Danimarca contro i deepfake: alle persone il copyright sulla propria immagine
La Danimarca propone una legge per contrastare i deepfake, riconoscendo il diritto d'autore su voce, volto e corpo alle singole persone. L'obiettivo è proteggere l'identità digitale dei cittadini, limitare la diffusione di contenuti falsi e responsabilizzare le piattaforme.
di Manolo De Agostini pubblicata il 30 Giugno 2025, alle 09:11 nel canale WebCome riportato dal britannico The Guardian, la Danimarca si prepara a introdurre una delle prime leggi in Europa volte a contrastare i deepfake, assegnando a ogni cittadino il diritto d'autore su corpo, voce e tratti somatici. Lo ha annunciato il ministro della Cultura Jakob Engel-Schmidt, sottolineando l'urgenza di intervenire contro le manipolazioni digitali alimentate dall'intelligenza artificiale.
La nuova proposta legislativa, sostenuta da una larga maggioranza parlamentare, prevede un emendamento alla legge sul diritto d'autore. L'obiettivo è garantire che nessuno possa diffondere senza consenso imitazioni digitali realistiche di una persona, sia in forma visiva sia audio. Il governo danese intende presentare la proposta per consultazione prima della pausa estiva, con approvazione prevista tra fine 2025 e inizio 2026.
Secondo Engel-Schmidt, il messaggio è chiaro: "Tutti hanno il diritto al proprio corpo, alla propria voce e ai propri tratti somatici, cosa che oggi non è pienamente garantita dalla legge contro l'uso dell'IA generativa".
I contenuti generati con queste tecnologie - spesso chiamati deepfake - sono capaci di creare immagini, video o audio incredibilmente realistici, facendo sembrare che qualcuno abbia detto o fatto qualcosa mai avvenuto. Tra le vittime famose di tali manipolazioni si annoverano Taylor Swift, Donald Trump e Papa Francesco.
La normativa consentirà ai cittadini di richiedere la rimozione di deepfake diffusi online senza autorizzazione e introdurrà forme di compensazione per gli interessati. Tuttavia, saranno ancora consentiti usi parodistici e satirici, anche se non è stato chiarito come verranno definite tali eccezioni.
"È giunto il momento di creare una barriera contro la disinformazione e mandare un segnale chiaro ai giganti del web", ha dichiarato il ministro. Qualora le piattaforme digitali non si adeguassero, potrebbero essere previste sanzioni più severe, eventualmente a livello comunitario. Engel-Schmidt ha espresso l'intenzione di utilizzare la futura presidenza danese del Consiglio dell'UE per promuovere queste iniziative anche presso altri Paesi membri.
La Danimarca si posiziona così tra i primi Paesi europei ad affrontare in modo sistemico il fenomeno, superando l'approccio finora concentrato soprattutto sulla pornografia deepfake. La legge proposta non prevede pene detentive, ma punta su meccanismi di responsabilizzazione e tutela civile.










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ok... a mamma e basta
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