Donald Trump avverte/minaccia Google, giocando d'anticipo sulle Presidenziali 2020

Donald Trump avverte/minaccia Google, giocando d'anticipo sulle Presidenziali 2020

I big della tecnologia sono ormai elementi importantissimi nella vita politica e in campagna elettorale, in quanto possono essere determinanti per l'elettorato al fine di formarsi una propria idea e decidere per chi votare. Donald Trump, ieri, ha mandato un segnale chiaro a Google, rivangando anche il passato

di pubblicata il , alle 11:21 nel canale Web
Google
 

“WE ARE WATCHING GOOGLE VERY CLOSELY!”
("Stiamo tenendo d'occhio Google molto attentamente!")

Donald Trump

Iniziamo con la citazione diretta, che ci serve anche per spiegare quell' "avverte/minaccia" nel titolo che potrebbe sembrare azzardato. Ognuno può leggerci quello che vuole in quelle sei parole estrapolate da un tweet di Donald Trump di ieri, dipende se si sceglie la buonafede o il sospetto. Da dove parte il tutto, e perché Google è finita sotto la speciale lente del tycoon?

Donald Trump, ultimamente, sta mandando messaggi più o meno chiari ai big della Silicon Valley e non solo, temendo condizionamenti dell'elettorato ai suoi danni. Ieri mattina ha nuovamente puntato il dito contro Google in nome di un ipotetico pregiudizio anti-conservatore, ipotizzando anche l'esistenza di una cospirazione nella società per "sovvertire illegalmente le Presidenziali 2020" (ipotesi seccamente negata da Google).

Il recente incontro fra Trump e Sundar Pichai, CEO di Google, era stato ritenuto dallo stesso presidente un successo, avendo ricevuto rassicurazioni su rapporti con la Cina e sulla linea generale tenuta dal colosso dei motori di ricerca. Ma poi è tornato in scena un altro personaggio, Kevin Cernekee, ex ingegnere presso Google che da tempo afferma di essere stato licenziato in nome delle sue idee politiche fortemente conservatrici.  Ed è proprio un'intervista rilasciata da Kevin Cernekee ad essere stata rilanciata da Trump stesso, portandola come dimostrazione della fondatezza dei propri sospetti.

"Le dichiarazioni rese da questo ex dipendente scontento sono assolutamente false", ha affermato un portavoce di Google in una dichiarazione, aggiungendo che Cernekee è stato licenziato per aver scaricato informazioni riservate. “Facciamo di tutto per proporre risultati senza tenere conto delle tendenze politiche. La distorsione dei risultati a fini politici danneggerebbe la nostra attività e andrebbe contro la nostra missione di fornire contenuti utili a tutti i nostri utenti".

Ancora una volta, buonafede o sospetto? Kevin Cernekee è al centro del dibattito USA in quanto si è fatto promotore di una campagna per rintracciare l'aggressore di un noto giornalista politico, Richard Spencer, nazionalista bianco per sua stessa definizione e dalle posizioni fortemente antisemite. Insomma, Kevin Cernekee è uno politicamente schierato, sicuramente una pedina politica che Trump non ha mancato di schierare per mandare un messaggio chiaro a Google e mettere in allerta i "naviganti" su ipotetici indirizzi politici del colosso. Trump, già nel 2016, sollevò il sospetto che Google desse meno priorità alle notizie negative su Hillary Clinton, pur senza mezza prova.

Non sembra, ma questa notizia è per noi molto tecnologica ed è per quello che ne scriviamo su Hardware Upgrade: una volta la politica era fatta attraverso comizi e TV, con un intervistatore preparato e un politico che non poteva evitare le domande più spinose. Poco margine di errore o fraintendimento, sospetti e complottismo sicuramente limitati rispetto ad oggi.

La tecnologia, attraverso motori e social media, ha rivoluzionato anche la politica, e i politici furbi lo hanno capito benissimo.  Oggi il politico è paradossalmente molto più libero di parlare e interagire con il proprio pubblico, ma è di fatto privo di vero contraddittorio lasciando alle sensazioni delle persone il compito di formarsi un proprio parere umorale. Donald Trump, come molti, utilizza quasi esclusivamente Twitter per la propria campagna elettorale, dove tutti possono rispondere ma il politico può replicare a quello che decide lui, evitando le domande scomode.

I colossi della tecnologia vivono un momento di forte pressione a colpi di avvertimenti, sospetti, minacce, diffusione di fake news e un'infinità di contenuti sullo stesso identico tema, spesso portatrici di messaggi in contrasto fra loro. Un caos, insomma, ben lungi dall'essere risolto.

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103 Commenti
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Ginopilot07 Agosto 2019, 12:01 #1
Gli conviene riavvicinare l'amico putin
Sputafuoco Bill07 Agosto 2019, 12:02 #2
L’11 luglio 2019 c’è stato il "White House Social Media Summit", l’incontro organizzato alla Casa Bianca da Trump, che ha invitato decine di attivisti, blogger, operatori dell’informazione in generale che operano su tute le principali piattaforme web e social network, e che vengono continuamente osteggiati, censurati e bullizzati dalle grandi società tecnologiche. Hanno raccontato le loro storie, di come vengono censurati e ostacolati per motivi politici.
Non si può negare che Google, Facebook e Twitter etc.. siano di parte e che usino le loro piattaforme per scopi politici al fine di influenzare le elezioni. Cernekee è solo uno dei tanti licenziati perché non si è sottomesso al totalitarismo progressista politicamente corretto. Poche settimane fa sono state rese note le dichiarazioni si una dirigente di Google in cui afferma che si è lavorato per impedire un altro successo elettorale di Trump.
Sospensione, chiusura di pagine e rimozione della monetizzazione sono esempi noti.
Anche in Italia la censura è forte, con la sospensione di pagine facebook sia di gente comune che nota.
oatmeal07 Agosto 2019, 12:36 #3
Siamo in mano a dei mentecatti
Catastor07 Agosto 2019, 12:39 #4
Leggendo questo articolo posso pensare solo a due possibilità:

a) ignoranza inteso come non sapere;
b) malafede per questioni ideologiche.


Ci sono almeno due leak video (ma potrebbero di più dove i capi di google e i loro sottoposti in altissime posizioni dichiarano che faranno di tutto per ostacolare Trump appena eletto, mostrandone tutto il disprezzo oltre che per le elezioni del 2020.

Stessi video leak esistono per altre compagnie della silicon valley come twitter.
calabar07 Agosto 2019, 13:02 #5
Secondo me Trump ha ancora difficoltà a capire la politica, continua ad agire, perdonatemi il paragone, da "bullo" ma non capisce che così si fa solo nemici, cosa che magari gli permette di ottenere qualche risultato a breve termine ma non paga nel lungo termine.

Originariamente inviato da: Sputafuoco Bill
Cernekee è solo uno dei tanti licenziati perché non si è sottomesso al totalitarismo progressista politicamente corretto.

Google afferma che è stato licenziato per altri motivi, e se ne ha le prove beh, direi che Cernekee sta facendo la vittima per nascondere la realtà.
Esiste qualche sentenza a riguardo? Perché da quel che si legge nell'articolo abbiamo solo la sua parola contro quella della dirigenza di Google.

Originariamente inviato da: Catastor
Ci sono almeno due leak video (ma potrebbero di più dove i capi di google e i loro sottoposti in altissime posizioni dichiarano che faranno di tutto per ostacolare Trump ...

Se intendevano "tutto ciò che è lecito", beh, è semplicemente l'espressione di un pensiero politico o di un interesse di parte (per esempio se l'azienda ritiene che l'amministrazione Trump sia dannosa per il proprio business).
Se nel "tutto" è compreso l'illecito, allora si va un po' oltre, ma dubito che abbiano dichiarato qualcosa di questo tipo in pubblico.
Catastor07 Agosto 2019, 13:28 #6
Originariamente inviato da: calabar
Secondo me Trump ha ancora difficoltà a capire la politica, continua ad agire, perdonatemi il paragone, da "bullo" ma non capisce che così si fa solo nemici, cosa che magari gli permette di ottenere qualche risultato a breve termine ma non paga nel lungo termine.


Google afferma che è stato licenziato per altri motivi, e se ne ha le prove beh, direi che Cernekee sta facendo la vittima per nascondere la realtà.
Esiste qualche sentenza a riguardo? Perché da quel che si legge nell'articolo abbiamo solo la sua parola contro quella della dirigenza di Google.


Se intendevano "tutto ciò che è lecito", beh, è semplicemente l'espressione di un pensiero politico o di un interesse di parte (per esempio se l'azienda ritiene che l'amministrazione Trump sia dannosa per il proprio business).
Se nel "tutto" è compreso l'illecito, allora si va un po' oltre, ma dubito che abbiano dichiarato qualcosa di questo tipo in pubblico.


Suvvia non prendiamoci in giro nei leak dicono chiaramente che attuano misure per silenziare le idee politiche in contrasto con le loro.

Una vera e propria censura molto subdola così come quella attuata da twitter e i loro shadowban usati perfino contro candidati a governatori ovviamente conservatori negli USA.

Il problema di questi arroganti è che vorrebbero si silenziare chiunque non la pensa come loro ma non possono tirare troppo la corda perché Trump ha la coltello dalla parte del manico, non tanto perché Presidente, ma perché può far indagare il potentissimo anti-trust a riguardo e inserire i social e certe tipologie di servizi online come "public utility" e li la musica cambierebbe totalmente.

Oltretutto già ci sono indagini per intralcio alla concorrenza riguardo i big come Google, Amazon, Facebook e Apple che inglobano qualsiasi azienda tecnologica offra qualcosa di innovativo, sostanzialmente soffocando la concorrenza.

Giusto per essere chiari l'anti-trust USA già tra fine del 1800 e i primi del 1900 ha agito e rotto trust o situazioni simili che di fatto erano un monopolio-oligopolio de facto che danneggiava la concorrenza.
Ricorda che l'antitrust USA è potente e assai temuto dalle multinazionali e prima poi arriverà a imporre soluzioni drastiche per rompere lo strapotere di certe multinazionali che si credono di poter essere sopra le leggi dello stato.
Il fatto che siano arroganti anche in altri termini riguardo la censura delle idee non conformi alla loro ideologia sarà un problema secondario che si risolverà con qualche sentenza storica che li imporrà lo smembramento dei colossi.
Ginopilot07 Agosto 2019, 13:51 #7
Trump ha imparato da berlusconi, dividere ed estremizzare le situazioni, in modo che chiunque deve fare una scelta netta, senza vie di mezzo.
Siamo ormai dell'era del trash.
Piedone111307 Agosto 2019, 14:22 #8
Originariamente inviato da: Ginopilot
Trump ha imparato da berlusconi, dividere ed estremizzare le situazioni, in modo che chiunque deve fare una scelta netta, senza vie di mezzo.
Siamo ormai dell'era del trash.


Ognuno usa le armi che ha. O credi che i democratici ( e i loro finanziatori ai quali crea problemi trump ) non le abbiano usati?
Le multinazionali che trump "minaccia" sono le stesse che hanno issato i vessilli della clinton, hanno puntato esplicitamente su un cavallo pubblicizzandolo e finanziandolo, il loro cavallo ha perso e gli tocca subire. Questa è la politica, Trump lo sa ed anche i suoi obiettivi che adesso cercano di proteggersi della bordate che arrivano.
Ma nonostante le continue lamentele che trapelano in rete e contro ogni evidenza la poporalità di trump cresce, non sarà che tutto quel che sembra volere la maggioranza degli amiricani non è quello che queste multinazionali vogliono farci credere?
calabar07 Agosto 2019, 14:23 #9
Originariamente inviato da: Catastor
Suvvia non prendiamoci in giro nei leak dicono chiaramente che attuano misure per silenziare le idee politiche in contrasto con le loro.

Perdonami, ma cosa significa "i leak"? Se si tratta di voci non hanno valore, perchè possono essere facilmente diffuse da chi ha interessi di parte.
Se ci sono prove è un altro discorso, ma al momento, correggimi se sbaglio, non mi pare ci siano. Altrimenti qui si crede solo a quello che si vuole credere.

Conosco la situazione dell'Antitrust USA (studiata a suo tempo, per lo meno in ambito ICT), ma oggi, nel panorama globale, è tutto più difficile. Indebolire le aziende locali potrebbe significare aprire si le porte alla concorrenza, ma alla concorrenza esterna, e dubito sia quello che vogliono. Oggi mantenere aziende come Google in forze significa mantenere gli USA forti nell'ambito in cui queste operano.
filippo198007 Agosto 2019, 14:30 #10
Ma solo io penso che Trump che si lamenta della possibilità che le elezioni politiche possano essere influenzate da strategie di marketing (passatemi l'espressione) sviluppate on line faccia quanto meno sorridere visto cosa è successo durante le ultime elezioni americane?
Sia ben chiaro, non sto dicendo che lui ne fosse a conoscenza, ma le prove che qualcuno ha spostato consensi come voleva ci sono e, se fosse stato onesto, si sarebbe dovuto dimettere per reindire una nuova elezione IMHO

Poi che il potere dei Social Media e dei motori di ricerca che restituiscono risultati in base al numero di visite (tipo Google) è indiscusso, ma se fosse solo quello basterebbe una seria campagna d'informazione continua pubblicizzando il fatto di non basarsi solo su una fonte promuovendo, quindi, un pluralismo ad ampio spettro! My2Cents

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