Elon Musk rinuncia al fotovoltaico per le turbine a gas che alimentano la sua intelligenza artificiale
Elon Musk ha progressivamente accantonato l'ideale di un'economia basata sul solare terrestre. Oggi la sua compagnia xAI utilizza 62 turbine a metano per alimentare i supercomputer di Grok, un chatbot in forte calo di utenti. Le eccedenze di calcolo sono state affittate ad Anthropic per finanziare i piani azionari di SpaceX
di Francesco Messina pubblicata il 26 Maggio 2026, alle 08:41 nel canale WebNel 2017 Elon Musk sosteneva fermamente davanti alla National Governors Association che un piccolo lembo di deserto nel Nevada sarebbe bastato a coprire l'intero fabbisogno elettrico degli Stati Uniti. L'obiettivo storico di Tesla, sancito fin dal primo Master Plan del 2006, era accelerare la transizione globale verso un'economia elettrica e solare, eliminando la dipendenza dai combustibili fossili.
Tuttavia, le recenti strategie industriali del magnate mostrano un netto cambio di rotta, guidato dalla frenetica corsa all'intelligenza artificiale. Nel 2026, la sussidiaria xAI opera infatti attraverso 62 turbine a gas metano prive di autorizzazione definitiva tra il Tennessee e il Mississippi. Questi impianti servono ad alimentare il supercomputer Colossus, adibito all'addestramento dell'assistente virtuale Grok.
Secondo i dati relativi ai permessi ambientali, queste strutture potrebbero emettere oltre 6 milioni di tonnellate di gas serra all'anno. A rendere più controversa la situazione è l'andamento commerciale del software: Grok ha registrato un crollo del 60% nei download, scivolando al quinto posto nelle classifiche globali.

Elon Musk cambia strategia: ulteriori dettagli sul dietrofront
A fronte di una capacità di calcolo largamente inutilizzata, Musk ha siglato un accordo da 1,25 miliardi di dollari al mese per affittare i server ad Anthropic, un'azienda che fino a pochi mesi prima aveva pubblicamente definito ostile alla civiltà occidentale.
Questa mossa finanziaria, dal valore stimato di 40 miliardi di dollari fino al 2029, appare strettamente legata alla documentazione per l'imminente quotazione in borsa di SpaceX, che punta a una valutazione record tra 1,75 e 2 mila miliardi di dollari.
Proprio all'interno del prospetto informativo per l'IPO è emersa la nuova "rotta" energetica di Musk: il solare spaziale. SpaceX intende lanciare una costellazione di un milione di satelliti per creare data center orbitali, sostenendo che l'illuminazione continua garantisca un'efficienza cinque volte superiore.
Questa nuova visione sposta l'asse dell'interesse economico dai pannelli terrestri ai lanci del vettore Starship, trasformando le necessità di finanziamento azionario in una nuova urgenza tecnologica.








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5 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoBene le turbine a gas, ancora meglio il nucleare.
Torna a drogarti
Inadeguata sarà questa tecnologia sprecona
Male tutti e due. Considerato che il rapporto fra investimenti e profitto dell'IA è di 3:1...
Aumentiamo ancora i costi, in modo che la bolla faccia un bel botto.
Link ad immagine (click per visualizzarla)
Bene le turbine a gas, ancora meglio il nucleare.
Tutti gli AI bro hanno cercato per prima cosa di agganciarsi alle infrastrutture elettriche esistenti dove era più conveniente fare contratti di fornitura elettrica, poi hanno cominciato a costruire nuovi datacenter dove c'erano piü sgravi fiscali e meno regole che li intralciassero.
Guardacaso i datacenter di xAI sono tra i più inefficienti ed inquinanti in tal senso, visto che per non andare KO dipendono da un fottio di generatori turbogas "trasportabili"/"non permanenti" che a parità di potenza elettrica generata emettono più sostanze inquinanti di quelli "da centrale" , consumano più gas e producono un maggiore inquinamento acustico.
(i generatori "non permanenti" hanno deroghe su emissioni ecc perché si suppone siano utilizzati in condizioni di emergenza, non 365/24/7 come invece succede li).
Anni fa era stato fatto uno studio ed il risultato era che i posti migliori per i nuovi datacenter erano a ridosso del Canada (molte risorse idroelettriche, clima più freddo che semplificava il raffreddamento), ma poi gli stati tipo Texas, Luisiana, ecc. si sino messi a dare sgravi del 30% o più sui costi di costruzione ed altre facilitazioni ed ha vinto l'inefficienza.
Questo ci è o ci fa?
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