Facebook, ex responsabile inserzioni politiche: 'Guadagna manipolando la gente'

Facebook, ex responsabile inserzioni politiche: 'Guadagna manipolando la gente'

Yael Eisenstat, che in passato è stata responsabile della divisione di Facebook che controlla le inserzioni politiche, ha scritto sul Washington Post un articolo carico di accuse riguardo alle pratiche della società di Mark Zuckerberg relative alla politica

di pubblicata il , alle 08:21 nel canale Web
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Yael Eisenstat si è occupata della divisione che supervisiona le inserzioni politiche in seno a Facebook, ma è stata anche funzionaria della CIA e consigliere della Casa Bianca. Ha scritto un articolo sul Washington Post che sta facendo il giro della rete perché getta benzina sul fuoco sul caso delle inserzioni politiche in grado di manipolare gli elettori. In vista delle future elezioni presidenziali negli Stati Uniti, e in seguito allo scandalo Cambridge Analytica il fenomeno è sotto attenta osservazione e al centro del dibattito pubblico.

"Anche se la società sta continuando a lavorare su come gestire i contenuti politici in vista delle elezioni presidenziali, è chiaro che modifiche marginali al sistema pubblicitario non risolveranno i problemi più gravi" scrive Eisenstat. "Il vero problema è che parte dei profitti di Facebook dipende dall'amplificazione di falsità e dalla vendita di pericolosi strumenti di targeting che consentono agli agenti politici di portare avanti un tipo di guerra basata sulle informazioni a un livello molto diverso dal passato".

Facebook

"Il suo modello di business sfrutta i nostri dati per consentire agli inserzionisti di inoltrare oro messaggi pubblicitari specifici in base al tipo di target, mostrando a ciascuno di noi una versione diversa della realtà e manipolandoci con inserzioni iper-personalizzate" continua Eisenstat. "Fino a quando Facebook privilegerà il profitto al controllo della veridicità delle notizie non potrà evitare di danneggiare le democrazie".

"Quando ho iniziato a lavorare per Facebook, ho approfondito la questione della disinformazione nella pubblicità politica. All'interno di una piattaforma interna, ho chiesto ai team che lavoravano sulla pubblicità politica se avremmo dovuto implementare per le inserzioni politiche gli stessi strumenti che usavamo per affrontare la disinformazione in pagine e post organici. Non mi era chiaro perché la società applicasse politiche e strumenti diversi tra le varie aree di Facebook. La maggior parte degli utenti non distingue i contenuti organici dalle inserzioni, come ho chiaramente verificato durante un mio soggiorno in India, dove abbiamo testato i nostri prodotti per l'integrità delle inserzioni. Quindi, perché in Facebook si aspettano che gli utenti capiscano che standard diversi sono applicati a forme di contenuto diverse, visto che tutti i tipi di contenuto appaiono indiscriminatamente nei loro feed di notizie?"

"Il fatto che prendevamo denaro per indirizzare le inserzioni politiche agli utenti servendoci della grande quantità di dati che avevamo raccolto significava che le inserzioni politiche avrebbero dovuto avere un livello ancora più elevato di integrità rispetto a ciò che le persone pubblicano tra i contenuti organici. Mi sono chiesta se, associando a queste inserzioni un segno di spunta e usando l'etichetta "contenuto sponsorizzato", non trasmettessimo l'idea sbagliata che stessimo garantendo la validità del contenuto. Ho pensato che stavamo aumentando la credibilità del contenuto senza effettivamente controllarne la veridicità. La maggior parte dei miei colleghi condivideva le mie perplessità, ma qualcuno sopra di noi non la pensava allo stesso modo e mi accusò di creare confusione".

Negli ultimi giorni Twitter ha annunciato che vieterà tutti gli annunci politici sul proprio social network. Subito dopo l'annuncio, il CEO di Facebook Mark Zuckerberg è tornato a difendere la gestione delle inserzioni pubblicitarie sulla sua piattaforma. "Anche se ho considerato l'ipotesi di vietare le inserzioni pubblicitarie, alla fine delle mie considerazioni ho ritenuto che dovremmo continuare", ha detto Zuckerberg agli investitori in una conferenza a margine della pubblicazione dei risultati finanziari. "Le pubblicità possono essere molto utili soprattutto per i candidati e i gruppi di difesa che i media non trattano in maniera esauriente".

Per la sua difesa delle unità pubblicitarie sulla politica Zuckerberg è stato attaccato da più parti e ha dovuto affrontare un'udienza al Congresso dove la giovane politica americana Alexandria Ocasio Cortez ha detto che “per prendere decisioni su Libra, dobbiamo scavare nel comportamento passato di Facebook riguardo al rispetto della democrazia“. Per difendersi, Zuckerberg ha rilasciato interviste su Fox News e NBC e ha tenuto un discorso pubblico alla Georgetown University per sostenere il diritto di Facebook a promuovere la "libertà di espressione".

Nel recente periodo Facebook è stata coinvolta anche nello scandalo delle unità di moderazione con i lavoratori che sarebbero sottoposti a condizioni di lavoro critiche a causa dei contenuti raccapriccianti condivisi dagli utenti.

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18 Commenti
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benderchetioffender07 Novembre 2019, 09:45 #1
Zuckerberg
"Le pubblicità possono essere molto utili soprattutto per i candidati e i gruppi di difesa che i media non trattano in maniera esauriente".


eh ggià, i (poco)noti e [U]ricchissimi[/U] candidati e gruppi di difesa, che possono farsi pubblicità sulla sua sua piattaforma, non certo come Trump (/Salveenee/Quelchel'è ) , che poverino gia viene intervistato dalle TV aggratis e quindi spende zero in pubblicità -targhettizzata, ma sopratutto manipolatrice-.. già, funziona proprio così..

a Zucchemberg, mabaffanqulo và...
Ragerino07 Novembre 2019, 10:10 #2
Facebook sarà anche un cancro, ma farsi dare lezioni sulla democrazia dalla Cortez...quella sinistra radicale americana che urla più forte per avere ragione quando non ne ha. C'è da dire che ormai il dibattito politico americano è composto da scimmie urlatrici di entrambi gli schiramenti, e generalmente ha torto marcio entrambi.
Zurlo07 Novembre 2019, 10:25 #3
Facebook e' una azienda che punta al profitto - stop. In mancanza di regole e leggi, sperare che se le dia da sola e' puerile; come sperare che un leone non ti mangi perche' tu non mangeresti lui.
La verita' e' che in questo momento l'america e' iperliberista, con un presidente inetto e una opposizione scoordinata che parla bene ma agisce poco.

La questione delle pubblicita' "politiche" e' molto delicata: mai come oggi le aziende hanno strumenti cosi' precisi per inviare pubblicita' mirate a tutti e proporgli una realta' su misura.
Fino a che punto influenzare un voto tramite informazione e' un reato? questo e' il vero problema. In teoria, si dovrebbe vietare o punire la pubblicazione del falso: questo gia' aiuterebbe ... ma come?
Ragerino07 Novembre 2019, 10:31 #4
Originariamente inviato da: Zurlo
In teoria, si dovrebbe vietare o punire la pubblicazione del falso: questo gia' aiuterebbe ... ma come?


Per bugie sono state fatte guerre e sono morte centinaia di migliaia di persone, e si vorrebbe legiferare su cosa sia vero e cosa sia falso..
Per le bugie (verificate) abbiamo la Brexit. Per le bugie e falsità abbiamo avuto l'invasione del 2003 dell'Iraq con la conseguente destabilizzazione di tutto il medio oriente, ISIS e compagnia bella.

I governi ci campano con le bugie, specie quello americano. Ogni amministrazione vorrebbe piegare le grosse compagnie al proprio volere.
Gio2207 Novembre 2019, 10:41 #5
Mi sono preso più volte del complottista dai soliti u(fe)tenti ogni volta che ho scritto di strani intrecci fra il governo USA e queste grandi multinazionali ,che ufficialmente sono gestite da privati, che nel paese a stelle e striscie si originano.
Intrecci che farebbero pensare a uno stato organizzato in maniera fortemente corporativista (niente male per chi si vanta di aver combattuto il fascimo ...hanno imparato bene la lezione)

Ora rileggiamo le prime 2 righe dell'articolo:

[SIZE="6"]Yael Eisenstat si è occupata della divisione che supervisiona le inserzioni politiche in seno a Facebook, [U]ma è stata anche funzionaria della CIA e consigliere della Casa Bianca[/U]. [/SIZE]


Ovviamente si tratterà della solita casualità per quelli che mi davano del gombloddista eh eh (...) ma trovo curioso che chi diriga un social cosi importante,tanto che ormai agisce in regime di monopolio in tutto l'occidente (fateci caso non esiste un concorrente tedesco o francese di FB ,eppure potrebbero benissimo crearselo...non fa pensare a niente questo?) sia qualcuno che è legato a un'agenzia cosi fondamentale per lo stato americano.
E poi ricordiamo cosa è in soldoni FB,un social che da la possibilità a queste stesse agenzie di spionaggio americane di schedare tutta la popolazione occidentale,e in parte mondiale (ecco perché i russi si sono creati VK o GAB e i cinesi il loro social network).
Un database contenente i dati di cittadini stranieri che gli stati della terra si sognano di notte lol . Si tratta di un vantaggio incommensurabile x gli americani, si anche sulle nazioni "alleate" .

Adesso non per pensar male ma se per assurdo contassi qualcosa nella stanza dei bottoni da cui si dirige una nazione come l'america, e va da se che il compito di chi la dirige è quello di renderla più potente di tutte le altre, ci metterei proprio una figura come Yael Eisenstat in un'azienda PRIVATA (?) come FB.
Anche perché chi ha lavorato a certi livelli nell'amministrazione di uno stato NON SMETTE MAI DI FARNE PARTE. Non c'è congedo per certi lavori.
Non è che è come quando vai a lavorare alla bosch che dopo che ti sei licenziato non ne fai più parte e rimane solo sul tuo CV.
NON ESISTE CONGEDO per certi lavori...cavoli manco i "semplici" ufficiali dell'esercito di topolinia ottengono il congedo permanente una volta finito il loro servizio,figuriamoci chi ha lavorato in certe agenzie governative cosi importanti per il funzionamento di uno stato.

Tutto il resto della notizia è pura politica interna. Qua il punto non è la notizia in se,ma ciò che dice nelle prime 2 righe. Ma tanto arriverà qualcuno a dire che quella azienda è di Zuckenberg e lo stato non può metterci becco.
Zuckenberg,la stessa persona che si è creato il social n. più diffuso al mondo partendo dal garage di casa sua, da zero (0). Da 0 come i soldi richiesti per avviare un'attività simile...
Molto credibile.
trapanator07 Novembre 2019, 10:50 #6
Originariamente inviato da: Ragerino
Facebook sarà anche un cancro, ma farsi dare lezioni sulla democrazia dalla Cortez...quella sinistra radicale americana che urla più forte per avere ragione quando non ne ha. C'è da dire che ormai il dibattito politico americano è composto da scimmie urlatrici di entrambi gli schiramenti, e generalmente ha torto marcio entrambi.


Come quella che fece il dito medio a Trump ed adesso è eletta...
Gio2207 Novembre 2019, 11:01 #7
qualcuno degli scettici a prescindere poi,dovrebbe spiegare perché nel film "jason bourne (2016)" si notano cosi tante analogie con fb in questa scena:

https://www.youtube.com/watch?v=VvfSkVDF8uE

guardatevela
pabloski07 Novembre 2019, 11:26 #8
Originariamente inviato da: Gio22
Ovviamente si tratterà della solita casualità per quelli che mi davano del gombloddista eh eh (...) ma trovo curioso che chi diriga un social cosi importante,tanto che ormai agisce in regime di monopolio in tutto l'occidente (fateci caso non esiste un concorrente tedesco o francese di FB ,eppure potrebbero benissimo crearselo...non fa pensare a niente questo?) sia qualcuno che è legato a un'agenzia cosi fondamentale per lo stato americano.


Ma il problema è la gente. Leggendo ti daranno del complottista. Loro hanno bisogno di verità certificate. Da chi? Ma dal governo, dalle elite. Il che è francamente ridicolo. Le elite non sono tanto stupide da fare la spia sui loro piani di conquista.

Fatto sta che Facebook nasce curiosamente all'indomani della chiusura del progetto Lifelog della CIA. Ma che coincidenza!

Del resto pure l'ISIS nasce qualche mese dopo il niet russo all'invasione americana della Siria. All'improvviso comprare quest'esercito onnipotente e super armato, che mette in ginocchio l'esercito iracheno nel giro di una settimana. Manco la Wehrmacht...
Ragerino07 Novembre 2019, 11:35 #9
Originariamente inviato da: pabloski

Del resto pure l'ISIS nasce qualche mese dopo il niet russo all'invasione americana della Siria. All'improvviso comprare quest'esercito onnipotente e super armato, che mette in ginocchio l'esercito iracheno nel giro di una settimana. Manco la Wehrmacht...


Isis è nato dalle ceneri dell'esercito Iracheno. Hanno fondamentalmente preso in consegna l'armamentario americano lasciato sul campo in eredità al nuovo stato Iracheno. Molti membri di spicco dell'Isis erano ex ufficiali del vecchio esercito sotto Saddam.
KappaEA07 Novembre 2019, 12:07 #10
Boh, non capisco questi articoli... è per dare coscienza a chi è ignorante in materia? alla fin fine è la stessa cosa che fà la televisione con i nostri vecchietti (cit: se lo dice la tv allora è vero!).

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