Chi studia con ChatGPT poi dimentica quasi tutto: il fenomeno che preoccupa

Chi studia con ChatGPT poi dimentica quasi tutto: il fenomeno che preoccupa

Un elettroencefalogramma del MIT ha registrato una connettività cerebrale più bassa negli studenti che scrivono saggi con ChatGPT, mentre in Brasile chi lo usa senza limiti ricorda solo il 57,5% dei contenuti studiati contro il 68,5% dei compagni che ne fanno a meno

di pubblicata il , alle 15:41 nel canale Web
 

Il MIT ha misurato con l'elettroencefalogramma che cosa succede nella testa di chi scrive un saggio appoggiandosi a ChatGPT. Il responso è chiaro: la connettività tra le aree cerebrali si è ridotta, l'attenzione è calata e il senso di paternità del testo prodotto si è indebolito rispetto a chi ha lavorato ad esempio con il solo supporto di un motore di ricerca.

Lo studio ha messo a confronto tre gruppi di partecipanti impegnati nello stesso compito: scrivere brevi saggi senza alcun ausilio, usando Google, oppure affidandosi a ChatGPT. Chi ha usato il chatbot, richiamato in un secondo momento a scrivere di nuovo senza il suo aiuto, ha faticato a ricordare persino i concetti espressi in precedenza. Per i ricercatori, la delega sistematica dei compiti cognitivi ai grandi modelli linguistici (gli Llm che alimentano ChatGPT, Claude, Gemini o Llama) rischia di intaccare l'apprendimento nel lungo periodo.

La memoria si spegne quando a scrivere è l'IA

"Per imparare, serve confrontarsi con la fatica e la frustrazione della comprensione profonda», spiega Carlo Reverberi citato da Focus, professore associato di Psicologia generale all'Università di Milano-Bicocca e membro del NeuroMI. Senza questo passaggio, aggiunge, il sapere resta fragile e superficiale, destinato a essere dimenticato in fretta.

I numeri lo confermano: in uno studio dell'Università Federale di Rio de Janeiro, chi ha usato ChatGPT senza limiti ha ricordato il 57,5% dei contenuti studiati, contro il 68,5% di chi ne ha fatto a meno. Usato come tutor vincolato a una base di conoscenza fornita dal docente, però, un LLM non si inventa risposte e diventa una risorsa: è il caso di NotebookLM, che Reverberi mette a disposizione dei suoi studenti per riassunti, questionari e un uso "maieutico", fatto di domande prima che di risposte preconfezionate.

Uno studio dell'Università della Pennsylvania ha testato l'effetto di ChatGPT sulla matematica: chi lo interrogava per ottenere le soluzioni ha migliorato i voti del 48%, ma messo alla prova da solo, senza il chatbot, il rendimento è crollato del 17% rispetto ai compagni. Con un chatbot diverso, configurato dai docenti per fare da tutor, il miglioramento è invece salito al 127%. La differenza, insomma, non sta solo nell'uso ma in come l'IA viene progettata a monte.

Un'indagine su 666 persone condotta da Michael Gerlich, sociologo della SBS Swiss Business School, collega un uso più intenso dell'IA a capacità di pensiero critico più basse. È una correlazione, non una prova di causa, ma Gerlich segnala anche discussioni più stagnanti in classe e studenti che preferiscono il chatbot ai compagni per risolvere i dubbi.

Sul fronte della scrittura professionale, una ricerca del MIT mostra che ChatGPT alza la qualità dei testi del 18% e taglia i tempi di stesura del 40%, con il beneficio maggiore per chi partiva da competenze più deboli. Chi era già bravo e comincia a delegare tutto, invece, rinuncia proprio all'eccellenza che lo distingueva.

Secondo Cristina Becchio, docente di Neuroscienze all'Università di Amburgo citata dalla fonte, alcuni modelli di ultima generazione come GPT-5 superano già la media umana in compiti di pensiero divergente, ma nessuna IA raggiunge i picchi creativi del 10% più talentuoso della popolazione. Per questo Becchio parla di gioco di squadra più che di competizione, e cita la scelta della Cina di introdurre l'intelligenza artificiale come materia scolastica fin dalla scuola primaria come un modello da seguire, non da temere.

12 Commenti
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Notturnia06 Luglio 2026, 16:35 #1
non serviva uno studio per immaginare che delegare le cose rende più stupidi..

il cervello impara quando deve fare fatica e non quando fa fare fatica ad altri..
c'è ancora chi pensa che si possa fare di meglio mentre la IA fa il proprio lavoro ma la realtà è ben diversa ed ovvia per chiunque abbia lavorato con le IA e sia razionale.. si perde qualcosa.. l'ho visto anche io in mesi di programmazione.. è più facile far fare che fare ed è normale, l'uomo è pigro e se trova una scorciatoia la imbocca subito e il cervello non fa differenza
supertigrotto06 Luglio 2026, 16:46 #2
666 persone?
Ovviamente potrebbe essere paragonata questa ricerca ad una altra fatta sugli smartphone e fotocamere,durante un esperimento delle persone dovevano osservare dei paesaggi,hanno dato la possibilità a un gruppo di persone equamente divise a metà,una metà osservava i paesaggi senza scattare foto mentre l'altra metà poteva e doveva scattare delle foto mentre osservavano i paesaggi,anche se poche,quindi potevano osservare i paesaggi e prendersi qualche momento per scattare foto.
Risultato:quelli senza smartphone ricordavano dettagli e ricordavano bene i paesaggi,quelli con lo smartphone non ricordavano dettagli e quant'altro.
Stanno uscendo pian piano degli studi in cui si dice che,abusare della tecnologia,atrofizza il cervello.
Alcuni scienziati stanno cercando di dimostrare che,all'aumentare delle comodità,il QI si abbassa,difatti,nonostante l'alfabetizzazione di massa,dicono che il Qi da inizio 1900 ad adesso, si è abbassato,questo perchè sostengono che le difficoltà,stimolano il cervello a evolvere,potenziarsi e a funzionare meglio,la IA toglie le difficoltà,anche nei pensieri più banali.
Questo succede quando creiamo uno strumento che potenzialmente è utilissimo ma lo usiamo malissimo,come sempre.
Ho portato un esempio,il monopattino elettrico,se devi percorrere 5 km velocemente,è uno strumento utile che ti fa risparmiare tempo ma se lo si usa per fare 100 , 200 o 300 metri,pur di non andare a piedi,dicasi pigrizia,il corpo prima o poi te la farà pagare con,obesità,muscolatura e articolazioni da disabile e magari in regalo anche una patologia come il diabete.
Ma naturalmente bisogna mettere la IA anche nel gelato e nel tonno in scatola al posto dell'olio di oliva......
mozzarello06 Luglio 2026, 16:57 #3
Tecnicamente più il cervello impara più diventa bravo ad imparare. Il problema al solito è che l'uomo è un animale pigro e molto egoista, e il cervello stesso sprona ad esserlo per motivi di sopravvivenza della specie.

Al di là che farsi fare il lavoro da ChatGPT non è un male se viene fuori un lavoro migliore in meno tempo, ma basterebbe usare ChatGPT per imparare, non per cazzeggiare mentre lui lavora.

Che so, ultimamente sto utilizzandolo per interrogarmi sui libri di narrativa che leggo. Come? Semplice, sicuro qualsiasi libro uscito fino a poco tempo fa è stato usato in fase di addestramento, quindi io dico: "Ho letto il primo capitolo di 1984, interrogami" e lui mi fa domande a riguardo, correggendomi se sbaglio o non ricordo bene e magari se mi conviene rileggermi la cosa. E in questa maniera ad oggi mi ricordo i libri moooooooolto meglio che prima perché questa interrogazione rinforza il ricordo nella memoria a lungo termine.

Altro utilizzo è una chat che ho iniziato così:

In questa chat, quando scrivo qualcosa in inglese, lo traduci in italiano, dandomi la definizione delle parole e il senso della frase e variazioni nell'uso delle stesse, con curiosità varie. L'idea è avere subito la traduzione di qualcosa da associare a un contesto specifico, devi quindi essere una sorta sia di dizionario di traduzione che di definizione di parola o frase che scrivo qui. Con obiettivo anche di farmi imparare ulteriormente l'inglese. In questa chat inoltre, se carico una immagine, estreai il testo in inglese e fai la stessa cosa, traducendolo e spiegandolo

Ed è comodissima per imparare inglese.

Poi chiaro, se la gente invece che cazzeggiare sui social, quando non sa cosa fare sul telefono, "giocasse" con kinnu o duolingo, sicuro avrebbe un cervello meglio funzionante.
danylo06 Luglio 2026, 19:03 #4
Chi studia con ChatGPT poi dimentica quasi tutto

Sarebbe meglio scrivere "Chi si fa' fare i compiti da ChatGPT non impara niente"
(esattamente come chi viene promosso, copiando)
gabrieleromano06 Luglio 2026, 21:28 #5
la spiegazione dietro questa tesi è semplice: l'AI semplica, sintetizza e spiega... mentre normalemente il cervello doveva ricostrtuire schemi mentali per sintetizzare e schematizzare e persino capire.

A mio avviso però ci sono lati positivi.

Ad esempio nelle materie scientifiche / matematiche non puoi perdere una settimana per capire un concetto se poi comunque te lo dimentichi

UtenteHD07 Luglio 2026, 01:23 #6
Penso sia un problema di fondo, se uno non ha voglia di impegnarsi e cerca scorciatoie per imparare (e se usi AI con le sue allucinazioni, chissà che ne esce) visto che non ti vuoi impegnare, in automatico quello che impari finisce nella memoria temporanea, che una volta finito esame puff scordi. se invece studi Tu, prendi appunti, fai riassunto, ecc.. allora lo impari veramente.
mozzarello07 Luglio 2026, 08:29 #7
Comunque sta storia delle allucinazioni è un pelo esagerata, soprattutto in questi contesti.
Cioè se una cosa è vera, significa che è passata n mila volte in fase di addestramento IA, quindi è anche quella con più probabilità che esca. Le IA allucini su cose che non esistevano durante l'addestramento o che sono molto rare, come i nomi propri ad esempio, o se gli si chiede la formazione dell'Italia, capace che parta con Buffon, Zambrotta, Cannavaro, Nesta, ecc perché è la più citata da 20 anni probabilmente.

Poi mai fidarsi, ma io di solito mi diverto con Kinnu, che essendo in inglese mi dà termini in inglese, quindi spesso uso la chat di cui sopra per tradurli in italiano e ChatGPT me li spiega esattamente come Kinnu, con spesso pure gli stessi esempi.

Ad oggi per cose "certe" non mi sono imbattuto in allucinazioni gravi, sicuro facendo ricerche internet, ma quello è normale, i motori di ricerca sono ancora tutti tarati sull'uomo, stanno uscendo i primi per IA e quelli aiuteranno
euscar07 Luglio 2026, 08:44 #8
Guardacaso un mio studente che utilizzava l'IA per "studiare" a casa è stato fermato all'esame di maturità dimostrando di non sapere praticamente niente.
mozzarello07 Luglio 2026, 09:03 #9
Originariamente inviato da: euscar
Guardacaso un mio studente che utilizzava l'IA per "studiare" a casa è stato fermato all'esame di maturità dimostrando di non sapere praticamente niente.


Son centinaia di anni che ci sono studenti che alla maturità dimostrano di non sapere nulla, non credo la colpa ora sia della IA.

La colpa è sempre, in ordine, di:
1) Genitori
2) Professori
3) Studenti
4) Strumenti usati male dagli studenti
euscar07 Luglio 2026, 09:09 #10
Originariamente inviato da: mozzarello
Son centinaia di anni che ci sono studenti che alla maturità dimostrano di non sapere nulla, non credo la colpa ora sia della IA.

La colpa è sempre, in ordine, di:
1) Genitori
2) Professori
3) Studenti
4) Strumenti usati male dagli studenti


Lui "si vantava" di studiare con l'IA e molto probabilmente è riuscito ad usarla anche in classe senza farsi mai sgamare ... alla maturità "tutti i nodi vengono al pettine"

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