Facebook abbandona Microsoft su Graph Search

Facebook abbandona Microsoft su Graph Search

Il motore di ricerche semantico di Facebook, Graph Search, non mostrerà più risultati di Bing. Ma non si tratta di un addio fra le due società

di Nino Grasso pubblicata il , alle 15:01 nel canale Web
Microsoft
 

Nel 2007 Microsoft investiva 240 milioni di dollari su Facebook, acquistandone l'1,6%. Tale operazione faceva crescere il valore della società di Zuckerberg ad una cifra di 15 miliardi di dollari, senza alcun senso all'epoca per molti. Gli scettici si sono indubbiamente ricreduti con il passare del tempo, con Facebook che ad oggi, dopo solo alcuni anni, vale più di 200 miliardi di dollari.

L'investimento su Facebook è stato il più redditizio attuato dalla Microsoft dei tempi di Steve Ballmer. Microsoft ha venduto alcune delle azioni di Facebook nel 2012 e in giugno 2014, ma dispone ancora di una piccola parte del gigante del web alla base del celebre social network. Ma questo non vuol dire che Zuckerberg deve qualcosa al colosso di Redmond: Facebook ha infatti confermato di aver rimosso Bing dai risultati di Graph Search.

L'uso di Bing su Facebook era dovuto ad un accordo intrapreso fra le società nel 2007, rinnovato in un secondo momento nel 2010. Si tratta di una novità di cui molti utenti non si sono probabilmente nemmeno accorti, ma che influenzerà notevolmente le quote di mercato del motore di ricerca di Microsoft(attualmente secondo negli Stati Uniti con il 20%), dopo aver subito alcuni scossoni per via del recente passaggio al nuovo redesign del portale.

L'abbandono di Bing su Facebook si traduce con la volontà di Zuckerberg di slegarsi definitivamente da Microsoft? Naturalmente non c'è niente di ufficiale, ma un portavoce della società di Redmond assicura che gli accordi fra le due parti verranno sfruttati in "altre aree" non meglio specificate. La novità arriva in un momento in cui Facebook si vuole schierare in prima linea nel campo delle ricerche, sfruttando il database dei contenuti immessi dagli stessi utenti.

Da pochi giorni, e solo per gli utenti americani, Facebook consente di cercare non solo persone o pagine, ma anche all'interno dei contenuti dei post pubblicati dagli "amici". Ovviamente Zuckerberg non vuole porsi in diretta concorrenza con Google nel settore che quest'ultima domina da anni tuttavia, considerata l'importanza del social network per i siti editoriali, la feature potrebbe ben presto portare non pochi fastidi in quel di Mountain View.

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