Coronavirus e truffe online: l'Unione Europea chiede ad Amazon, Google, Facebook contromisure più severe

Coronavirus e truffe online: l'Unione Europea chiede ad Amazon, Google, Facebook contromisure più severe

Il Commissario Europeo per la Giustizia scrive una lettera ai colossi del web affinché giochino un ruolo attivo nel contrasto alle truffe che fanno leva sulle paure delle persone

di pubblicata il , alle 20:41 nel canale Web
 

L'Europa ha avanzato formale richiesta ai grandi colossi della rete e della tecnologia di intraprendere contromisure più severe contro le truffe che sfruttano l'emotività legata alla diffusione della pandemia COVID-19. Il Commissario Europeo alla Giustizia Didier Reynders ha inviato nei giorni scorsi una lettera a Facebook, Google, Amazon e altre piattaforme digitali dichiarando che le autorità europee per la protezione dei consumatori sono attualmente in stato di "massima allerta" per cercare di coordinare azioni in tutto il continente.

"A seguito della recente diffusione del nuovo coronavirus, si è verificato un aumento di tecniche di marketing ingannevoli su Internet per fare leva sulle paure dei consumatori con lo scopo di vendere prodotti, come maschere protettive, disinfettanti o altre sostanze, asserendo falsamente che possono prevenire o curare un'infezione da COVID-19. Allo stesso tempo alcuni commercianti cercano di attrarre i consumatori ad acquistare questi prodotti a prezzi esorbitanti, giocando sulle paure che potrebbero cessare di essere disponibili" scrive Reynders.

La battaglia contro le truffe online è l'ultimo segnale del complesso ruolo che i servizi digitali si trovano a compiere in questa fase - un ruolo che forse non hanno mai immaginato di dover svolgere. Il progressivo isolamento di singoli individui e famiglie fa crescere l'uso della rete per l'informazione, formazione, acquisti e socialità. Una dinamica che ha creato alcune conseguenze impreviste e generato nuove preoccupazioni come ad esempio il rischio a cui gli impiegati dei centri di smistamento e consegna si espongono o l'impatto sull'intera infrastruttura di Internet.

Si tratta di un clima ideale per i truffatori che sfruttando proprio le leve emotive delle persone possono avere gioco facile ad approfittarsi delle loro vittime. Con la sua lettera Reynders ha voluto ricordare alle varie piattaforme che la legge europea richiede loro di adottare "appropriate misure correttive qualora siano a conoscenza di qualsiasi attività illegale che ha luogo sui loro siti web".

Reynders ha chiesto alle piattaforme di fornire informazioni di contatto chiare per permettere una rapida azione di segnalazione di qualsiasi problema, dando poi tempo fino al 27 marzo perché mettano a disposizione spiegazioni dettagliate delle azioni che stanno compiendo per combattere le frodi legate al COVID-19.

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