Chi lavora al computer è spacciato: l'avvertimento del programmatore licenziato
La diffusione dell'intelligenza artificiale sta trasformando il mondo del lavoro, con effetti già tangibili per molti professionisti. Storie di licenziamenti, riconversioni forzate e incertezza delineano uno scenario in cui l'automazione minaccia in particolare i ruoli d'ufficio.
di Manolo De Agostini pubblicata il 19 Giugno 2025, alle 07:21 nel canale WebIntelligenza Artificiale
Lo spauracchio dell'IA che ti ruba il lavoro non è una minaccia distante, ma sempre più una realtà concreta, fatta di storie e persone comuni che hanno perso il proprio posto di lavoro da un giorno dall'altro sulla scia di quella che molte aziende chiamano "efficienza", un viatico purtroppo necessario per restare competitive sul mercato. Il britannico The Indipendent ha raccolto alcune di queste storie, e fanno riflettere.
Jane, una professionista delle risorse umane nella Bay Area, è stata licenziata a gennaio quando il suo ruolo è stato automatizzato. Con alle spalle due anni di esperienza, era in attesa di una promozione e mai avrebbe immaginato che l'adozione dell'IA all'interno dell'azienda potesse riguardarla direttamente. "Pensavo che avrebbe investito su di me", ha raccontato. "Poi, appena ha potuto automatizzarmi, l'ha fatto".
La sua esperienza riflette un fenomeno più ampio che sta colpendo il mondo del lavoro, in particolare nel settore tecnologico. Dario Amodei, CEO della società di IA Anthropic, ha previsto che "l'intelligenza artificiale potrebbe eliminare la metà dei lavori d'ufficio entry-level nei prossimi cinque anni". Altri si sono accodati a questa sua funesta previsione. Come sarà il settore del lavoro tra 10 anni è impossibile dirlo, ma senza ombra di dubbio l'IA è una rivoluzione destinata a fare morti e feriti, prima (forse) di farci stare tutti bene.

A dimostrarlo è anche il caso di Shawn K, ingegnere software con oltre vent'anni di esperienza. Dopo aver contribuito a orientare la sua azienda verso l'adozione di funzionalità IA, è stato licenziato. "Stavamo cercando di capitalizzare sull'intelligenza artificiale… poi mi hanno lasciato a casa", ha detto. Il paradosso? Era proprio lui, in quanto sviluppatore, ad aver lavorato all'integrazione dell'IA nella piattaforma dell'azienda.
Rimasto senza lavoro e con due mutui da pagare, ha iniziato a fare consegne con DoorDash e ha inviato oltre 800 candidature prima di trovare un impiego temporaneo. "Sono convinto che chiunque svolga un lavoro da computer è destinato a essere sostituito. È solo una questione di tempo", ha affermato. Nonostante ciò, ritiene che l'essere umano possa ancora contribuire: "L'IA è un programmatore migliore di me, ma io riesco a risolvere problemi che prima non avrei mai tentato".
Il caso di Shawn K è diventato l'emblema di una transizione vissuta come trauma collettivo da una fascia crescente di lavoratori. In rete si moltiplicano i post di chi ha perso il lavoro o teme di farlo. Intanto, come ha osservato il critico Ed Zitron, molte aziende stanno riducendo il personale non perché l'IA sia davvero in grado di sostituirlo, ma per contenere i costi e soddisfare gli investitori.
Secondo Zitron questa dinamica rischia di generare una "crisi subprime dell'IA", dove i lavoratori diventano il prezzo da pagare per far quadrare i conti. "Temo che decine di migliaia di persone perderanno il lavoro e che gran parte del settore tech si accorgerà troppo tardi che solo il cancro può crescere all'infinito", scrive. "L'industria tecnologica si sta avviando verso una grottesca resa dei conti con la mancanza di creatività, consentita da un'economia che premia la crescita rispetto all'innovazione, la monopolizzazione rispetto alla lealtà e il management rispetto a coloro che costruiscono davvero le cose".
Nel frattempo, anche settori meno ovvi vengono toccati dall'ondata di automazione. Brian Ream, insegnante in Michigan, ha visto la sua attività di traduzioni mediche azzerarsi dopo che i clienti hanno cominciato a usare ChatGPT. Non riceve un ordine da oltre un anno. "Chi traduce articoli medici con l'IA rischia di introdurre errori con conseguenze potenzialmente gravi", avverte.
Eppure, anche Ream riconosce il potenziale educativo dello strumento. "Vorrei che gli insegnanti imparassero a usarlo per insegnare ai ragazzi cosa può fare e cosa no", anche perché riconosce con franchezza: "Non puoi fermare quello che sta succedendo".









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126 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoDue miei amici, uno elettricista industriale e uno tecnico termo/idraulico, hanno ALMENO 2 offerte di lavoro al mese da parte di aziende concorrenti e tutte sempre generose mi dicono, sono pure costretti a rinunciare a commesse perchè non ce la fanno col troppo lavoro; gli altri con lavori di "concetto" come avvocati ed ingegneri non dico siano alla fame ... ma insomma ci siamo capiti.
Due miei amici, uno elettricista industriale e uno tecnico termo/idraulico, hanno ALMENO 2 offerte di lavoro al mese da parte di aziende concorrenti e tutte sempre generose mi dicono, sono pure costretti a rinunciare a commesse perchè non ce la fanno col troppo lavoro; gli altri con lavori di "concetto" come avvocati ed ingegneri non dico siano alla fame ... ma insomma ci siamo capiti.
categorie come gli artigiani non si trovano piu
L'altro giorno ero ad una festa della scuola promossa dal comune e tra gli ospiti, il presidente dell'associazione degli artigiani.
Cercando di promuovere l'attivitá dell'artigianato ha detto qualcosa del tipo:
"so che l'artigianato non é proprio la prima scelta che il genitore vorrebbe per il proprio figlio [...]"
E la prima cosa a cui ho pensato io é stata: "artigiani? Ah, si, quelli che vanno in giro in bmw mentre io con la mia bella laurea in informatica devo leggere tutti i giorni di come verró sostituito dalla AI".
(ovvio che non tutti gli artigiani vanno in giro in bmw, ma é stato un pensiero "iperbolico", ovviamente)
L'altro giorno ero ad una festa della scuola promossa dal comune e tra gli ospiti, il presidente dell'associazione degli artigiani.
Cercando di promuovere l'attivitá dell'artigianato ha detto qualcosa del tipo:
"so che l'artigianato non é proprio la prima scelta che il genitore vorrebbe per il proprio figlio [...]"
E la prima cosa a cui ho pensato io é stata: "artigiani? Ah, si, quelli che vanno in giro in bmw mentre io con la mia bella laurea in informatica devo leggere tutti i giorni di come verró sostituito dalla AI".
(ovvio che non tutti gli artigiani vanno in giro in bmw, ma é stato un pensiero "iperbolico", ovviamente)
E' che la mia ( nostra? ) generazione figlia dei boomer, è stata "costretta" a fare scuole/università per lavori concettuali e non tecnico-manuali.
Chi andava bene alle medie volevano mandarlo a qualche liceo, tutti gli altri ad un istituto tecnico commerciale/industriale, chi iscriveva i figli al professionale veniva visto come un appestato quasi, una scuola di quinta categoria.
Ricordo ancora anno 1990, prima superiore, da me all' ITC nella mia città circa 50 iscritti, al professionale corso di 3 anni idraulica, 4 (QUATTRO) iscritti.
Uno di questi 4 mio vicino di casa se la ride ora pieno di lavoro da permettersi di scegliersi i clienti.
Quattro professioni immortali
Eh, fidati che ce ne sono...
Tipo quello che viene a pulire la caldaia a casa di mia mamma, una passatina di aspirapolvere, e stranamente ogni volta c'è qualcosa da cambiare in una caldaia che avrà una decina d'anni e partono 2-300 euro per un ora scarsa di lavoro, calcola che nel loro condominio ci sono 10 appartamenti tutti gestiti dalla stessa ditta.
La poche per fortuna volte che ho chiamato un artigiano a casa per fare lavori, sono partire cifre da paura.
Se in futuro causa AI, dovessero aumentare, ci sarà più concorrenza e si spera prezzi più bassi.
Infatti io c'ho sempre il terrore che si rompa qualcosa...
se veramente siamo vicino al più grande crash finanziario della storia umana come potremmo uscirne se queste aziende falliranno ? avremo tonnellate di ferraglia ingestibile e mi aspetto che via via le regole dello Stato veranno scavallate, neanche lo Stato e le big corps avranno le risorse per mantere in vita la burocrazia dei controlli. anche quelli da remoto, tipo quelli dell'elettricità, delle caldaie, del consumo di acqua.. quando inizieranno a morire i pc che devono gestire l'apparato.. come ha predetto Umberto Eco saremo sommersi dal pattume tecnologico e ci sarà un reset con AI o senza.
2013 47% of jobs will vanish in the next 25 years, say Oxford University researchers
2022 Oops: The Predicted 47 Percent of Job Loss From AI Didn’t Happen
fixed
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