Dopo Microsoft, Meta, Google e Amazon, licenziamenti anche per Spotify
Spotify segue le altre compagnie tecnologiche che hanno annunciato licenziamenti nell'ultimo periodo: rinuncia a circa il 6% della sua forza lavoro
di Rosario Grasso pubblicata il 23 Gennaio 2023, alle 14:49 nel canale WebSpotify
Spotify ha confermato le notizie che si sono diffuse nel fine settimana, annunciando il licenziamento di circa il 6% della sua forza lavoro. Già a ottobre aveva provveduto al licenziamento di 38 dipendenti nei reparti Gimlet Media e Parcast. Dawn Ostroff, chief content and advertising business officer, sarà tra coloro i quali lasceranno l'azienda, mentre Alex Norström, attualmente chief freemium business officer, e Gustav Söderström, ora chief research & development officer, verranno promossi a co-presidenti dell'azienda, come si può leggere qui.
Le azioni sono aumentate del 3,9% nelle prime contrattazioni alle 7:15 a New York con il titolo che aveva perso il 58% del suo valore dalla fine del 2021. Gli investimenti che sono partiti dal 2019 sul podcasting hanno messo a dura prova le finanze di Spotify. Oltre un miliardo di dollari è stato speso nell'acquisizione di network di podcast, di un software per la creazione e gestione di podcast, di un servizio di hosting e nei diritti di alcuni programmi popolari come The Joe Rogan Experience e Armchair Expert.
Le azioni hanno cominciato a perdere valore lo scorso anno dopo che gli investitori si sono chiesti quando avrebbero iniziato a vedere i ricavi rispetto agli investimenti fatti. I dirigenti di Spotify hanno dichiarato a giugno che sarebbero serviti almeno uno o due anni perché l'attività di podcast potesse diventare redditizia.
Il gigante dello streaming musicale ha circa 9.800 dipendenti, secondo il rapporto sugli utili del terzo trimestre. I licenziamenti che ha deciso, inoltre, seguono scelte molto simili compiute nel recente periodo da altri giganti della tecnologia come Microsoft, Meta e Amazon. Le aziende tecnologiche hanno aumentato il loro organico durante la pandemia, ma successivamente sono state costrette a ridurre il personale in risposta alla diminuzione delle entrate pubblicitarie e alle incerte prospettive economiche. Anche Google ha annunciato che licenzierà 12 mila persone, più del 6% della sua forza lavoro.










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8 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoLe vacche grasse sono finite....
[SIZE="4"]Il problema non é che facciano i loro comodi, il problema é che fanno i moralisti.
E spesso suggeriscono come dovremmo vivere noi per il bene dell'umanità, vedi Bill Gates.[/SIZE]
Prima o poi ci si deve fermare, e nel caso capiti "qualcosa" come è appunto capitato negli ultimi 2-3 anni, tra pandemia-crisi-guerra, la gente "comune" poco a poco sceglie di limitare le spese extra per poter pagare cibo e bollette, e di conseguenza tutti quei dipendenti di cui avevi bisogno prima diventano troppi e inutili.
Dall altro lato poi ci sono i ricchi sempre piu ricchi xche il mercato degli yatch di superlusso in continuo aumento così come la vendita di Ferrari che continua ad aumentare.
Ma sicuramente non è gente che si abbona a spotify
È tutto qui, ne più ne meno, con i tassi così alti nessuno investe o chiede finanziamenti, perciò tagliano quello che possono per recuperare liquidità in attesa di momenti migliori per riprendere ad investire.
La cosa "divertente" sarà quando(e di questo ne sono convinto) la cosa sfuggirà di mano stille 2008 e la crisi, da finanziaria, diventerà economica.
Le notizie di oggi in confronto sembreranno delle barzellette.
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