Google, Apple e Dropbox nel mirino dell'Antitrust per i servizi cloud
L'AGCM ha avviato sei istruttorie contro Apple, Google e Dropbox. I procedimenti sono relativi a presunte pratiche commerciali scorrette e alla eventuale presenza di clausole vessatorie nelle condizioni contrattuali.
di Manolo De Agostini pubblicata il 08 Settembre 2020, alle 16:41 nel canale WebGoogleAppleDropbox
L'AGCM, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (anche nota come Antitrust), ha avviato sei istruttorie nei confronti di Google (per il servizio Google Drive), Apple (per il servizio iCloud) e Dropbox, ciascuno interessato sia da un procedimento per presunte pratiche commerciali scorrette e/o violazioni della direttiva sui diritti dei consumatori sia da uno per presunte clausole vessatorie incluse nelle condizioni contrattuali.

Le istruttorie per pratiche scorrette nei confronti di Google e Apple riguardano la mancata o inadeguata indicazione, in sede di presentazione del servizio, dell'attività di raccolta e utilizzo a fini commerciali dei dati forniti dall'utente e il possibile indebito condizionamento nei confronti dei consumatori, che, per usare il servizio di cloud storage, non sarebbero in condizione di esprimere all'operatore il consenso alla raccolta e all'utilizzo a fini commerciali delle informazioni che li riguardano.
Le stesse contestazioni vengono mosse anche a Dropbox, cui si imputa - in aggiunta - di aver omesso di fornire in maniera chiara e immediatamente accessibile le informazioni sulle condizioni, sui termini e sulle procedure per recedere dal contratto e per esercitare il diritto di ripensamento. Inoltre, Dropbox non consente all'utente un facile ricorso a meccanismi extra-giudiziali di conciliazione delle controversie, cui il professionista sia soggetto, con le indicazioni necessarie per accedervi.
I procedimenti per clausole vessatorie riguardano, invece, alcune condizioni contrattuali predisposte nei relativi modelli delle predette società , quali: l'ampia facoltà - da parte dell'operatore - di sospendere e interrompere il servizio; l'esonero di responsabilità anche in caso di perdita dei documenti conservati sullo spazio cloud dell'utente; la possibilità di modifica unilaterale delle condizioni contrattuali; la prevalenza della versione in inglese del testo del contratto rispetto a quella in italiano.










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6 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoUltimamente mi sembra che ci sia un (giusto) accanimento verso i soliti Google Apple & co. ma MS viene sempre lasciata fuori. Anche negli US il congresso ha chiamato i big tranne...Microsoft.
Ci sarà un perchè di sicuro ma un pò comincia a puzzarmi sta cosa
Ultimamente mi sembra che ci sia un (giusto) accanimento verso i soliti Google Apple & co. ma MS viene sempre lasciata fuori. Anche negli US il congresso ha chiamato i big tranne...Microsoft.
Ci sarà un perchè di sicuro ma un pò comincia a puzzarmi sta cosa
Perché magari Microsoft rispetta le pratiche commerciali non ti passa per la testa immagino...
Antitrust
Microsoft ha pagato più di tutti per le cause Antitrust e a quanto pare ora non ha più intenzione di sborsare miliardi in multe. Probabilmente è per questo che se l'è scampata, a differenza degli altri big si sta comportando un po' meglioCerto che ci ho pensato ma il mio ascendente complottistixo ha avuto la meglio e mi ha fatto dubitare.
Si forse la soluzione è proprio quella più semplice.
A forza di leggere complotti di qua e complotti di là sto diventando paranoico
appunto
Infatti ne è fuori anche Amazon AWS visto che la priorità è sicurezza e privacy.Devi effettuare il login per poter commentare
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