Fuchsia: ecco il logo del nuovo sistema operativo di Google. Verrà usato per le piattaforme IoT?

Fuchsia: ecco il logo del nuovo sistema operativo di Google. Verrà usato per le piattaforme IoT?

Il progetto è ancora avvolto nel mistero ma almeno il logo è stato svelato. I più informati riferiscono che il nuovo Fuchsia verrà utilizzato da Google per implementare l'ambiente IoT, il cosiddetto "internet delle cose".

di Bruno Mucciarelli pubblicata il , alle 08:01 nel canale Web
Google
 

Sì è parlato per la prima volta di un nuovo sistema operativo targato Google lo scorso anno quando si era pensato ad un sistema che andasse ad unire Chrome OS con Android e che prendesse le migliore cose dell'uno e dell'altro. Un sistema unificato destinato sia agli smartphone che ai prodotti desktop riuscendo ad eliminare frammentazioni e aiutando gli sviluppatori. Il suo nome in codice era Fuchsia, proprio come il fiore caratterizzato da questo colore. Nulla di più errato perché in Google non si è mai pensato di unire due sistemi operativi per crearne uno solo, anzi, si è pensato di crearne addirittura un altro.

Fuchsia sembra infatti essere il nuovo sistema operativo creato da Google il quale, a differenza di Android e Chrome OS, risulta basato su Magenta, che sappiamo prendere spunto dal progetto little Kernel, e non sul classico kernel Linux. La notizia è stata resa nota tramite un tweet di David Yang, ingegnere a capo del gruppo di ricerca di Google proprio su Fuchsia, il quale ha condiviso il suo primo messaggio direttamente dall'emulatore del nuovo sistema oprativo creato. Direttamente dalla documentazione pubblicata su GitHub è stato possibile poi scoprire anche il logo che la piattaforma possederà: una sorta di simbolo di infinito di colore appunto fucsia.

Chiaramente poche le informazioni in merito al nuovo progetto di Google ma in molti scommettono che Fuchsia sia stato realizzato appositamente per essere eseguito nei vari dispositivi che faranno parte del nuovo mondo delle "Internet Of Things" ossia l'Internet delle Cose. Sappiamo come lo IoT, in pieno sviluppo, non sia altro che una possibile evoluzione dell'uso della Rete: gli oggetti, ossia le cose, si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza grazie al fatto di poter comunicare dati su se stessi e accedere ad informazioni aggregate da parte di altri.

I frigoriferi si comandano con lo smartphone, le sveglie si connettono ad internet per sapere se ci sarà traffico e quindi meglio anticipare l'orario di sveglia, i contenitori delle medicine avvisano in caso in cui l'utente si dimentica di prendere il farmaco, insomma un mondo completamente connesso.

Sempre tramite l'emulatore utilizzato da David Yang è stato possibile eseguire un'istanza di browser webkit basata sulla user shell Armadillo. Il progetto Fuchsia sembra dunque in piena crescita anche per quanto riguarda gli sviluppatori assegnati da Google, visto che sono sempre più gli ingegneri che citano il nuovo sistema operativo nei loro profili Twitter e LinkedIn. E' dunque palese attendersi dopo Android e ChromeOS che il nuovo progetto possa portare Google a predominare anche nel settore IoT e dei sistemi integrati o almeno questo è quello che si pensa.

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7 Commenti
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LordPBA14 Marzo 2017, 08:40 #1
un po' frogiax
fano14 Marzo 2017, 09:26 #2
Secondo me Google avrebbe fatto meglio ad unificare Chrome e Android invece come si era ipotizzato... prendere una "dipendenza" dal kernel Linux per un progetto commerciale non ha senso!
Tedturb014 Marzo 2017, 09:32 #3
Mi auguro che falliscano miseramente.
Non se ne puo piu della frammentazione e delle multinazionali che tentano di rinchiudere gli utenti nel proprio orticello.
Pino9014 Marzo 2017, 14:09 #4
Originariamente inviato da: fano
Secondo me Google avrebbe fatto meglio ad unificare Chrome e Android invece come si era ipotizzato... prendere una "dipendenza" dal kernel Linux per un progetto commerciale non ha senso!


L'unificazione arriva lato software.

Già molte APP android sono compatibili con Chrome OS, la sincronizzazione c'è tramite l'account google. Pian piano tutte le app saranno compatibili e avremo convergenza de facto.

Le due piattaforme però dovrebbero rimanere diverse: una per i telefoni e una per i PC.
fano15 Marzo 2017, 10:10 #5
Certo il fatto che per Android abbiano avuto l'ottima idea di usare Java (almeno a livello di API, la VM è diversa e più efficiente) facilita molto le cose... infatti per me dovrebbero essere più coraggiosi e usare Fuchsia come kernel invece di Linux.

Ho alcune riserve sul nome a dire il vero è quasi impronunciabile (io poi lo scriverei Fuxia ) ma beh probabilmente il prodotto commerciale lo chiameranno in altro modo in fondo solo "noi" sappiamo che sotto Android c'è Linux
ruicardo15 Marzo 2017, 10:41 #6
è uguale al logo creative cloud, solo un po' più gaio
ilario315 Marzo 2017, 11:33 #7
Originariamente inviato da: LordPBA
un po' frogiax


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