Facebook continuerà a non vietare le inserzioni politiche, anche quelle fuorvianti

Facebook continuerà a non vietare le inserzioni politiche, anche quelle fuorvianti

Il social network sostiene che il fenomeno non debba essere regolato su iniziativa delle compagnie private. Darà nuovi strumenti agli utenti per limitare la visione delle inserzioni politiche

di pubblicata il , alle 12:41 nel canale Web
Facebook
 

Facebook è stata più volte criticata per le sue posizioni riguardanti le inserzioni politiche, che lasciano sostanzialmente piena libertà ai politici di pubblicare qualsiasi cosa vogliano senza alcun riguardo per la verità. Nel tentativo di raffreddare gli animi, anche in vista delle elezioni presidenziali americane del 2020, il popolare social network sta mettendo a disposizione del pubblico nuove funzionalità che consentirà di decidere quante inserzioni politiche mostrare.

La piattaforma da un lato si occuperà di condurre il fact-checking delle inserzioni provenienti da gruppi di azione politica, ma dall'altro non eliminerà le pubblicità che contengono informazioni fuorvianti inviate nel contesto di campagne politiche. Facebook ha dichiarato che non cambierà la sua linea - e quindi i politici potranno continuare ad inserire inserzioni non veritiere - poiché ritiene che "le decisioni su inserzioni politiche non dovrebbero essere prese da società private". In altri termini secondo Facebook il fenomeno dovrebbe essere regolato a livello normativo. Una posizione che è in netta contrapposizione rispetto a quella di altre realtà della rete: Google ha vietato il targeting di inserzioni politiche lo scorso anno e Twitter nei mesi recenti ha vietato del tutto le inserzioni politiche.

Facebook decide invece di percorrere una via differente, introducendo nuovi strumenti che permetteranno agli utenti di limitare le modalità di interazione con le inserzioni politiche. La compagnia ha espanso la sua Ad Library, un archivio che mostra tutte le inserzioni attive su Facebook o Instagram, indicando quanto pubblico viene raggiunto da ciascuna inserzione.

Prossimamente Facebook introdurrà un nuovo controllo in Ad Preferences che permetterà all'utente di visualizzare un numero inferiore di inserzioni politiche e su argomenti sociali. Verrà poi resa disponibile un'opzione per prevenire che le inserzioni vengano loro erogate sulla base della Custom Audiences List, che permette il targeting del pubblico sulla base di dati demografici.

Facebook sostiene che questo approccio sia di maggior trasparenza e maggior beneficio invece che vietare del tutto le inserzioni fuorvianti, sebbene tutto ciò non fermerà i politici dallo sfruttare la piattaforma per diffondere menzogne spudorate.

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9 Commenti
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ferste10 Gennaio 2020, 12:47 #1
Tesla + Windows + Politica....nella sezione news si vuole iniziare l'anno con una caterva di interazioni! Amd\intel niente?
kamon10 Gennaio 2020, 13:09 #2
Facebook vive solo di fakenews e propaganda, se non fosse per quella spazzatura ormai non esisterebbe più.
Sputafuoco Bill10 Gennaio 2020, 13:41 #3
Giusto così, la responsabilità per gli annunci politici è del politico o del partito, poi sta all'elettore giudicare.
Sarebbe osceno se i dipendenti facebook si mettessero a stabilire e giudicare le proposte politiche.
CYRANO10 Gennaio 2020, 13:49 #4
Quanto mi piacerebbe che riaprissero la sezione politica anche qui !!!






Clmsjskkhs
Saturn10 Gennaio 2020, 14:06 #5
Originariamente inviato da: CYRANO
Quanto mi piacerebbe che riaprissero la sezione politica anche qui !!!






Clmsjskkhs


Eh...magari....
ferste10 Gennaio 2020, 14:12 #6
Originariamente inviato da: Saturn
Eh...magari....


Non ne sono certo, ai tempi era sfuggita di mano...e c'era una squadraccia di moderatori con i controcoioni.

Oggi temo non sarebbe gestibile.
kamon10 Gennaio 2020, 15:27 #7
Originariamente inviato da: CYRANO
Quanto mi piacerebbe che riaprissero la sezione politica anche qui !!!






Clmsjskkhs


Quì non siamo capaci di leggere un articolo senza che i soliti si mettano ad insultare tutta la redazione per eventuali o presunti errori o imprecisioni, figuriamoci se ci fosse una sezione in cui discutere di politica, sarebbe solo fonte di flame.

Originariamente inviato da: Sputafuoco Bill
Giusto così, la responsabilità per gli annunci politici è del politico o del partito, poi sta all'elettore giudicare.
Sarebbe osceno se i dipendenti facebook si mettessero a stabilire e giudicare le proposte politiche.


Certo i primi a doverci mettere mano dovrebbero essere i legislatori (cosa che non faranno mai essendo che spesso i suddetti sono stati eletti grazie a queste fakenews), delegare questo ruolo alle società private è preoccupante... Ma per come la vedo io, se loro passano continuamente notizie palesemente false, l'utente non può sempre essere in grado di vagliarle tutte, mentre il gestore del sito dovrebbe assumersi la responsabilità delle falsità e delle diffamazioni che diffonde, non in casi sporadici ma almeno quando queste sono sistematiche, un po come chiederemmo ad un supermercato di assumersi la responsabilità di aver venduto per anni prodotti avariati, anche se questi erano a marchio pincopallino.
lemming10 Gennaio 2020, 16:57 #8
Le notizie false sono sempre esistite.
Una volta uno ti raccontava una vicenda falsa e poi tu raccontavi questa, anche in buona fede, ad un altro e col passa parola la "notizia" circolava. Le famose malelingue.

E' reato è la diffamazione, i procurati allarmi oppure pratiche commerciali "vessatorie", dire "balle" non è un reato.
amd-novello10 Gennaio 2020, 20:19 #9
Originariamente inviato da: Sputafuoco Bill
Giusto così, la responsabilità per gli annunci politici è del politico o del partito, poi sta all'elettore giudicare.
Sarebbe osceno se i dipendenti facebook si mettessero a stabilire e giudicare le proposte politiche.


sottoscrivo. ipotesi orripilante.
"moderatori" sul web quando in tv i più grandi giornalisti che hanno guadagnato molto rispetto fanno i partigiani tanto quanto un signor nessuno su un blogghe.

ridicoli quando denigrano il web sentendosi superiori.
vedasi tutto il capitolo fake news tanto presenti su carta stampata/tv quanto sui social.

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