Crisi nel sistema pubblicitario online: un terzo del traffico web è generato da botnet

Crisi nel sistema pubblicitario online: un terzo del traffico web è generato da botnet

Il mercato pubblicitario online sta attraversando un grave periodo di crisi dovuto alla presenza di botnet specificatamente pensate per generare traffico web falso. Tuttavia i risultati sono in crescita su base annua, per un business da 50 milioni di dollari

di pubblicata il , alle 13:31 nel canale Web
 

Secondo le nuove stime citate di recente da Interactive Advertising Bureau, più di un terzo del traffico web è falso. Questo viene generato da botnet su siti ombra creati esclusivamente per generare false impressioni pubblicitarie sulle pagine visualizzate, con l'obiettivo di garantire proventi ai proprietari dei siti all'interno del processo.

Dal Wall Street Journal si legge che i truffatori sviluppano siti con traffico fasullo ottenendo i pagamenti dagli inserzionisti attraverso intermediari che aggregano lo spazio di molti siti, rivendendolo in parte ad editori online. Le identità dei truffatori sono destinate a rimanere oscure, dal momento che molti operano da luoghi come l'Europa dell'Est.

Gli inserzionisti sono già a conoscenza dei problemi ma non tutti hanno intenzione di effettuare cambiamenti sulle strategie di mercato: internet è un mezzo di informazione troppo potente, e tagliare le spese o destinarle altrove non sarebbe produttivo ai fini pubblicitari nemmeno se si considera il terzo di traffico generato a vuoto.

Previsto in aumento del 17% nel 2014 grazie alla diffusione dei dispositivi mobile connessi ad internet, il mercato delle pubblicità digitali rappresenta un business di circa 50 miliardi di dollari annui: "Diminuire le spese rappresenterebbe una mancata opportunità per connetterci alla nostra udienza tipica", ha sostenuto Roxanne Baretto di L'Oréal.

Il traffico fasullo, tuttavia, è un problema ben difficile da arginare, anche volendolo, dal momento che i bot rappresentano una parte eminente dell'intero business. Ad oggi, molti banner pubblicitari vengono acquistati in maniera automatica, o attraverso software che automaticamente piazzano i banner sui vari siti a cui partecipa un target d'utenza prefissato. Secondo MarketingMag, nei prossimi dieci anni l'80% dei banner sarrà implementato automaticamente.

Il problema, non sentito da molti, è invece protagonista di dibattiti fra altri esponenti del mercato. Unbound, società di consulenza pubblicitaria, sostiene che molti clienti si approcciano ancora con titubanza al mercato pubblicitario digitale, considerato incerto e nebuloso, mentre Verizon (l'ottavo inserzionista statunitense) ha approntato alcuni metodi per prevenire la possibilità di frodi sui propri sistemi.

La stessa Google, il principale esponente del mercato pubblicitario online, ha recentemente acquisito Spider.io, realtà che fornisce una serie di servizi per monitorare la "qualità" del traffico online, e se questo viene realmente generato da utenti in carne ed ossa.

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6 Commenti
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qboy25 Marzo 2014, 13:51 #1
generalizzare europa dell'est non mi pare molto informativo
Braccop25 Marzo 2014, 13:51 #2
mentre Verizon (l'ottavo inserzionista statunitense) ha approntato alcuni metodi per prevenire la possibilità di verificare frodi con i propri sistemi.


cioe pro-frode fondamentalmente?

o per prevenire il verificarsi?
Nino Grasso25 Marzo 2014, 14:55 #3
Originariamente inviato da: Braccop
cioe pro-frode fondamentalmente?

o per prevenire il verificarsi?


Corretto, grazie per la segnalazione
maxmax8026 Marzo 2014, 02:16 #4
se mai arriverà la vera crisi del settore pubblicitario online saranno guai..
Salvatopo26 Marzo 2014, 08:45 #5
Non ci vedo nulla di strano: si sa che la pubblicità è tutto un grande, immenso, colossale, fumo senza arrosto.
Jack.Mauro30 Marzo 2014, 10:57 #6

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....e poi i gestori dei siti ci venogno a dire di non usare AdBlock(Plus)... :-D

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