Crittografia: il parlamento francese vota a favore di multe e reclusione per le società che non collaborano con le autorità

Crittografia: il parlamento francese vota a favore di multe e reclusione per le società che non collaborano con le autorità

In Francia viene approvato un emendamento ad una proposta di legge che prevede sanzioni di una certa entità per quelle società che non rispettano le richieste delle forze dell'ordine di aggirare la crittografia di dispositivi al centro di un'indagine

di pubblicata il , alle 15:11 nel canale Web
 

Il parlamento francese, nel contesto della riforma delle leggi per la lotta contro il terrorismo e il crimine organizzato, ha votato un emendamento che prevede sanzioni pecuniarie e un periodo di reclusione per i produttori di smartphone che non offrono assistenza alle autorità per bypassare la cifratura dei dati nel contesto di indagini legate ad attività terroristiche.

L'emendamento prevede sanzioni fino a 350 mila euro e fino a 5 anni di reclusione per quelle società che non acconsentono alle richieste delle forze dell'ordine. Le società che operano nel campo delle telecomunicazioni saranno invece soggette a multe di minore entità e ad un periodo di reclusione ridotto. Il parlamento ha respinto un altro emendamento che portava le sanzioni pecuniarie fino ad 1 milione di euro, assieme al possibile divieto alla vendita dei dispositivi delle compagnie non collaboranti.

L'emendamento fa parte di una proposta di legge che deve ancora passare la votazione dell'Assemblea Nazionale nel corso della giornata dell'8 marzo e dibattuta in Senato più avanti nel corso del mese. La Francia si trova ancora ad operare in stato d'emergenza, a seguito degli episodi avvenuti a gennaio e a novembre dello scorso anno con gli attacchi alla redazione di Charlie Hebdo e al teatro Bataclan.

La presentazione dell'emendamento, ad opera dell'opposizione di destra, avviene coincidentalmente all'indomani della presa di posizione di numerose aziende del settore IT statunitense (Twitter, Airbnb, LinkedIn, Square, Kickstarter, solo per citarne alcune) al fianco di Apple nella battaglia contro le richieste avanzate dall'FBI nel contesto delle indagini legate alla strage di San Bernardino dello scorso dicembre.

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59 Commenti
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fraussantin07 Marzo 2016, 15:30 #1
Interessante questa cosa , ma imho inutile contro il terrorismo.

In teoria un terrorista in gamba riesce a modificare il sw del suo terminale e non usa il sistema di criptografia stock.

Cmq sono favorevole.
demon7707 Marzo 2016, 15:34 #2
L'argomento sarà pure controverso, avrà anche lati negativi ma io sono d'accordo.

L'autorità DEVE poter entrare nei dispositivi ove necessario per monitorare e raccogliere informazioni in caso di sospette attività terroristiche. Esattamente come già avviene con le intercettazioni delle chiamate ecc.

Naturale che la cosa debba essere adeguatamente regolamentata.
demon7707 Marzo 2016, 15:36 #3
Originariamente inviato da: fraussantin
In teoria un terrorista in gamba riesce a modificare il sw del suo terminale e non usa il sistema di criptografia stock.


Vero.
Ma teniamo pure presente che non tutti i terroristi sono in gamba.
E comunque sia sui grandi numeri un passo falso lo fai di sicuro.
Radagast8207 Marzo 2016, 15:42 #4
assolutamente d'accordo, e spero che altri stati d'europa facciano altrettanto.
martelcris07 Marzo 2016, 15:55 #5
Originariamente inviato da: demon77
L'argomento sarà pure controverso, avrà anche lati negativi ma io sono d'accordo.

L'autorità DEVE poter entrare nei dispositivi ove necessario per monitorare e raccogliere informazioni in caso di sospette attività terroristiche. Esattamente come già avviene con le intercettazioni delle chiamate ecc.

Naturale che la cosa debba essere adeguatamente regolamentata.


Il problema è che il tool che "apre" lo smartphone aprirebbe anche quelli di tutti gli altri utenti, e, chi garantisce che resti esclusivamente in mano alla magistratura, basterebbe una fuga di dati per mettere in pericolo la privacy di milioni di persone, in mano a malintezionati non sono solo in pericolo foto e messaggi ma anche dati bancari, password dei conti correnti ecc.

Posso capire la necessità delle magistrature ma capisco anche la posizione dei vari Apple google ecc. che si trovano a mettere in pericolo la privacy dei loro clienti e soprattutto i loro affari, immagino le class action del tipo "mi hai garantito la privacy e ora dai in mano i miei dati a tizio e caio".
alexdal07 Marzo 2016, 16:04 #6
"basterebbe una fuga di dati per mettere in pericolo la privacy di milioni di persone, in mano a malintezionati non sono solo in pericolo foto e messaggi ma anche dati bancari, password dei conti correnti ecc."

Dimmi quante persone hanno criptato i loro dati:

ogni giorno rubano milioni di telefoni che finiscono nei negozietti di telefonia e aprono i telefoni per formattarli, mettere una nuova imei con etichetta falsa e lo rivendono come usato, semmai in altro paese:
semmai copiando dati se possibile.

Se la gente protegesse meglio i telefoni non ci sarebbero tutti questi furti. quasi nessuno denuncia al gestore l'imei per bloccare.

acerbo07 Marzo 2016, 16:06 #7
Originariamente inviato da: martelcris
Il problema è che il tool che "apre" lo smartphone aprirebbe anche quelli di tutti gli altri utenti, e, chi garantisce che resti esclusivamente in mano alla magistratura, basterebbe una fuga di dati per mettere in pericolo la privacy di milioni di persone, in mano a malintezionati non sono solo in pericolo foto e messaggi ma anche dati bancari, password dei conti correnti ecc.

Posso capire la necessità delle magistrature ma capisco anche la posizione dei vari Apple google ecc. che si trovano a mettere in pericolo la privacy dei loro clienti e soprattutto i loro affari, immagino le class action del tipo "mi hai garantito la privacy e ora dai in mano i miei dati a tizio e caio".


e invece se sto "tool" ce l'ha solo apple, microsoft o google a te chi ti garantisce che non possa finire in altre mani?

Se vuoi vendere i tuoi prodotti in tutto il mondo devi adeguarti alle leggi nazionali, punto, c'é poco da discutere.
cm0s07 Marzo 2016, 16:13 #8
Personalmente non sono d'accordo anche per le motivazioni indicate da @martelcris.
i governi (in generale) possono abusare dei loro poteri in tema di intercettazioni per controllare l’attività, le opinioni, la vita privata dei suoi cittadini, tutto questo è stato ampiamente dimostrato dalle rivelazioni da Edward Snowden. Per esempio, svariati leaks hanno messo alla berlina i servizi segreti americani (e non solo) riportano frequenti casi di abusi e dimostrazioni di incompetenza che sconsigliano di mettere nelle loro mani uno strumento così potenzialmente devastante.

L’opposizione alle velleità di controllo indiscriminato da parte delle autorità, però, stenta a radicarsi come una reale rivendicazione e ad assumere la dignità di un reale diritto civile. Penso che a frenare le rivendicazioni è la [U]strategia del terrore[/U], la stessa messa in campo con il Patriot Act e che ha convinto milioni di cittadini statunitensi a rinunciare alla riservatezza delle loro comunicazioni in nome della “sicurezza” promessa dalle agenzie governative. Il vero problema è che manca una regolamentazione a livello internazionale che stabilisca in maniera chiara quando e come si possono intercettare dati tramite Internet. Allo stato delle cose ognuno fa quello che vuole e a rimetterci sono i cittadini, sottoposti ad una vera e propria una forma capillare di controllo e sorveglianza
demon7707 Marzo 2016, 16:13 #9
Originariamente inviato da: martelcris
Il problema è che il tool che "apre" lo smartphone aprirebbe anche quelli di tutti gli altri utenti, e, chi garantisce che resti esclusivamente in mano alla magistratura, basterebbe una fuga di dati per mettere in pericolo la privacy di milioni di persone, in mano a malintezionati non sono solo in pericolo foto e messaggi ma anche dati bancari, password dei conti correnti ecc.

Posso capire la necessità delle magistrature ma capisco anche la posizione dei vari Apple google ecc. che si trovano a mettere in pericolo la privacy dei loro clienti e soprattutto i loro affari, immagino le class action del tipo "mi hai garantito la privacy e ora dai in mano i miei dati a tizio e caio".


Fornire la chiave di accesso alla magistratura su richiesta ufficiale non è "dare i dati a tizio e caio". Nessuno può fare azioni legali su un obbligo di legge.
Le chiavi di accesso possono essere trafugate anche ad apple o google stessa, non è che se le danno alla magistratura allora poi diventano pubbliche.

NOTA: mi rendo conto ovviamente che più persone hanno le chiavi di accesso di criptatura più facile è che queste "scappino fuori".
Non posso negare che l'intera vicenda ha i suoi rischi.. per questo ho detto che deve essere ben regolamentata.
Mparlav07 Marzo 2016, 16:23 #10
Ammesso che venga approvata dal Parlamento in via definitiva ed in questi termini, suppongo che qualche produttore coinvolto farà ricorso alla prima occasione, per "incostituzionalità" o roba del genere.
Se la giocherà fino alla fine.

In ogni caso le leggi di uno Stato sono sovrane, se un produttore non è d'accordo, è libero di non vendere direttamente lì i suoi prodotti ed affidarsi ai canali paralleli.

Il "problema" è che la Francia è il terzo mercato in Europa, ed il sesto nel mondo, è difficile rinunciarvi.

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