Facebook si difende dalle accuse di aver occultato le notizie pro-conservatori

Facebook si difende dalle accuse di aver occultato le notizie pro-conservatori

Secondo le ultime ricostruzioni, lo staff editoriale di Facebook avrebbe sfavorito le news con taglio favorevole ai conservatori. Zuckerberg si difende.

di pubblicata il , alle 12:31 nel canale Web
 

Mark Zuckerberg ha pubblicato su Facebook un post con cui difende il suo social network dalle accuse secondo le quali sarebbero state sfavorite le news con taglio favorevole ai conservatori nel newsfeed di Facebook. "Prendiamo queste accuse in grande considerazione e stiamo indagando per appurare l'integrità del nostro prodotto", ha scritto il CEO di Facebook. "Ma finora non abbiamo individuato nessuna conferma sulla fondatezza delle accuse. Se ci rendessimo conto che qualcosa sta violando i nostri principi, prenderemmo le contromisure necessarie per rimediare".

Zuckerberg invita "i leader del partito conservatore e tutte le personalità coinvolte nello spettro politico" a dibattere sull'argomento in modo da individuare "cosa Facebook rappresenta e come assicurarsi che la piattaforma rimanga il più aperta possibile". Le accuse contro Zuckerberg rimangono comunque pesanti, al punto che il Congresso degli Stati Uniti ha già chiesto un'inchiesta tramite il presidente della commissione commercio, John Thune.

D'altronde, il Guardian rincara la dose, sostenendo di essere entrato in possesso di documenti che dimostrerebbero che è lo staff editoriale di Facebook a stabilire manualmente le priorità di visualizzazione all'interno del news feed degli utenti del noto social network.

A livello ufficiale, Facebook sostiene che la gran parte delle priorità editoriali viene determinata dai suoi algoritmi, i quali vanno a stabilire le priorità di visualizzazione sulla base di dati relativi a engagement, tempestività, pagine a cui si è iscritti e posizione geografica. L'algoritmo aiuta quindi Facebook a individuare gli argomenti di tendenza per ogni momento della giornata.

Ma i nuovi documenti del Guardian dimostrano, invece, come l'azienda si basi pesantemente su l'intervento di un piccolo team editoriale per determinare gli argomenti di tendenza. La società avrebbe abbandonato l'approccio basato sugli algoritmi nel 2014 dopo aver ricevuto delle critiche a proposito della inappropriata copertura dei fatti di Ferguson e degli scontri fra comunità di colore e polizia.

Il team sarebbe composto da sole 12 persone e gestirebbe l'iniezione delle notizie che reputa più importanti. Allo stesso tempo, avrebbe a disposizione una "lista nera", all'interno della quale far finire le notizie ritenute non così importanti. Per ogni giorno, inoltre, la redazione stabilirebbe qual è l'evento di risonanza internazionale su cui orientare le visualizzazioni nei news feed.

Tutte queste gerarchie verrebbero basate sui contenuti pubblicati da 10 siti di informazione, ovvero: BBC News, CNN, Fox News, The Guardian, NBC News, The New York Times, USA Today, The Wall Street Journal, Washington Post, Yahoo News o Yahoo. Un documento con delle linee guida, inoltre, forniscono ai redattori di Facebook dei punti di riferimento su come operare e su come prendere le decisioni.

Ne emerge un quadro che ridimensiona lo spessore tecnologico di Facebook, in un'epoca dominata dal machine learning e dall'automazione nelle modalità di distribuzione e di conferimento di importanza delle notizie. Facebook, secondo i documenti pubblicati dal Guardian, lavorerebbe piuttosto più alla stregua di un giornale tradizionale.

Questa storia rende evidente anche la tensione all'interno del dibattito politico negli Usa, quando le elezioni presidenziali sono ormai alle porte e gli organi di informazione e gli opinion leader cercano di scongiurare l'irrazionalità e l'incertezza che l'eventuale vittoria di Donald J. Trump causerebbe.

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16 Commenti
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randorama13 Maggio 2016, 13:21 #1
Questa storia rende evidente anche la tensione all'interno del dibattito politico negli Usa, quando le elezioni presidenziali sono ormai alle porte e gli organi di informazione e gli opinion leader cercano di scongiurare l'irrazionalità e l'incertezza che l'eventuale vittoria di Donald J. Trump causerebbe.


ora come ora sembrerebbe che la sporca l'abbia fatta chi favorisce l'altra sponda, a dire il vero.
Phantom II13 Maggio 2016, 13:22 #2
Che i media, su input dei grandi capitali che li gestiscono, facciano politica orientando l'opinione pubblica non è certo novità di oggi.
Che lo facciano anche i media del web e delle reti sociali è un'ovvietà.

Così come è un segreto di pulcinella che il potere economico finanziario statunitense si stia orientando in blocco sul sostegno a Hillary Clinton, ma non per presunte incertezze e irrazionalità di un'ipotetica amministrazione Trump, quanto per la certezza che la Clinton garantirebbe più del magnate di New York gli interessi di chi la sponsorizza.
GTKM13 Maggio 2016, 13:24 #3
Originariamente inviato da: Phantom II
Che i media, su input dei grandi capitali che li gestiscono, facciano politica orientando l'opinione pubblica non è certo novità di oggi.
Che lo facciano anche i media del web e delle reti sociali è un'ovvietà.

Così come è un segreto di pulcinella che il potere economico finanziario statunitense si stia orientando in blocco sul sostegno a Hillary Clinton, ma non per presunte incertezze e irrazionalità di un'ipotetica amministrazione Trump, quanto per la certezza che la Clinton garantirebbe più del magnate di New York gli interessi di chi la sponsorizza.


This.
pingalep13 Maggio 2016, 14:51 #4
che equivale a dire che mettere una sarah palin al governo metterebbe incertezza sulla solidità delle scelte economico-politiche americane, garantendo meno gli interessi dei big investors, come di tutti gli altri.

trump con le cose che dice sembra messo lì dai democratici, e dopo 8 anni di obama che i repubblicani abbiano tirato fuori solo questo la dice lunga sulla solidità della destra americana...un po' come la nostra al momento direi.

vedremo, un trump+tea party a gestire la diplomazia e gli interessi americani all'estero non ce lo vedo.
Sputafuoco Bill13 Maggio 2016, 15:08 #5
Le accuse a mio parere sono giuste, è stato un giornalista di Gizmodo, Michael Nunez, a svelare (grazie alle rivelazioni di un ex dipendente Facebook) la verità.
Tuttavia è una azienda privata ed è giusto che possa fare quello che vuole.

Originariamente inviato da: pingalep
dopo 8 anni di obama che i repubblicani abbiano tirato fuori solo questo la dice lunga sulla solidità della destra americana...un po' come la nostra al momento direi.

vedremo, un trump+tea party a gestire la diplomazia e gli interessi americani all'estero non ce lo vedo.

Trump è tutto fuorché un repubblicano, conservatore o libertarian. I tea party in realtà non hanno nulla a che vedere con lui.
randy8813 Maggio 2016, 15:31 #6
Ho mezza famiglia Americana(io stesso ci ho abitato per dei brevi periodi), e ci sentiamo spesso, e parliamo spesso dell'attuale situazione politica USA.

Il Partito Repubblicano è stato completamente distrutto da 8 anni di amministrazione Bush. E non sto parlando tanto dei risultati delle elezioni o dei sondaggi, sto parlando delle certezze su cui si basava quel partito. Hanno trovato la forza di vincere le elezioni di Midterm e di mettere, a tratti, il Congresso in posizione sfavorevole per Obama. Ma quelle sono situazioni del tutto diverse da un'elezione presidenziale. Perchè adesso i repubblicani sono costretti a scegliere una figura precisa. Si vota il presidente....

I repubblicani hanno il terrore di un Bush 2, e quell'idiota di Trump ne ha tutta l'aria. Hanno paura di un Bush 2, sia per motivi pratici(il paese andrebbe definitivamente in malora), sia per motivi politici, il GOP non si rialzerebbe mai più da un'altra amministrazione in linea con quella cataclismatica dell'alcolizzato Bush.

Conosco diversi repubblicani. Quelli che odiano Trump(e sono una bella fetta) non si limiteranno ad astenersi, ma i più voteranno la Clinton se necessario. Preferiscono di gran lunga altri 4 anni di amministrazione Democratica, pur di non far salire alla Casa Bianca un mafioso che se va bene, farebbe la fine di Nixon, fatto fuori da qualche scandalo. Già adesso Trump è sotto processo, figuriamoci quanto ci metterebbe a finire in Stato d'Accusa una volta diventato presidente...
fano13 Maggio 2016, 15:34 #7
Scusate, ma perché Obama è stato così bravo in Politica Estera? A me non mi pare anzi volendo a tutti costi "Esportare la Democrazia"(R) in Iraq e in Libia ha destabilizzato completamente il medio-oriente provocando un esodo di massa di proporzioni a dir poco bibliche

La Politica Estera di Trump è molto semplice e si traduce in una sola parola "Isolazionismo" che forse è meglio che intervenire nei fatti degli altri a tutti i costi
Phantom II13 Maggio 2016, 15:51 #8
Originariamente inviato da: randy88
Ho mezza famiglia Americana(io stesso ci ho abitato per dei brevi periodi), e ci sentiamo spesso, e parliamo spesso dell'attuale situazione politica USA.

Il Partito Repubblicano è stato completamente distrutto da 8 anni di amministrazione Bush. E non sto parlando tanto dei risultati delle elezioni o dei sondaggi, sto parlando delle certezze su cui si basava quel partito. Hanno trovato la forza di vincere le elezioni di Midterm e di mettere, a tratti, il Congresso in posizione sfavorevole per Obama. Ma quelle sono situazioni del tutto diverse da un'elezione presidenziale. Perchè adesso i repubblicani sono costretti a scegliere una figura precisa. Si vota il presidente....

I repubblicani hanno il terrore di un Bush 2, e quell'idiota di Trump ne ha tutta l'aria. Hanno paura di un Bush 2, sia per motivi pratici(il paese andrebbe definitivamente in malora), sia per motivi politici, il GOP non si rialzerebbe mai più da un'altra amministrazione in linea con quella cataclismatica dell'alcolizzato Bush.

Conosco diversi repubblicani. Quelli che odiano Trump(e sono una bella fetta) non si limiteranno ad astenersi, ma i più voteranno la Clinton se necessario. Preferiscono di gran lunga altri 4 anni di amministrazione Democratica, pur di non far salire alla Casa Bianca un mafioso che se va bene, farebbe la fine di Nixon, fatto fuori da qualche scandalo. Già adesso Trump è sotto processo, figuriamoci quanto ci metterebbe a finire in Stato d'Accusa una volta diventato presidente...

Da come scrivi pare che Bush jr sia capitato tra i piedi dell'establishment repubblicano come una mina vagante.
Situazione abbastanza improbabile visto che proviene, come il fratello immediatamente trombato nelle attuali primarie, da un clan che, al pari dei Clinton, ha fatto del partito una cosa quasi completamente propria.
Noir7913 Maggio 2016, 15:52 #9
"Tutte queste gerarchie verrebbero basate sui contenuti pubblicati da 10 siti di informazione, ovvero: BBC News, CNN, Fox News, The Guardian, NBC News, The New York Times, USA Today, The Wall Street Journal, Washington Post, Yahoo News o Yahoo."

Quindi quasi tutti (tranne Fox) gruppi di sinistra. Alla faccia dell'imparzialitá!!
Phantom II13 Maggio 2016, 15:54 #10
Originariamente inviato da: pingalep
che equivale a dire che mettere una sarah palin al governo metterebbe incertezza sulla solidità delle scelte economico-politiche americane, garantendo meno gli interessi dei big investors, come di tutti gli altri.

trump con le cose che dice sembra messo lì dai democratici, e dopo 8 anni di obama che i repubblicani abbiano tirato fuori solo questo la dice lunga sulla solidità della destra americana...un po' come la nostra al momento direi.

vedremo, un trump+tea party a gestire la diplomazia e gli interessi americani all'estero non ce lo vedo.

Il punto è che i "grandi investitori" non stanno sul piano di tutti gli altri (nella fattispecie quel che resta della "working class" bianca e la classe media - sempre bianca - impoverita che hanno consentito l'ascesa di Trump).

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