Contro la disinformazione online scendono in campo anche i topi

Contro la disinformazione online scendono in campo anche i topi

Un gruppo di ricercatori del dipartimento di neuroscienze dell'Università dell'Oregon schiera i topi nella battaglia alla disinformazione online. Analizziamo il problema, oltre alla apparentemente bizzarra soluzione costituita - anche - da un esercito di piccoli roditori

di pubblicata il , alle 11:21 nel canale Web
 

Una premessa: chi scrive è ben consapevole di sembrare frivolo con un titolo del genere, ma ci sono due fattori che hanno portato alla forte convinzione di riportare questa notizia: la prima è che la fonte è attendibile, nientemeno che la BBC, la seconda è che tratta profondamente il problema della disinformazione, che ci sta particolarmente a cuore. Cerchiamo quindi di capire perché uno stimato gruppo di lavoro, ovvero scienziati del dipartimento di neuroscienze dell'Università dell'Oregon, stia lavorando ad uno dei modi per combattere la disinformazione utilizzando... topi.

Prima di tutto parliamo di quale tipo di disinformazione, fondamentale per collocare i roditori dalla parte del buoni: siamo nel campo dei deep fake, un fenomeno ancora poco utilizzato da noi ma già in voga da tempo oltreoceano. Sono video in cui personaggi famosi (Zuckerberg, Nancy Pelosi e via dicendo), con opportuni montaggi e sistemi di AI alle spalle, compaiono in video del tutto credibili affermando cose mai dette veramente. Il problema è enorme perché, visto che tutto il mondo è paese, basta poco anzi pochissimo per formarsi un'idea sbagliata, con ripercussioni su voto e "certezze" che non si basano certo sulla realtà dei fatti. Il tutto con il volano della condivisione a colpi di milioni di click innescato dai social.

Senza contare poi che video di questo tipo possono essere volutamente satirici e potenzialmente innocui, oppure maliziosamente diffusi per sembrare veri, ma portatori di messaggi volti a denigrare il soggetto presente in video o a supportare idee differenti o contrari al comune sentire. Ed è di questi ultimi che si parla.

Da un video di 30 minuti di un personaggio famoso, insomma, si possono costruire un bel po' di discorsi "alternativi" e mai pronunciati

Esistono da tempo sistemi automatici per bloccare a monte un video deep fake, per esempio du Facebook o Youtube. I deep fake sono montaggi fatti solitamente a regola d'arte, sfruttando spezzoni di video in modo da costruire un discorso sfruttando la voce vera della vittima, così come sono vere le parole singole pronunciate (quindi stesso accento, stesso timbro, stesso tutto, visto che le hanno pronunciate veramente loro), cambiando però l'ordine. Da un video di 30 minuti di un personaggio famoso, insomma, si possono costruire un bel po' di discorsi "alternativi" e mai pronunciati. Come si scoprono? Alcuni sono fatti male e si capisce (ma anche in questo caso vengono condivisi da milioni di persone), ma in tutti più o meno - per ora - ci sono micro differenze di luce fra un taglio e l'altro, intonazioni non congrue con il posizionamento della parola nella frase e mille altre sottigliezze che a stento l'orecchio umano può captare. I topi no, sono molto più sensibili a queste differenze ed ecco che si entra nel vivo dello studio.

Opportunamente addestrati per comprendere una piccola serie di fonemi, i topi si sono rivelati ottimi nel cogliere le piccolissime irregolarità nel linguaggio. "Mentre penso che l'idea di una stanza piena di topi che rilevi in ​​tempo reale un falso audio su YouTube sia davvero adorabile", ha affermato Jonathan Saunders, uno dei ricercatori del progetto, "Non penso che sia pratico per ovvie ragioni. L'obiettivo è quello apprendere dal modo in cui lo fanno, e quindi implementarlo nel computer sotto forma di algoritmo".

Si spera insomma che questa apparentemente bizzarra ricerca possa essere utilizzata da siti come Facebook e YouTube per rilevare deep fake prima che possano diffondersi online e, considerando che per l'80% dei casi i topi hanno saputo distinguere il falso dal vero, prima o poi un algoritmo più sofisticato degli attuali potrebbe arrivare proprio grazie ai piccoli roditori.

La paura diffusa (per molti una certezza) è che in occasione delle presidenziali 2020 USA si assisterà a un proliferare di deep fake come non se ne sono mai visti in passato. Più passa il tempo, inoltre, più saranno realizzati a regola d'arte. Questa preoccupazione è stata espressa da politici statunitensi di alto profilo che vedono i deep fake come una enorme minaccia, consapevoli dei danni che la disinformazione può fare se sottoposta agli elettori.

Il problema è che non ci si fida o non ci si rivolge a fonti di notizie legittime e perché si appoggia ciò che rafforza già il proprio pensiero

C'è comunque chi ritiene il problema dei deep fake sopravvalutato (ma perché ha visioni ancora più fosche), come il noto esperto di cybersecurity Bruce Schneier, della Harvard Kennedy School: “Quello che la gente condivide di falso, seppur realizzato grossolanamente, viene comunque condiviso. Il problema non è quindi la qualità del falso. Il problema è che non ci si fida o non ci si rivolge a fonti di notizie legittime e perché si appoggia ciò che rafforza già il proprio pensiero, giusto o sbagliato, il tutto per avere un'identità da sfoggiare sui social". Cita l'esempio di un noto video deep fake in cui Nancy Pelosi, grazie a rallentamenti in montaggio fino al 25%, sembra visibilmente ubriaca. Un video condiviso milioni di volte. Il problema che , per estensione, ne porta ad un altro. Oggi con la tecnologia sembra tutto possibile: quanto manca al momento in cui un politico, per denigrarne un altro, dirà che un discorso reale e pieno di buon senso sia in realtà un deep fake?

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6 Commenti
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GianMi12 Agosto 2019, 12:21 #1

Pubblicità progresso

Addestrare le persone a riconoscere le fake news sembra troppo difficile? Oppure questa è la soluzione, ma poi le balle di politici e pubblicitari vengono subito scoperte? :-)
filippo198012 Agosto 2019, 17:20 #2
Evvai che riuscirà Topo Gigio in versione 2.0 che con la sua vocetta ci dirà cosa è vero e cosa è falso azzeccando l'80% delle volte!

A parte gli scherzi, l'unico modo per verificare una notizia è trovarla su giornali affidabili IMHO
Ovviamente di contro c'è anche che ci sono giornalisti che pur di essere tra i primi a pubblicare una notizia non la verificano neanche ...
s-y12 Agosto 2019, 17:25 #3
qui si fa satira politica, non va bene
Obelix-it12 Agosto 2019, 21:44 #4
Originariamente inviato da: filippo1980
A parte gli scherzi, l'unico modo per verificare una notizia è trovarla su giornali affidabili IMHO

Il problema e' che sono spesso proprio i giornali "affidabili" a prendere certe notizie dal ueb...
rockroll14 Agosto 2019, 01:16 #5
Originariamente inviato da: filippo1980
Evvai che riuscirà Topo Gigio in versione 2.0 che con la sua vocetta ci dirà cosa è vero e cosa è falso azzeccando l'80% delle volte!

A parte gli scherzi, l'unico modo per verificare una notizia è trovarla su giornali affidabili IMHO
Ovviamente di contro c'è anche che ci sono giornalisti che pur di essere tra i primi a pubblicare una notizia non la verificano neanche ...


In effetti mi chiedo in che modo questi topazzi comunicherebbero il loro disappunto in caso di fake.

No, perchè mi farebbe comodo un topazzo che mi segnali se mia moglie mi conta delle balle!
maxsy14 Agosto 2019, 02:06 #6
Originariamente inviato da: rockroll
In effetti mi chiedo in che modo questi topazzi comunicherebbero il loro disappunto in caso di fake.

No, perchè mi farebbe comodo un topazzo che mi segnali se mia moglie mi conta delle balle!


hmm..e quanto tempo pensi impiegherà tua moglie a prendere una topazza?

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