Elon Musk (di nuovo) contro OpenAI: in tribunale per fermare la trasformazione a scopo di lucro
L'imprenditore sudafricano riaccende la diatriba legale contro OpenAI: la trasformazione in società a scopo di lucro è un tradimento della missione originaria e degli accordi di finanziamento
di Andrea Bai pubblicata il 03 Dicembre 2024, alle 09:41 nel canale WebOpenAIxAI
Elon Musk ha avviato un'azione legale contro OpenAI e il suo CEO Sam Altman, presentando una denuncia presso la Corte Superiore di San Francisco: al centro del contenzioso c'è la trasformazione di OpenAI da organizzazione no-profit a società a scopo di lucro, una mossa che secondo Musk violerebbe non solo i principi fondamentali dell'azienda, ma anche gli accordi sotto i quali lo stesso Musk ha conferito 44 milioni di dollari in "donazioni" dal 2016 al 2020. L'imprenditore sudafricano chiede al tribunale che la trasformazione venga fermata.

Sam Altman, CEO di OpenAI
La denuncia si concentra sulla presunta violazione del contratto di fondazione di OpenAI del 2015, quando l'organizzazione nacque come ente no-profit dedicato allo sviluppo dell'intelligenza artificiale a beneficio dell'umanità. Musk, che è stato tra i co-fondatori dell'azienda, sostiene che la conversione in società for-profit rappresenti un tradimento della missione originale.
L'imprenditore argomenta che la partnership esclusiva con Microsoft, del valore di miliardi di dollari, abbia effettivamente trasformato OpenAI in una sussidiaria de facto del colosso tecnologico. Questa situazione, secondo Musk, contrasta nettamente con gli obiettivi iniziali dell'organizzazione di sviluppare l'IA in modo aperto e trasparente per il bene comune.

Le motivazioni che Musk adduce in questa nuova azione legale sono di fatto le stesse di un altro contenzioso che era stato avviato negli scorsi mesi e poi ritirato. C'è però ulteriore carne al fuoco: gli avvocati che rappresentano l'imprenditore sudafricano sostengono che OpenAI stia scoraggiando attivamente gli investitori dal finanziare aziende concorrenti, inclusa xAI, la società di intelligenza artificiale dello stesso Musk. Non solo: ad OpenAI viene inoltre contestato lo sfruttamento improprio di informazioni sensibili ottenute tramite i legami con Microsoft. La denuncia cita, oltre ad Altman, anche il presidente di OpenAI Greg Brockman, Dee Templeton di Microsoft e il co-fondatore di LinkedIn Reid Hoffman come imputati.
Al momento, OpenAI non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alla causa legale. La società continua a sostenere che la sua trasformazione in ente for-profit sia necessaria per garantire le risorse necessarie allo sviluppo responsabile dell'IA, mantenendo al contempo la sua missione originale di beneficio per l'umanità.










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4 Commenti
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Esatto.. sono bidoni elettrici.Il fatto che si stia trasformando il WEB e in generale l'informatica siano ormai diventati un puttanaio a scopo di lucro è secondo me palese e uno dei motivi per cui ormai qualsiasi piattaforma è piena della peggior immondizia solo a scopo di fare qualche click in più.
Fosse per me vieterei per leggere la monetizzazione delle piattaforme web specialmente quelle di streaming in modo che chi vuole fare il "creator" lo faccia perché veramente ha passione e non per guadagnarci così com'era all'origine.
mi sfugge..
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