Facebook si interessa allo sviluppo di satelliti per la connettività in aree rurali

Facebook si interessa allo sviluppo di satelliti per la connettività in aree rurali

Ridimensionato il progetto Aquila, Facebook passa dai droni ai satelliti: non c'è ancora nulla di specifico su cui elucubrare, ma la società non nasconde un interesse concreto

di pubblicata il , alle 16:21 nel canale Web
Facebook
 

Dopo aver annunciato qualche settimana fa di abbandonare lo sviluppo e la progettazione hardware del drone Aquila (ma di proseguire con lo sviluppo del software di bordo per la navigazione dell'avioggetto), Facebook sembra ora essere interessata alla realizzazione di satelliti in grado di trasmettere connettività a banda larga verso le aree impervie del globo, almeno secondo quanto si apprende da una serie di documenti acquisiti da Wired.

La documentazione, depositata presso la Federal Communication Commission a nome di una società chiamata PointView Tech LLC, parla di un satellite in grado di "fornire accesso a banda larga in maniera efficiente, ad aree servite e non servite in tutto il mondo". Facebook ha confermato a Wired di essere la società alle spalle di PointView Tech e che il nome in codice del progetto è Athena.

"Non abbiamo nulla da condividere su progetti specifici per adesso, ma crediamo che la tecnologia satellitare sia un abilitatore importante per la prossima generazione di infrastrutture a banda larga, rendendo possibile portare la connettività nelle regioni rurali dove ancora non esiste o è in ritardo" ha dichiarato a Wired un portavoce di Facebook.

L'interesse verso il mondo dei satelliti a scopo di connettività a banda larga è già stato mostrato da Alphabet lo scorso anno, quando ha terminato le attività relative allo sviluppo di droni alimentati ad energia solare e ha invece dirottato le risorse verso i palloni di Project Loon e verso investimenti strategici in società impegnate proprio nel mondo dei satelliti.

Circa metà del mondo è ancora tagliato fuori dalla rete e, secondo un report aggiornato a settembre 2017, il modo più agevole per estendere la connettività a queste aree è quello di usare satelliti a bassa quota, tra le 100 e le 1250 miglia di altitudine rispetto alla superficie del pianeta.

Facebook mira a configurarsi come il provider di primo accesso per mercati ancora inesplorati e non presidiati, così da poter parallelamente accogliere nuovi utenti sul proprio social network e consolidare ulteriormente il giro d'affari pubblicitario.

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3 Commenti
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StIwY23 Luglio 2018, 16:27 #1
Così il lavaggio del cervello sarà capillare, e chi non poteva potrà poi andare su fessbuk a scrivere cag_te ogni santo giorno. Il nuovo cancro sociale del 21esimo secolo.


I do not want to live in this planet anymore.
nickmot23 Luglio 2018, 16:44 #2
Originariamente inviato da: StIwY
Così il lavaggio del cervello sarà capillare, e chi non poteva potrà poi andare su fessbuk a scrivere cag_te ogni santo giorno. Il nuovo cancro sociale del 21esimo secolo.


I do not want to live in this planet anymore.




Internet non è solo social, è accesso ad informazioni, servizi, cultura.
Se proprio deve preoccuparti questa cosa è il fatto che Facebook, con questi satelliti, avrà a disposizione dati ed abitudini online di tutti gli utenti ad essi connessi, indipendentemente dal fatto che usino i servizi facebook (e social di loro proprietà o meno.
marcram24 Luglio 2018, 08:34 #3
Da quello che avevo capito, SpaceX ha già ottenuto il via libera per Starlink.
E visto che si tratta di una decina di migliaia di satelliti, difficilmente un'altra compagnia riceverà una concessione per mandare in orbita altrettanti satelliti...
In quel caso sì, rischieremmo che quella di Kessler non sia più un'ipotesi...

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