Chi ha spostato 8,6 miliardi di dollari di Bitcoin da wallet dormienti fin dal 2011?

Chi ha spostato 8,6 miliardi di dollari di Bitcoin da wallet dormienti fin dal 2011?

Un’entità anonima ha trasferito 80.000 Bitcoin, dormienti dal 2011 e oggi valutati oltre 8,6 miliardi di dollari, segnando il più grande movimento di vecchie monete mai registrato. Il mercato ha reagito con volatilità, ma il mistero sull’identità del proprietario resta irrisolto

di pubblicata il , alle 14:45 nel canale Web
Bitcoin
 

Nel corso della giornata di venerdì 4 luglio un'enorme quantità di Bitcoin è stata improvvisamente spostata da otto portafogli che dal 2011 non avevano registrato movimenti. Secondo gli analisti che hanno osservato il fenomeno, si tratta del più grande trasferimento in un solo giorno di monete “decennali” nella storia delle criptovalute:  ben 80 mila BTC, per un controvalore di oltre 8 miliardi di dollari ai prezzi attuali, acquistati nel periodo noto in gergo come "Satoshi era", quando il prezzo di Bitcoin era inferiore ai 4 dollari.

Lo spostamento è stato orchestrato con otto transazioni, ognuna da 10.000 BTC, iniziate nelle prime ore del mattino e concluse nell’arco di poche ore. Le monete hanno origine da cosiddette transazioni "coinbase", che nonostante il nome non hanno a che vedere con il noto servizio di cambio ma si tratta invece dei premi assegnati ai miner per la creazione di nuovi blocchi sulla blockchain. Questo dettaglio suggerisce che il proprietario sia stato uno dei primi miner, un cosiddetto “OG” del network Bitcoin.

Com'è facile immaginare, il risveglio improvviso di questi portafogli storici ha scatenato intense speculazioni nella comunità cripto. Alcuni osservatori ipotizzano che i trasferimenti possano indicare un cambio di proprietà, un upgrade verso nuovi indirizzi più sicuri, o addirittura la possibilità di una violazione della sicurezza. Conor Grogan, direttore di Coinbase, ha sottolineato su X la remota possibilità che gli 8 miliardi di dollari in BTC recentemente “risvegliati” siano stati oggetto di hack o compromissione delle chiavi private, citando una sospetta transazione di test sulla rete Bitcoin Cash avvenuta circa un’ora prima dell’inizio dei trasferimenti. Secondo Grogan, se questa ipotesi fosse confermata (pur rimanendo altamente speculativa), si tratterebbe del più grande furto della storia. Tuttavia, al momento non ci sono prove che indichino una vendita o un trasferimento verso exchange

Secondo Arkham Intelligence, i trasferimenti sarebbero principalmente legati a un upgrade degli indirizzi: le monete sono state spostate da vecchi formati “legacy” a nuovi indirizzi “bc1q-”, più sicuri e compatibili con la tecnologia SegWit. Gli analisti sottolineano che non ci sono segnali che il possessore stia vendendo Bitcoin.

L’identità dietro questi portafogli resta avvolta nel mistero: alcune voci nella community hanno ipotizzato nomi di pionieri come Roger Ver, senza che però vi possa essere alcuna conferma a riguardo. Roger Keith Ver, nato nel 1979 a San Jose, California, è una delle figure più influenti e controverse nel mondo delle criptovalute. Soprannominato “Bitcoin Jesus” per il suo ruolo di primo piano nella diffusione e promozione di Bitcoin, Ver è stato tra i primi investitori e sostenitori della tecnologia blockchain, acquistando Bitcoin quando il valore era ancora inferiore a un dollaro. La sua visione lo ha portato a scommettere sull’adozione di massa delle criptovalute, investendo in numerose startup di successo come Bitcoin.com, Blockchain.com, BitPay, Kraken e Ripple, e accumulando un patrimonio stimato in centinaia di milioni di dollari.

Il mercato ha reagito velocemente alla diffusione della notizia del risveglio dei portafogli dormienti: il prezzo di Bitcoin è scivolato temporaneamente sotto i 108.000 dollari, alimentando i timori di una possibile pressione di vendita da parte di un grande detentore. Tuttavia, il prezzo si è rapidamente stabilizzato quando è emerso che le monete erano state semplicemente trasferite verso nuovi indirizzi e non liquidate. 

10 Commenti
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TorettoMilano07 Luglio 2025, 14:50 #1
muschio
randorama07 Luglio 2025, 15:03 #2
Originariamente inviato da: Redazione di Hardware Upgrade
Link alla notizia: https://www.hwupgrade.it/news/web/c...011_140761.html

Un’entità anonima ha trasferito 80.000 Bitcoin, dormienti dal 2011 e oggi valutati oltre 8,6 miliardi di dollari, segnando il più grande movimento di vecchie monete mai registrato. Il mercato ha reagito con volatilità, ma il mistero sull’identità del proprietario resta irrisolto

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uffa... entro stasera li rimetto al loro posto.
UtenteHD07 Luglio 2025, 15:14 #3
Boh a volte dicono che non li rintracci, a volte li rintracciano, ora non sanno chi sia ma sanno che li hanno spostati, boh
aqua8407 Luglio 2025, 15:16 #4
è il nickname che uso per il mio wallet BitCoin, Entità Anonima
Ginopilot07 Luglio 2025, 15:44 #5
E un enorme ESTICAZZI non ce lo mettiamo?
jepessen07 Luglio 2025, 15:58 #6
Originariamente inviato da: UtenteHD
Boh a volte dicono che non li rintracci, a volte li rintracciano, ora non sanno chi sia ma sanno che li hanno spostati, boh


Allora... le transazioni bitcoin (o altra croptovaluta) sono SEMPRE rintracciabili, perche' e' uno dei pilastri fondanti della blockchain, ovvero quello di registrare in maniera immodificabile ogni transazione. Quindi da wallet bitcoin a wallet bitcoin e' sempre tutto perfettamente registrato e ci sono un sacco di strumenti che puoi scaricare anche tu per analizzare la blockchain e cercare tutto quello che vuoi, come lo storico delle transazioni di uno specifico wallet, per dire. Quello che NON fa vedere la blockchain e' capire a quale persona fisica appartiene un wallet, perche' non c'e' una registrazione a riguardo nella blockchain, perche' non ce n'e' bisogno. Io posso utilizzare un qualsiasi wallet, software o hardware, creare il mio wallet e se qualcuno ci mette dentro soldi in nessun modo possono arrivare a me.

Diverso e' il fatto in cui vuoi convertire i bitcoin in moneta sonante e viceversa. Per quello hai bisogno degli exchange, come Binance per dire, a cui dai soldi e loro ti danno il corrispettivo in bitcoin. Ma gli exchange sono regolamentati, e ti chiedono fior fiore di documenti, esattamente come capita quando apri in conto online. Quindi per convertire cripto in dollari e averli sul tuo conto, prima devi trasferirli suo tuo wallet binance, e poi dal loro servizio convertirli in soldi che ti vengono caricati sul conto corrente, sulla carta etc.

E' ovvio che puoi anche utilizzare exchange meno "legali": che so, metti i bitcoin nel wallet di uno e quello ti da contanti, magari trattenendo una percentuale, ma comunque si viene a sapere dove finiscono i bitcoin. D'altronde si sono accorti di questa transazione, sicuramente facendo analisi sulla blockchain, e quindi e' visibile a tutti.

Quindi si, le transazioni sono anonime nel senso che sono tutte tracciate, al massimo non puoi sapere a chi appartiene quello specifico wallet, ma nel momento in cui uno decide di convertire quei bitcoin in denaro sonante, allora per forza di cose si viene a sapere anche a chi appartengono.
shez07 Luglio 2025, 15:59 #7

Interessante la notizia

Non so se ho tratto più "enjoy" dal leggere questa notizia, o di quello che ho fatto in bagno stamattina; sicuramente la seconda.
Wrib07 Luglio 2025, 16:03 #8
Originariamente inviato da: UtenteHD
Boh a volte dicono che non li rintracci, a volte li rintracciano, ora non sanno chi sia ma sanno che li hanno spostati, boh


Gli indirizzi e le transazioni tra essi sono pubblicamente visibili nella blockchain di bitcoin.

Le informazioni tipo un indirizzo "A" sposta una quantità di bitcoin x verso un indirizzo "B" sono sotto gli occhi di tutti.

Quello che di default non si sa è chi sia il proprietario di indirizzo "A" e di indirizzo "B", non è noto chi sia il proprietario di un certo indirizzo cioè di colui che possiede le chiavi private per spostare fondi da tale indirizzo.

Ovviamente quando una persona dichiara volutamente al mondo che tale indirizzo è di sua proprietà, o l'informazine trapela in qualche modo, da quel momento si sa che è suo.

In questo caso un certo indirizzo ha spostato molti bitcoin verso un altro indirizzo, per di più indirizzi molto vecchi, la cosa ha soltanto rilevanza "giornalistica" ed essendo pubblica la blockchain è sotto gli occhi di tutti che qualcuno ha spostato tanti bitcoin da un indirizzo ad un altro.

Se li spostasse su un exchanger per venderli, l'unica entità a poter conoscere il nome di tale individuo sarebbe l'exchanger per via del nome e cognome associati all'account con cui li si vende. Ma anche in tal caso, l'exchanger non direbbe al mondo di chi si tratta per una questione di privacy dei propri clienti.

Se invece si trattasse di bitcoin per i quali le forze dell'ordine nutrono dubbi sulla loro leicità, potrebbero chiedere nome e cognome della persona in questione all'exchanger. Ma anche per le forze dell'ordine, finchè i bitcoin restano nella blockchain possono soltanto seguirne gli spostamenti. Avranno una possibilità di dare un nome ed un cognome al proprietario solo se verranno scambiati per dollari/euro in un exchanger.
*Pegasus-DVD*07 Luglio 2025, 19:35 #9
io
Gnubbolo07 Luglio 2025, 20:54 #10
il matto cade sempre in piedi, qualcosa di vero c'è di sicuro

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