito politico e tecnologico. Anche Pichai auspica che dalla lettera possa nascere una discussione "profonda e aperta" sull'importante problematica. È solo questione di tempo perché anche gli altri colossi scendano in campo affrontando la delicata questione, fra cui ci aspettiamo di sentire la voce di Mark Zuckerberg e di Satya Nadella.

Riportiamo di seguito il flusso di tweet in lingua inglese rilasciato da Sundar Pichai.

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15 Commenti
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Mparlav18 Febbraio 2016, 12:11 #1
La richiesta del Giudice è l'hack di uno specifico device i cui dati sono di un terrorista ormai morto, per cui non sussiste il problema privacy, nello specifico.

E' giusto che il dibattito venga aperto.
Ammesso poi che la maggior parte degli americani sia più propenso ad una salvaguardia assoluta dei dati e non piuttosto a delle limitazioni da applicarsi ai casi giudiziari.

Ma tutto questo può valere per il futuro.
AlexAlex18 Febbraio 2016, 13:14 #2
Originariamente inviato da: Mparlav
La richiesta del Giudice è l'hack di uno specifico device i cui dati sono di un terrorista ormai morto, per cui non sussiste il problema privacy, nello specifico.

E' giusto che il dibattito venga aperto.
Ammesso poi che la maggior parte degli americani sia più propenso ad una salvaguardia assoluta dei dati e non piuttosto a delle limitazioni da applicarsi ai casi giudiziari.

Ma tutto questo può valere per il futuro.


A meno che non abbia capito qualcosa il problema è molto più vasto in quanto quello che si richiede è uno strumento che permetterebbe poi in pratica di hackerare qualunque altro dispositivo di quel tipo e non esclusivamente quel singolo telefono. Quei dati sono così importanti da giustificare il fatto che l'FBI (e quindi poi chissà chi... ) possa potenzialmente accedere ai dati di chiunque? per me no, ma giustamente la questione deve essere dibattuta seriamente.
Mparlav18 Febbraio 2016, 13:26 #3
Originariamente inviato da: AlexAlex
A meno che non abbia capito qualcosa il problema è molto più vasto in quanto quello che si richiede è uno strumento che permetterebbe poi in pratica di hackerare qualunque altro dispositivo di quel tipo e non esclusivamente quel singolo telefono. Quei dati sono così importanti da giustificare il fatto che l'FBI (e quindi poi chissà chi... ) possa potenzialmente accedere ai dati di chiunque? per me no, ma giustamente la questione deve essere dibattuta seriamente.


Non è detto che in pratica sia così.
E' sicuro al 100% che aprire un solo device pregiudichi la sicurezza degli altri in circolazione?

Ebbene accertiamolo, visto che il Giudice ha chiesto prima di tutto di collaborare con i tecnici FBI per fornire quanto richiesto, ed Apple si sta' rifiutando.
Che quei dati siano così importanti, ora l'ha stabilito un Giudice, tant'è che la richiesta è senza precedenti e con grandi risvolti per il futuro.
AlexAlex18 Febbraio 2016, 14:46 #4
Originariamente inviato da: Mparlav
Non è detto che in pratica sia così.
E' sicuro al 100% che aprire un solo device pregiudichi la sicurezza degli altri in circolazione?

Direi di si, se crei il modo di aprirne uno lo puoi fare con tutti essendo tutti uguali. Non vedo nessun motivo tecnico percui al momento si possa creare un mezzo da utilizzare in un solo specifico dispositivo, e se così non fosse Apple sarebbe stata sicuramente più accondiscendente viste le motivazioni.

Ebbene accertiamolo, visto che il Giudice ha chiesto prima di tutto di collaborare con i tecnici FBI per fornire quanto richiesto, ed Apple si sta' rifiutando.
Che quei dati siano così importanti, ora l'ha stabilito un Giudice, tant'è che la richiesta è senza precedenti e con grandi risvolti per il futuro.


Infatti sono d'accordo sul dibattito, ma se non sbaglio il giudice fa leva su una "vecchia" legge nata in altri tempi e praticamente dimenticata perchè non più usata... ok che non è mai stata abrogata ma mi sembra anche giusto che la si rimetta in discussione visto che va a toccare dei principi importanti.

Personalmente in questo caso stimo la forte presa di posizione di Tim Cook, perchè appunto è giusto che si discuta di questo. Anche perchè lo vediamo tutti che nel mondo per l'esigenza/scusa della sicurezza le libertà personali si stanno restringendo sempre di più.
gatsu.l18 Febbraio 2016, 15:21 #5
Il problema (causato da un evidente disinformazione) FBI non ha richiesto di penetrare i protocolli di sicurezza uno specifico dispositivo cosa di cui Apple, a quanto mi risulta, ha dato piena collaborazione; ma pretende uno strumento software che gli permetta di sbloccare qualsiasi apparecchio Apple che gli capiti sotto mano...
hai voglia, una volta tale backdoor creata, poi a dire che la usi solo dietro autorizzazione di un giudice, una volta aperto il recinto recuperare il gregge non è così facile; e siccome prevenire è meglio che curare....
Faccio presente che personalmente non ho nessun apparecchio della "mela" poichè non approvo le sue politiche da quando è nata ciò non di meno il discorso in questione è di tutt'altra caratura.
Mparlav18 Febbraio 2016, 16:24 #6
Originariamente inviato da: gatsu.l
Il problema (causato da un evidente disinformazione) FBI non ha richiesto di penetrare i protocolli di sicurezza uno specifico dispositivo cosa di cui Apple, a quanto mi risulta, ha dato piena collaborazione; ma pretende uno strumento software che gli permetta di sbloccare qualsiasi apparecchio Apple che gli capiti sotto mano...
hai voglia, una volta tale backdoor creata, poi a dire che la usi solo dietro autorizzazione di un giudice, una volta aperto il recinto recuperare il gregge non è così facile; e siccome prevenire è meglio che curare....
Faccio presente che personalmente non ho nessun apparecchio della "mela" poichè non approvo le sue politiche da quando è nata ciò non di meno il discorso in questione è di tutt'altra caratura.


Ti sbagli.

Questo è ciò che ha stabilito il giudice:
"Apple's reasonable technical assistance shall accomplish the following three important functions:
(1) it will bypass or disable the auto-erase function whether or not it has been enabled;
(2) it will enable the FBI to submit passcodes to the SUBJECT DEVICE for testing electronically via the physical device port, Bluetooth, Wi-Fi, or other protocol available on the SUBJECT and
(3) it will ensure that when the FBI submits passcodes to the SUBJECT DEVICE, software running on the device will not purposefully introduce any additional delay between passcode attempts beyond what is incurred by Apple hardware."

E' una richiesta di "ragionevole assistenza tecnica" per un singolo device.
Mparlav18 Febbraio 2016, 16:32 #7
Originariamente inviato da: AlexAlex
Direi di si, se crei il modo di aprirne uno lo puoi fare con tutti essendo tutti uguali. Non vedo nessun motivo tecnico percui al momento si possa creare un mezzo da utilizzare in un solo specifico dispositivo, e se così non fosse Apple sarebbe stata sicuramente più accondiscendente viste le motivazioni.

Infatti sono d'accordo sul dibattito, ma se non sbaglio il giudice fa leva su una "vecchia" legge nata in altri tempi e praticamente dimenticata perchè non più usata... ok che non è mai stata abrogata ma mi sembra anche giusto che la si rimetta in discussione visto che va a toccare dei principi importanti.

Personalmente in questo caso stimo la forte presa di posizione di Tim Cook, perchè appunto è giusto che si discuta di questo. Anche perchè lo vediamo tutti che nel mondo per l'esigenza/scusa della sicurezza le libertà personali si stanno restringendo sempre di più.


Ripeto, stai facendo un'ipotesi.
In questo caso, ci vogliono le certezze che non si possa fare e limitarlo al singolo caso.

Personalmente sono d'accordo che si discuta sull'argomento, ma non è che per ogni decisione di un giudice che non ci va' a genio, possiamo aprire un dibattito pubblico, aspettare il suo evolversi e la legislazione di merito.
Ammesso che questo dibattimento e legislazione sia poi favorevole alla posizione di Apple e Google.

Non diamo per scontato che l'opinione pubblica americana non accetti questa limitazione sulla sicurezza dei device a favore di indagini investigative in casi come quelli di terrorismo.
trainiti18 Febbraio 2016, 16:47 #8
Ma non si potrebbe dare ad Apple il cellulare e dirle di restituirlo sbloccato? L'FBI avrebbe accesso alle informazioni e Apple manterrebbe al sicuro i suoi segreti industriali!
Mparlav18 Febbraio 2016, 17:31 #9
Originariamente inviato da: trainiti
Ma non si potrebbe dare ad Apple il cellulare e dirle di restituirlo sbloccato? L'FBI avrebbe accesso alle informazioni e Apple manterrebbe al sicuro i suoi segreti industriali!


Significherebbe ammettere apertamente che sono in grado di farlo, e loro non vogliono, visto che la sicurezza dei dati dei loro clienti è diventato un punto fermo della loro politica aziendale.

Inoltre se malauguratamente quei dati venissero cancellati da Apple, si beccherebbero pure incriminazione per distruzione di materiale probatorio.
acerbo18 Febbraio 2016, 19:58 #10
Originariamente inviato da: Mparlav
Non è detto che in pratica sia così.
E' sicuro al 100% che aprire un solo device pregiudichi la sicurezza degli altri in circolazione?

Ebbene accertiamolo, visto che il Giudice ha chiesto prima di tutto di collaborare con i tecnici FBI per fornire quanto richiesto, ed Apple si sta' rifiutando.
Che quei dati siano così importanti, ora l'ha stabilito un Giudice, tant'è che la richiesta è senza precedenti e con grandi risvolti per il futuro.


se non fosse cosi' non potrebbero rifiutarsi di farlo, evidentemente questa richiesta del fbi comporta la divulgazione di un metodo universale per hackerare milioni di dispositivi su cui apple stessa ha investito miliardi.
Se la cose fosse circoscritta ad un solo terminale la cosa non solo non sarebbe stata rifiutata, ma no sarebbe nemmeno uscita sui giornali.
Comunque possono sempre portare apple in tribunale per questo e se il giudice disporrà che la fbi deve avere accesso a quelle informazioni le avrà.

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