Giorgia Meloni frena sul divieto dei social ai minori di 16 anni: l'Italia non presenterà una legge come UK e Francia
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato che un divieto dei social media per i minori di 16 anni non rappresenta da solo una soluzione efficace. Secondo la premier, le restrizioni possono essere facilmente aggirate e occorre invece aumentare la responsabilità delle piattaforme digitali nella tutela dei minori
di Francesco Messina pubblicata il 18 Giugno 2026, alle 09:54 nel canale WebLa presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato che il governo italiano non intende promuovere direttamente un divieto di accesso ai social media per i minori di 16 anni, prendendo una posizione diversa rispetto a quella adottata recentemente da Regno Unito e Francia. La premier ha espresso il proprio punto di vista al termine del vertice G7 di Évian-les-Bains, sottolineando che un eventuale divieto, da solo, non sarebbe sufficiente a risolvere i problemi legati alla sicurezza online dei giovani.
Meloni ha spiegato di non essere contraria in linea di principio a una limitazione per gli under 16, ma di non essere convinta che questa misura rappresenti una soluzione efficace. Secondo la presidente del Consiglio, infatti, un simile divieto potrebbe essere facilmente aggirato dagli utenti più giovani, riducendone significativamente l'efficacia pratica.
La premier ha inoltre evidenziato il rischio che restrizioni di questo tipo trasferiscano parte della responsabilità sulle famiglie, mentre a suo giudizio sarebbe più importante aumentare la pressione sulle piattaforme digitali affinché assumano un ruolo più attivo nella tutela dei minori. In questa prospettiva, il dibattito dovrebbe concentrarsi maggiormente sui cambiamenti strutturali richiesti alle aziende tecnologiche piuttosto che esclusivamente sul controllo dell'accesso ai servizi da parte degli adolescenti.
La Meloni, per ora, esclude la possibilità di un divieto legislativo d'accesso ai social per i minori
Pur non escludendo la possibilità di discutere un eventuale divieto, Meloni ha precisato che il governo non presenterà né un decreto né un disegno di legge dedicato. Sarà invece il Parlamento a proseguire il confronto sul tema. Negli ultimi mesi diversi partiti italiani hanno depositato proposte legislative per limitare l'accesso dei minori ai social network, ma nessuna di queste è stata finora approvata.
La posizione italiana emerge mentre diversi Paesi stanno adottando misure più restrittive. Il Regno Unito ha annunciato l'intenzione di vietare l'accesso ai social agli under 16, con una legislazione prevista entro la fine dell'anno e l'entrata in vigore nel 2027. La Francia introdurrà un divieto per i minori di 15 anni a partire da settembre, mentre anche il Canada sta lavorando a restrizioni analoghe che includono social media e chatbot basati sull'intelligenza artificiale.
Nel frattempo, i leader del G7 hanno approvato una dichiarazione congiunta sulla protezione dei minori online che non prevede il divieto di accesso ai social media. Il documento punta invece su principi di sicurezza integrati nella progettazione delle piattaforme.










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69 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoper i siti porno scassi il cazzo con la verifica dell'età che pare che stiamo in corea del nord, per i social dove invece puoi trovare la merda più vera di ogni possibile genere, adescatori, proselitismo, estremismo e chi ne ha più ne metta non facciamo una beata fava?
Beh dai. Ha senso. Brava.
per i siti porno scassi il cazzo con la verifica dell'età che pare che stiamo in corea del nord, per i social dove invece puoi trovare la merda più vera di ogni possibile genere, adescatori, proselitismo, estremismo e chi ne ha più ne metta non facciamo una beata fava?
Beh dai. Ha senso. Brava.
Sopravvaluti la questione: non avevano la più pallida idea di cosa stavano facendo prima e non hanno la più pallida idea ora.
Semplicemente prima hanno avuto pressioni da chi di dovere a bloccare mentre adesso a non bloccare e fine.
E sia chiaro se ci fosse un governo di sinistra non cambierebbe granché sotto questo punto di vista.
Purtroppo la media dei nostri parlamentari è che da un punto di vista informatico è già tanto se sanno usare office e non dico bene... anche solo se sanno che esiste e usano word mettendo il "giustificato".
Semplicemente prima hanno avuto pressioni da chi di dovere a bloccare mentre adesso a non bloccare e fine.
E sia chiaro se ci fosse un governo di sinistra non cambierebbe granché sotto questo punto di vista.
Purtroppo la media dei nostri parlamentari è che da un punto di vista informatico è già tanto se sanno usare office e non dico bene... anche solo se sanno che esiste e usano word mettendo il "giustificato".
Basti vedere l'età media dei nostri politici
Semplicemente prima hanno avuto pressioni da chi di dovere a bloccare mentre adesso a non bloccare e fine.
E sia chiaro se ci fosse un governo di sinistra non cambierebbe granché sotto questo punto di vista.
Purtroppo la media dei nostri parlamentari è che da un punto di vista informatico è già tanto se sanno usare office e non dico bene... anche solo se sanno che esiste e usano word mettendo il "giustificato".
senza dubbio.
Per me i social andrebbero vietati agli minori 16 anni, almeno cessiamo di vedere le ballerine cappucine!
Ormai è tutto un: "voglio guadagnare con i social network", si sono persi i valori del passato come contribuire per il proprio paese!
Io a 16 anni andavo già a lavoro oltre che andare a scuola. Certo non bisogna fare di un erba un fascio, perchè ho un nipote che a 16 anni durante l'estate lavora per poter andare in vacanza senza dipendere dai genitori.
A voglia... mi dai 100 milioni di €? Perché se me li dai non esiste problema.
Le vedresti uguale identico a prima... son più i boomer a guardarsi certi contenuti che non gli adolescenti.
Buonanotte... a questo punto tiriamo fuori i buoni vecchi valori medioevali. Cintura di castità con riconoscimento dell'impronta digitale che dici è un'idea interessante?
Non mi sembra un metro di giudizio sensato. Prima di tutto perché gran parte di chi lavora a 16 anni oggi lo fa illegalmente in contesti che spesso non sono manco a norma per la sicurezza quindi sarebbe totalmente da evitare.
Secondariamente perché nella stragrande maggioranza dei casi lavorare a 16 anni non porta una reale esperienza positiva ma alimenta mercati del lavoro che sono più simili a caporalato e sfruttamento che non a una sana esperienza di lavoro.
Già ci sono enormi problemi sotto questo punto di vista quando sono esperienza scuola-lavoro che hanno una sorveglianza attenta t'immagini mandare 16enni a lavorare in maniera sistematica senza dei controlli serrati.
Eh perchè se dovvessi decidere io accederesti ai social solo con SPID o CIE.
Tutti i cittadini sarebbero schedati e classificati in base al quoziente intellettivo ed in base al percorso di studio.
Solo chi ha un determinato puntaggio sarebbe ammesso al voto od alla copertura di determinate cariche, ruoli o professioni.
Solo ed esclusivamente una nicchia di super uomini avrebbe il punteggio utile per coprire cariche di governo, sarebbe impossibile avere in parlamento gente come Salvini, Meloni, Razzi, Di Maio, Taverna.. beh onestamente non credo si salverebbe qualcuno ora come ora.
Chiunque abbia opinioni antiscientifiche sarebbe declassato a PARIA.
Qualsiasi culto religioso sarebbe disconosciuto e classificato come superstizione da praticarsi tassativamente in ambienti privati a livello purmante personale, confessionalisti fanatici di qulasiasi genere sarebbero anch'essi declassati a paria senza diritti.
Il Vaticano verrebbe annesso all'Itlaia e la totalità dei suoi beni sequestrati.
Comunque l'ennesima volta in cui i problemi li proviamo a risolvere domani, intanto diciamo che non è così che si risolvono, senza dare una soluzione alternativa.
Chiaramente la questione del disagio giovanile è complessa e fa parte di una serie di problematiche molto radicate nella società e anche in certi casi, impossibile da evitare, da una parte il mondo consumistico che ti mette in un frullatore dove sei sempre indietro e devi sempre avere qualcosa in più, dall'altra una realtà ben diversa dove ogni giorno devi trovare dei compromessi, poi c'è il fantastico mondo dei social che mette in vetrina i "fenomeni" del momento, mode che fanno il giro del globo in pochi minuti, e un'educazione alla normalità che è andata persa.
Per fare una politica seria servirebbero riforme costose sia a livello di euro che soprattutto di qualifiche, buone scuole con buoni insegnanti dovrebbero essere la base di partenza, e sappiamo tutti com'è la situazione nelle scuole.
Si potrebbe andare avanti per ore, ma resta solo la certezza che nessun governo abbia realmente a cuore la soluzione dei problemi, meglio cantare qualche canzoncina o gridare qualche slogan e assicurarsi il posto nel prossimo parlamento.
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