Gli elettori americani chiedono a Claude e ChatGPT per chi votare: il caso delle elezioni di midterm 2026
In vista delle elezioni midterm di fine anno, un numero crescente di elettori statunitensi consulta chatbot come Claude e ChatGPT per orientarsi tra candidati e quesiti referendari. Il fenomeno, documentato dal New York Times, solleva interrogativi di vario genere, tra cui rischi di manipolazione degli elettori.
di Manolo De Agostini pubblicata il 08 Luglio 2026, alle 11:31 nel canale WebNegli Stati Uniti, in vista delle elezioni di metà mandato del 2026, gli elettori si stanno rivolgendo ai chatbot AI per decidere come votare. Secondo un'inchiesta del New York Times, strumenti come Claude di Anthropic, ChatGPT di OpenAI e Gemini di Google vengono impiegati da un numero crescente di cittadini per orientarsi tra le decine di candidati e quesiti referendari presenti nelle schede elettorali locali, spesso troppo numerosi e complessi da analizzare autonomamente nei tempi concessi dalla campagna elettorale.
Tipicamente l'utente fotografa la propria scheda elettorale per sottoporla al chatbot, chiedendo indicazioni sui candidati più allineati ai propri valori politici o sulle strategie di voto più efficaci in un determinato collegio. Nella maggior parte dei casi documentati, i sistemi mostrano una iniziale reticenza a fornire indicazioni dirette su questioni politiche, essendo stati addestrati per evitare risposte percepite come schierate. Tuttavia, riformulando la richiesta - ad esempio chiedendo di basarsi sullo storico di voto dei candidati o su fonti giornalistiche considerate autorevoli - gli utenti riescono spesso a ottenere indicazioni operative, comprese raccomandazioni di voto strategico per favorire determinati esiti elettorali.

Anthropic ha dichiarato che gli utenti che pongono domande di natura politica a Claude dovrebbero ricevere risposte complete, accurate ed equilibrate, capaci di aiutarli a raggiungere conclusioni autonome piuttosto che orientarli verso una posizione specifica, precisando che il modello è addestrato per trattare i diversi orientamenti politici con pari profondità e rigore analitico.
Gli esperti interpellati dal quotidiano statunitense evidenziano tuttavia diverse criticità. David G. Rand, docente di scienze dell'informazione alla Cornell University, sottolinea come la persuasività di questi modelli derivi dalla loro capacità di presentare informazioni in modo chiaro e apparentemente fattuale, pur avvertendo che i risultati tendono a rispecchiare i pregiudizi impliciti nelle domande poste dagli utenti, piuttosto che offrire un'analisi realmente neutrale.
Yamil Velez, docente di scienze politiche alla Columbia University, osserva che uno strumento ideale dovrebbe attingere a un database curato e verificato di programmi politici, anziché raccogliere informazioni indistintamente dal web, come avviene attualmente. Lo studioso segnala inoltre un potenziale effetto distorsivo: i candidati più presenti nella stampa locale e sui social media risultano più facilmente reperibili dai chatbot, e le strategie di comunicazione politica si starebbero già adattando a questo scenario, privilegiando contenuti strutturati - come elenchi puntati - più facilmente elaborabili dai modelli linguistici.
Nonostante questi rilievi, diversi elettori intervistati descrivono l'esperienza in termini positivi, riferendo un risparmio di tempo significativo rispetto alle ore tradizionalmente dedicate alla ricerca autonoma sui candidati, e una maggiore sicurezza nella scelta finale. Non mancano tuttavia forme di cautela: alcuni utenti verificano manualmente i link e le fonti citate dal chatbot prima di procedere al voto, e in generale evitano di comunicare all'IA le proprie scelte elettorali effettive, limitandosi a condividere schede vuote.
Il fenomeno, che come altri potrebbe interessare in futuro anche il Vecchio Continente e l'Italia, pone quindi al centro del dibattito pubblico un nodo cruciale: la crescente delega di un processo cardine della vita democratica a sistemi di intelligenza artificiale generalista, non progettati specificamente per l'analisi elettorale e privi di meccanismi di verifica strutturata delle fonti. Il timore è che, in qualche modo, si possa influenzare il voto ancora più che in passato, tramite le risposte di un oracolo che, per tutto, ha una risposta. Qualunque essa sia.










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38 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoah si... certo... perchè invece fino ad ora...
Ma non sarà una prerogativa Usa, avverrà ovunque.
io l'ho chiesto a Gemini
[I]il FSB russo quanti soldi ha pagato per manipolare le elezioni in Italia ?
Il dossier dell'intelligence USA
Nel settembre 2022, un rapporto declassificato dell'intelligence degli Stati Uniti ha rivelato che la Russia avrebbe trasferito oltre 300 milioni di dollari a partiti politici, dirigenti e funzionari stranieri in più di 20 paesi a partire dal 2014.[/I]
300 milioni mi sembra pochino eh. Braccino corto eh Vladimiro ?
PS:
ah c'è pure il link.
https://www.ilsole24ore.com/art/int...-paesi-AE0LzB0B
Intelligence Usa: da Mosca 300 mln di dollari ai partiti di 20 paesi. Fonti: c’è anche l’Italia
Dal 2014 la Russia ha trasferito oltre 300 milioni di dollari a partiti politici, dirigenti e politici stranieri per influenzarne l’opinione pubblica
un conto chiedere sul profilo dei candidati, ma possono uscire fuori risposte pilotate, valide solo se incontrano la preferenza...
ma le scelte personali, inclusa la decisione al momento del voto, sono algoritmizzabili?
secondo me
si potrebbe raccontare come barzelletta a eventuali alieni
Ma non sarà una prerogativa Usa, avverrà ovunque.
Perchè un conto è far pervenire alla gente articoli di giornale, o inondare i social di informazioni, atte a produrre una manipolazione e portarla a votare in un certo modo, cosa che già avviene da tempo.
Ma qui la parte "attiva" non è quello che cerca consensi (o che cerca di non farli pervenire ad altri), bensì il cittadino stesso che deve votare, che scientemente decide di usare dei mezzi che per loro natura non sono certo affidabili. Nel primo caso hai il "candidato" che vuole manipolare, nel secondo l'elettore che vuole essere manipolato.
La stessa differenza che passa tra un tizio che ti butta da un burrone, e tu che decidi scientemente di lanciarti pensando di atterrare in piedi con un doppio carpiato
Perchè un conto è far pervenire alla gente articoli di giornale, o inondare i social di informazioni, atte a produrre una manipolazione e portarla a votare in un certo modo, cosa che già avviene da tempo.
Ma qui la parte "attiva" non è quello che cerca consensi (o che cerca di non farli pervenire ad altri), bensì il cittadino stesso che deve votare, che scientemente decide di usare dei mezzi che per loro natura non sono certo affidabili. Nel primo caso hai il "candidato" che vuole manipolare, nel secondo l'elettore che vuole essere manipolato.
La stessa differenza che passa tra un tizio che ti butta da un burrone, e tu che decidi scientemente di lanciarti pensando di atterrare in piedi con un doppio carpiato
Scusa, ma chi vota per un candidato/partito/coalizione che in campagna elettorale promette cose che NON possono essere mantenute in nessun modo, come lo consideri?
Eppure da decenni o forse da sempre, ma non sono così vecchio, il voto va a chi promette più cose.
Oggi poi la situazione è peggiorata perchè i social grazie alla penetrazione capillare e alla velocità di azione, hanno creato una separazione netta fra "noi e gli altri" in qualsiasi campo, assistiamo sempre a scontri e mai a discussioni vere su qualsiasi argomento, ormai non esiste una fonte o un'autorità superiore, tutti hanno il diritto di dire tutto e ad esempio hanno lo stesso valore le dichiarazioni del meccanico e dell'astronauta quando si parla di sbarchi sulla luna.
Per cui è aumentata la velocità ma alla base c'è sempre la stessa cosa, l'ignoranza e la pigrizia nell'informarsi realmente che è anche molto difficile poichè le cose serie sono più difficili da capire rispetto alle sparate populiste.
Motivo numero #45635353 per cui ritengo che il suffragio universale sia stato un errore.
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