ChatGPT usato in massa per superare l'esame: prove schiaccianti contro 50 studenti
Un professore di economia della Brown University ha denunciato una frode di massa orchestrata tramite intelligenza artificiale, mettendo in discussione la solidità dell'integrità accademica nelle istituzioni d'élite statunitensi
di Nino Grasso pubblicata il 30 Giugno 2026, alle 14:31 nel canale WebChatGPTOpenAI
Il professore di economia Roberto Serrano presso la Brown University, ha rilevato una frode di massa che ha coinvolto almeno 50 studenti nel suo corso avanzato di economia matematica, ECON 1170. Le prove schiaccianti indicano un uso diffuso dell'intelligenza artificiale per imbrogliare nell'esame di metà semestre di marzo, segnando il più grande scandalo conosciuto non solo a Brown, ma nell'intera Ivy League.
La reazione iniziale dei vertici universitari è stata di freddezza e silenzio, sia da parte del presidente che del decano, che ha riconosciuto l'accaduto come un "campanello d'allarme" solo dopo l'intervento del professor Serrano presso il Comitato del Codice Accademico. "Non può essere questa la posizione dell'università di fronte a un incidente di tale portata. L'integrità accademica è un valore da difendere. La facoltà non può essere lasciata sola in una battaglia decisiva per il futuro dell'istruzione superiore", ha dichiarato Serrano, economista 61enne di origine madrilena, che da 34 anni insegna alla Brown University.
Il corso, un'offerta di alto profilo che Serrano tiene da anni, tradizionalmente attirava pochi ma eccellenti studenti, con classi che raramente superavano i 30 iscritti. Questo semestre, tuttavia, probabilmente a causa di un nuovo sistema di valutazione, si sono iscritti 86 studenti. Per l'esame di metà semestre, tenutosi il 5 marzo, Serrano aveva optato per una prova a casa e a libro chiuso, con un tempo praticamente illimitato, consentendogli di formulare quesiti più complessi, spesso modificando le assunzioni del modello discusso in classe.
Maxi imbroglio all'università con ChatGPT: il contesto e i compromessi necessari
I risultati del test sono "stati straordinari": una media di 96 su 100, con ben 40 studenti che hanno raggiunto il punteggio massimo. Tuttavia, coloro che hanno corretto gli esami hanno immediatamente segnalato diverse anomalie. "Alcune risposte contenevano passaggi insoliti che coincidevano con i risultati ottenuti dopo aver inserito le domande su ChatGPT", ha spiegato Serrano, aggiungendo elementi di sostanza al proprio caso.
Il professore non ha annullato l'esame di metà semestre, ma ha avvisato gli studenti che la prova finale, con un peso del 50% sul voto complessivo, si sarebbe tenuta in presenza. Ha anche chiarito che, se la distribuzione dei voti non fosse stata simile a quella del primo esame, solo il voto della prova finale sarebbe stato preso in considerazione. I risultati hanno parlato chiaro: la media è crollata a 48 su 100. Dei 89 studenti che avevano sostenuto l'esame di metà semestre, solo 59 si sono presentati al finale, e tra i 27 assenti, ben 22 avevano ottenuto un perfetto 100 nella prima prova. "L'evidenza empirica della frode è schiacciante", ha concluso Serrano.
Per l'anno accademico venturo, il professore ha già deciso di attuare modifiche strutturali: gli esercizi settimanali non conteranno più per il voto finale, dato il rischio di utilizzo dell'IA. Inoltre, saranno aboliti gli esami a casa, nonostante in alcune circostanze possano essere considerati un compromesso necessario.
La decisione di organizzare gli esami a casa segue un avvenimento dello scorso 13 dicembre, quando la Brown University era balzata agli onori della cronaca per un tragico evento: una sparatoria sul campus che aveva causato due morti e nove feriti, due dei quali iscritti al corso di Serrano. Profondamente colpito, il professore aveva pensato di offrire un alleggerimento agli studenti, molti dei quali ancora provati dall'ansia di tornare sul campus.
La questione dell'intelligenza artificiale sta alterando tradizioni secolari nelle università statunitensi d'élite. Princeton, ad esempio, ha interrotto una pratica durata 133 anni: dal 1893, gli esami non venivano sorvegliati in virtù di un Codice d'Onore che imponeva agli studenti di non imbrogliare. Ora, i professori dovranno supervisionare le prove in presenza, strada tracciata da una necessità impellente. "L'AI ha reso l'inganno più facile e remunerativo che mai", ha scritto il giornalista Theo Baker in un altro articolo sul New York Times, aggiungendo di non conoscere nessuno che non abbia utilizzato l'AI per superare almeno un compito all'università.
Serrano concorda sul fatto che l'AI aumenti gli incentivi a imbrogliare e ribadisce la necessità di non nascondere questi casi sotto il tappeto. Al contrario, dovrebbero servire ad aprire un dibattito approfondito. "Se non difendiamo più la verità, la decenza e l'onestà, che tipo di credibilità potremo avere come accademici?", ha concluso il professore, richiamando l'attenzione sull'urgenza di un confronto costruttivo per il futuro dell'istruzione superiore.










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26 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoNon esattamente fra auricolari e occhiali il futuro è più complicato di così
Si va beh, allora esami orali dentro una gabbia di Faraday
Se non sei del tutto incapace come esaminando te ne accorgi subito se uno sta ripetendo cose che ascolta o che legge. Ma già il tempo e i gesti e mimiche che intercorrono tra le domande e le risposte...
basterebbe un bel Jammer, ce ne fosse uno attivo in ogni aula, gli smartphone diventerebbero velocemente utili comei fermacarte.
"Prove schiaccianti" significa poter accusare il singolo studente.
Invece questi bifolchi non subiranno alcuna punizione
Una bella "ispezione" prima:
Link ad immagine (click per visualizzarla)
Tanto sa tutto e fa tutto la IA.
sarcasmo.....ma effettivamente c'era da aspettarselo,la fatica,anche quella di studiare,va scansata......
ma arriva il giorno che devi pure lavorare, poi la situazione e' questa:
https://www.tiktok.com/@marcocamisa...t=1782838693425
vabbe' i titoli di studio si possono sempre "incorniciare"
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