Europei sempre più diffidenti verso la tecnologia USA: oltre la metà vorrebbe la sovranità digitale
Un'indagine di Proton ha evidenziato una crescente diffidenza degli europei verso le aziende tecnologiche statunitensi. Privacy, sicurezza dei dati e indipendenza digitale influenzano sempre di più l'orientamento d'acquisto
di Vittorio Rienzo pubblicata il 24 Giugno 2026, alle 17:55 nel canale WebSecondo un recente sondaggio di Proton, società svizzera specializzata in servizi digitali focalizzati sulla privacy, la fiducia degli utenti europei verso le tecnologie statunitensi sarebbe in calo. La ricerca si avvale di un campione piuttosto limitato, ma non per questo meno interessante. Sono stati coinvolti 3.000 cittadini presi da Gran Bretagna, Germania e Francia.
Secondo l'indagine, il 45% degli intervistati sarebbe più propenso a evitare prodotti e servizi che affidano i dati degli utenti ad aziende statunitensi. Alla base di questa posizione emergono soprattutto le preoccupazioni legate alla protezione dei dati personali e alla sicurezza delle informazioni.
Lo studio arriva in un contesto in cui oltre il 74% delle aziende europee utilizza ancora prodotti e servizi di società americane come Microsoft e Google. Nonostante questa ampia diffusione, i consumatori sembrano prestare sempre maggiore attenzione alla provenienza delle tecnologie impiegate dalle aziende, in particolare per quanto riguarda posta elettronica, archiviazione cloud, applicazioni di messaggistica e social network.

L'indagine evidenzia inoltre un crescente interesse verso la sovranità digitale europea. Il 65% degli intervistati ritiene infatti che le aziende del continente dovrebbero privilegiare tecnologie sviluppate in Europa. La richiesta appare più marcata nel segmento delle piccole e medie imprese: il 66% considera importante che le PMI europee adottino prodotti e servizi tecnologici locali anziché affidarsi a soluzioni statunitensi.
L'origine delle tecnologie utilizzate sembra avere un peso concreto anche nelle decisioni commerciali. L'80% dei partecipanti al sondaggio ha dichiarato che la presenza di prodotti e servizi tecnologici europei influisce almeno in parte sulla scelta di fare affari con un'azienda.

Rispetto all'anno precedente, inoltre, il 56% degli intervistati attribuisce oggi una maggiore importanza all'utilizzo di infrastrutture tecnologiche europee. Secondo molti osservatori, il cambiamento è legato alle tensioni geopolitiche degli ultimi anni, ai dibattiti sulla privacy e alla crescente attenzione verso la dipendenza dell'Europa dai fornitori tecnologici extraeuropei.
I risultati dello studio mostrano quindi un interesse crescente verso eventuali servizi digitali sviluppati in Europa, soprattutto negli ambiti in cui gli utenti considerano essenziali la riservatezza delle comunicazioni e il controllo delle informazioni personali.










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27 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoSolo una manica di imbecilli può parlare di sovranità digitale facendosi produrre i chips da TSMC o proporre addirittura proporsi come player di servizi basando il tutto su infrastrutture proprietarie ma con hardware e OS USA.
Forse è il caso di cominciare a capire che l'essere vassalli non è questione di "volontà popolare" ma una questione puramente tecnica.
Inutile che tirate in ballo ASML, l'azienda non all'europarlamento.
Mi ricordo quando Gasparri firmò per digitalizzare il Parlamento con Microsoft Office.. eravamo nel 2000/1. Indignazione generale a livello accademico, ma a parte questo che fare, c'erano alternative autarchiche ? no.
Adesso vedo sui PC dei senatori e ministri dei gran Imac .. beh forse l'eterodossia dell'hardware e del software ci porterà a liberarci .. però voglio vedere chi gestisce il cloud a sto punto.
siamo noi ? è software libero ? siamo sovrani sui nostri dati ? resterà un software laico o prima o poi creerà impedimenti all'accesso ?
no, no, no, no.. la risposta è sempre no o boh.
Ma stiamo scherzando?
La tecnologia americana opera nel pieno rispetto delle regole e non lede assolutamente la privacy di nessuno, piuttosto è l'oriente che...Era ironico? Vatti a leggere che dice il cloud act americano e ne riparliamo.
Mi ricordo quando Gasparri firmò per digitalizzare il Parlamento con Microsoft Office[/COLOR][/B].. eravamo nel 2000/1. Indignazione generale a livello accademico, ma a parte questo che fare, c'erano alternative autarchiche ? no.
Adesso vedo sui PC dei senatori e ministri dei gran Imac .. beh forse l'eterodossia dell'hardware e del software ci porterà a liberarci .. però voglio vedere chi gestisce il cloud a sto punto.
siamo noi ? è software libero ? siamo sovrani sui nostri dati ? resterà un software laico o prima o poi creerà impedimenti all'accesso ?
no, no, no, no.. la risposta è sempre no o boh.
Per iniziare solo a paralre di sovranità digitale serve un grande costruttore di Chips ad alte prestazioni ( non solo microcontrollers come facciamo ora ) con PP competitivo nel mercato. Tutto il resto sta più a valle.
Altro che Office !
Se guardiamo a chi sta portando avanti l'AI negli USA, scopriamo che per la maggior parte è gente che ha fatto soldi con i primi e-commerce e i social networks. Noi siamo arrivati minimo 10 anni dopo gli USA, quando ormai in USA c'erano colossi tali che erano difficili da abbattere.
Potemmo applicare il metodo cinese di bloccare i servizi stranieri, ma già mi immagino le orde di anti-europeisti al grido di comunisti che vogliono imporre la censura.
Se guardiamo a chi sta portando avanti l'AI negli USA, scopriamo che per la maggior parte è gente che ha fatto soldi con i primi e-commerce e i social networks. Noi siamo arrivati minimo 10 anni dopo gli USA, quando ormai in USA c'erano colossi tali che erano difficili da abbattere.
Potemmo applicare il metodo cinese di bloccare i servizi stranieri, ma già mi immagino le orde di anti-europeisti al grido di comunisti che vogliono imporre la censura.
Magari fosse quello... In verità ci sarebbe un orda di gente, magari la stessa che vorrebbe la sovranità digitale UE, che inizierebbe a strapparsi i capelli perchè non possono più usare liberamente Netflix, postare i loro selfie su Instagram e Faccialibro, usare WA o chiedere all'AI la ricetta del giorno!
Il problema storico ed attuale dell'Europa nei confronti dell'industria IT è la cronica mancanza di capitali sufficienti per consolidare ed espandere le sua posizione nel continente. ASML è l'eccezione che conferma la regola e per tale gli USA stanno tentando in tutti i modi di controllarla.
La sovranità digitale europea l'abbiamo persa più di 25 anni fa quando non esisteva nemmeno questa espressione, nonostante la formazione e la ricerca accademica siano di livello eccellente.
Senza un piano politico/economico comune che favorisca il capitale privato e la costruzione di impianti e centri di ricerca con agevolazioni mirate per un progetto comune, non si va da nessuna parte. Altro che Chips Act 2.0!!
OVVIAMENTE !!!
Il punto è che ci martellano quotidianamente sul fatto che tutto quello che NON è occidente (e legato agli USA) è il male.
Dittature, tirannie sparse per il mondo pronte a conquistarci, depredarci e sottometterci.
...proprio quello che abbiamo fatto noi per secoli!!!
Per iniziare solo a paralre di sovranità digitale serve un grande costruttore di Chips ad alte prestazioni ( non solo microcontrollers come facciamo ora ) con PP competitivo nel mercato. Tutto il resto sta più a valle.
Altro che Office !
La Cina non aveva ed in parte non ha produttori e capacità produttiva per chip ad alte prestazioni, eppure mi sembra che la direzione sia quella.
SEnza una volontà politica reale che spinge verso la creazione dell'ecosistema
non avremo mai ne sovrannità hardware ne software. Ed è inutile giraarci attorno, se togli introiti ad un player ( intel-amd-nvidia ecc) per canalizzarli verso un player interno oltre ad accellerare la crescita e lo sviluppo del player interno rallenti lo sviluppo di quello esterno. Facile dire non c'è alternativa quando anche sistemi a 16/14 nm sono sufficienti a creare una base solida e sviluppare una roadmap futura accettabile ed efficace
SEnza una volontà politica reale che spinge verso la creazione dell'ecosistema
non avremo mai ne sovrannità hardware ne software. Ed è inutile giraarci attorno, se togli introiti ad un player ( intel-amd-nvidia ecc) per canalizzarli verso un player interno oltre ad accellerare la crescita e lo sviluppo del player interno rallenti lo sviluppo di quello esterno. Facile dire non c'è alternativa quando anche sistemi a 16/14 nm sono sufficienti a creare una base solida e sviluppare una roadmap futura accettabile ed efficace
Ma l'Europa li ha? Oltre ad ARM, che licenzia architetture ed istruzioni RISC, c'è mai stato il contraltare europeo ad x86? C'è un processo produttivo made in UE? Mi pare di no...
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