Data center, consumo elettrico quintuplicato in dieci anni in Irlanda: ma la rete regge?

Data center, consumo elettrico quintuplicato in dieci anni in Irlanda: ma la rete regge?

Il Central Statistics Office irlandese ha certificato che nel 2025 i data center del Paese hanno assorbito il 23% dell'elettricità nazionale, quasi quanto l'intero comparto residenziale, nonostante anni di restrizioni imposte alla rete elettrica

di pubblicata il , alle 11:01 nel canale Web
 

Il Central Statistics Office (CSO) irlandese ha certificato che nel 2025 i data center del Paese hanno consumato 7.663 GWh di elettricità, pari al 23% del consumo nazionale misurato. Il dato segna un balzo del 10% rispetto ai 6.973 GWh registrati nel 2024, mentre il resto della popolazione ha aumentato i propri consumi di appena il 2% nello stesso periodo. Le server farm irlandesi sfiorano ormai il peso del comparto residenziale, che tra abitazioni urbane e rurali si ferma intorno al 28% del totale.

Nel 2015 i data center pesavano appena il 5% sul consumo elettrico nazionale. La crescita, secondo il CSO, non si è mai fermata: su base trimestrale il consumo è passato da 291 GWh nel primo trimestre del 2015 a 1.991 GWh nell'ultimo trimestre del 2025, un incremento del 584%. Grzegorz G?aczy?ski, statistico della Divisione Clima ed Energia del CSO, ha sintetizzato così il fenomeno: il consumo dei data center è aumentato ogni singolo anno dell'ultimo decennio, senza mai una battuta d'arresto.

La Repubblica d'Irlanda conta circa 5 milioni di abitanti e ospita 89 data center, concentrati soprattutto nella Greater Dublin Area. La maggior parte, comprese le strutture più grandi, appartiene a hyperscaler come Microsoft, AWS, Google e Meta, che gestiscono infrastrutture dedicate ai propri servizi cloud e ai modelli di intelligenza artificiale. Il resto della capacità è nelle mani di operatori di colocation che affittano spazio e potenza a terzi.

Una nuova policy energetica sostituisce la vecchia moratoria sui nuovi impianti

Il boom iniziale, legato ad archiviazione cloud e social media, si è trasformato in un'impennata quando l'intelligenza artificiale generativa ha iniziato a richiedere potenza di calcolo su scala industriale. Già nel novembre 2021 la Commission for Regulation of Utilities (CRU) aveva imposto una moratoria di fatto sui nuovi allacci alla rete elettrica nell'area di Dublino, bloccando le richieste standard e obbligando gli sviluppatori a produrre energia in proprio o a trasferirsi altrove.

Nonostante il blocco, i consumi hanno continuato a salire, tanto che l'International Energy Agency aveva previsto nel 2024 che i data center avrebbero potuto arrivare a un terzo dell'elettricità nazionale entro il 2026: una proiezione che i dati diffusi dal CSO non escludono affatto. Alla fine del 2025 la CRU ha sostituito la vecchia moratoria con la nuova Large Energy Users (LEU) Connection Policy, che impone ai nuovi impianti sopra i 10 MVA di produrre in autonomia il 100% dell'energia necessaria e di coprire almeno l'80% dei consumi annuali con nuove fonti rinnovabili non sovvenzionate entro sei anni dall'avvio.

Il fenomeno non riguarda solo l'Irlanda, chiaramente. A livello globale il consumo elettrico dei data center dovrebbe crescere del 26% nel 2026, e negli Stati Uniti la diffidenza verso questi impianti è ormai diffusa: il 70% della popolazione si dichiara contrario a vederli sorgere vicino casa. Le proteste locali hanno già portato alla cancellazione di oltre 75 progetti di data center solo nel primo trimestre del 2026.

1 Commenti
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supertigrotto13 Luglio 2026, 13:29 #1
La rete ce la farà,basta togliere la corrente alla gente comune.....

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