Dipendenti Amazon vendono dati degli utenti e cancellano review negative: la società indaga

Dipendenti Amazon vendono dati degli utenti e cancellano review negative: la società indaga

Amazon ha aperto un'indagine per scoprire eventuali dipendenti che hanno venduto dati riservati ai commercianti di terze parti. La promessa è di "tolleranza zero" nei confronti dei casi di corruzione

di pubblicata il , alle 14:41 nel canale Web
Amazon
 

Nel mondo tecnologico non si parla spesso di corruzione, ma questo non vuol dire che non esista. Prendiamo ad esempio i leak dei prodotti non annunciati, e riflettiamo sul modo in cui foto e video di cellulari non ancora ufficiali finiscano nelle pagine dei siti web di tutto il mondo. E pare che anche Amazon debba affrontare un grave caso di corruzione fra i dipendenti: la compagnia ha infatti confermato al Wall Street Journal che sta indagando su alcuni report secondo i quali alcuni impiegati avrebbero ceduto dati degli utenti ai commercianti in cambio di tangenti.

Il fatto sarebbe avvenuto sia in Cina che negli USA, laddove alcuni mercanti avrebbero accettato il pagamento di fino a 2.000 dollari al fine di ottenere dati interni dell'azienda relativi alle preferenze degli utenti e, in alcuni casi, i commercianti hanno pagato le tangenti agli impiegati perché cancellassero recensioni negative già scritte sui prodotti in vendita. L'obiettivo ultimo è in ogni caso quello di abusare delle regole del sistema, altrimenti ignote ai commercianti, al fine di ottenere vantaggi illegalmente sulla concorrenza: conoscendo le parole chiave più utilizzate dagli utenti e le loro abitudini d'acquisto sul portale, oltre ad altri dettagli segreti.

Come può sfruttare il commerciante queste informazioni? Ad esempio riscrivendo le descrizioni dei prodotti in modo da renderle più affini con quanto ricercato dai propri clienti, oppure preparare banner pubblicitari per far sì che i prodotti relativi possano raggiungere più facilmente le posizioni più alte e più ambite nei risultati di ricerca. Amazon ha già dichiarato di aver messo in atto diversi meccanismi per evitare questo tipo di trucchi, fra cui cambiamenti nei vertici dell'azienda in Cina, in modo da contrastare i casi di corruzione in atto. Potrebbe però essere una battaglia tutta in salita, dal momento che Amazon sta aumentando i volumi di vendita proprio grazie ai commercianti di terze parti. Questi offrono diversi vantaggi alla multinazionale, che può offrire un inventario di prodotti ben più ampio e a prezzi che si mantengono fra i più competitivi del web.

Tuttavia, l'importanza di Amazon nelle vendite online ha reso sempre più popolari casi di illeciti con l'obiettivo ultimo di guadagnare visibilità sul portale di e-commerce. E, con i salari non proprio esaltanti dei dipendenti cinesi, non è difficile che questi cedano alle tentazioni dei commercianti disposti a tutto pur di avere un vantaggio commerciale sulla concorrenza. La soluzione da parte di Amazon non è quindi solo relativa all'impedimento del "leak", ma la parte più difficile sarà quella di offrire incentivi ai dipendenti perché non siano invogliati a lasciar trapelare informazioni strettamente riservati a terzi.

Per adesso Amazon ha promesso "tolleranza zero" per dipendenti e commercianti che hanno abusato dei sistemi della compagnia e delle regole del portale. Un'indagine è attualmente in corso, ma non sappiamo fin quanto riuscirà ad estirpare il problema sin dalla sua radice.

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