'ChatGPT ha ucciso mio figlio': 16enne si suicida seguendo le istruzioni del chatbot

'ChatGPT ha ucciso mio figlio': 16enne si suicida seguendo le istruzioni del chatbot

Una famiglia statunitense ha citato in giudizio OpenAI accusando ChatGPT di aver contribuito al suicidio del figlio sedicenne. Secondo l'accusa, il chatbot avrebbe incoraggiato e persino fornito istruzioni pratiche. OpenAI ha riconosciuto i limiti delle attuali salvaguardie e promette aggiornamenti per gestire meglio situazioni sensibili.

di pubblicata il , alle 08:51 nel canale Web
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Una causa legale senza precedenti mette OpenAI sotto i riflettori. Matthew e Maria Raine hanno denunciato l'azienda accusandola di aver contribuito al suicidio del figlio Adam, 16 anni, avvenuto nell'aprile 2025. Secondo i genitori, ChatGPT - nella versione 4o - non solo non avrebbe fermato le conversazioni legate all'autolesionismo, ma avrebbe progressivamente incoraggiato e persino assistito il ragazzo nella pianificazione dei suoi tentativi.

Dai log acquisiti emergerebbe che il chatbot avrebbe fornito istruzioni dettagliate su metodi di suicidio, suggerito strategie per eludere i filtri di sicurezza e perfino redatto bozze di lettere d'addio.

In particolare, come riportato da dall'agenzia France-Presse, nell'ultima interazione dell'11 aprile, ChatGPT avrebbe prodotto un'analisi tecnica del cappio creato dal giovane, confermandone la capacità potenziale di "tenere sospeso un essere umano". Il ragazzo è stato trovato morto impiccato.

In alcuni passaggi, il sistema avrebbe romanticizzato l'idea della morte, descrivendola come "poetica" o "simbolica". Nel corso dei mesi precedenti al decesso, Adam era arrivato a inviare oltre 600 messaggi al giorno, instaurando un legame di dipendenza emotiva con il chatbot, che avrebbe isolato ulteriormente il giovane dai suoi familiari.

La denuncia sostiene inoltre che OpenAI fosse consapevole della gravità delle interazioni: i sistemi di moderazione avrebbero registrato centinaia di riferimenti al suicidio, con punteggi di rischio elevati e immagini che mostravano segni di autolesionismo. Nonostante ciò, nessuna misura di emergenza sarebbe stata attivata, né sarebbe stata interrotta la sessione. I genitori parlano di "deliberate scelte di design" mirate a privilegiare l'engagement degli utenti rispetto alla sicurezza, chiedendo non solo risarcimenti, ma anche controlli indipendenti e restrizioni nell'uso di ChatGPT da parte dei minori.

OpenAI, in un comunicato, ha espresso cordoglio per la vicenda e ribadito che il sistema è progettato per indirizzare chi manifesta intenzioni suicide verso risorse di supporto. L'azienda ha però ammesso che le salvaguardie possono indebolirsi nelle interazioni prolungate. In risposta alle critiche, ha annunciato lo sviluppo di nuove funzionalità per gestire meglio situazioni sensibili: tra queste, la possibilità di collegare gli utenti a professionisti certificati, opzioni di parental control e strumenti per coinvolgere familiari e amici nei casi più critici.

Il caso dei Raine non è isolato, episodi simili hanno coinvolto in passato altri chatbot, come nel 2024 il popolare Character.AI. Questi eventi alimentano un dibattito sempre più acceso sull'uso dell'intelligenza artificiale in ambito emotivo e terapeutico, e sulla difficoltà di regolamentare un settore in rapida evoluzione.

Secondo l'avvocato della famiglia, OpenAI non avrebbe contattato direttamente i Raine dopo la tragedia, sollevando ulteriori dubbi sulla reale volontà dell'azienda di affrontare le criticità. Intanto, mentre la causa legale prosegue, la famiglia ha creato una fondazione per sensibilizzare sui rischi che i chatbot AI e servizi simili possono rappresentare per gli adolescenti vulnerabili.

71 Commenti
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jepessen27 Agosto 2025, 09:19 #1
Senza nulla togliere alla tragedia, ma questo mi sembra un caso tipicamente americano, fatto da quegli avvocati avvoltoi che non appena qualcuno finisce in ospedale o in obitorio si buttano sulla vittima per dire "facciamo causa!!!"

Magari magari, le responsabilita' sono altre: genitori, condizione sociale etc, ma ovviamanente quello che si vuol fare e prendere i soldi da chi ce li abbia...

Seguendo questa logica, io potrei chiedere a ChatGPT ricette per dolci e poi fargli causa perche' sono ingrassato... Suvvia...
h.rorschach27 Agosto 2025, 10:55 #2
I documenti del processo sono atroci. https://drive.google.com/file/d/1QY...xB3a9W8T7f/view
softkarma27 Agosto 2025, 11:06 #3
Originariamente inviato da: jepessen
Senza nulla togliere alla tragedia, ma questo mi sembra un caso tipicamente americano, fatto da quegli avvocati avvoltoi che non appena qualcuno finisce in ospedale o in obitorio si buttano sulla vittima per dire "facciamo causa!!!"

Magari magari, le responsabilita' sono altre: genitori, condizione sociale etc, ma ovviamanente quello che si vuol fare e prendere i soldi da chi ce li abbia...

Seguendo questa logica, io potrei chiedere a ChatGPT ricette per dolci e poi fargli causa perche' sono ingrassato... Suvvia...


Direi proprio di no, i ChatBot devono avere filtri in grado di gestire queste situazioni e prevenire possibili rischi per la salute. Come qualsiasi altro prodotto sul mercato, poi ovviamente la causa non è imputabile SOLO al chatbot ma non ne può diventare una cassa d'amplificazione.

Prendiamo le sigarette, nella metà del secolo scorso non si conoscevano i rischi ed io potevo fumare ignaro del fatto che mi avrebbe provocato il cancro. Oggi i produttori sono OBBLIGATI a segnalarti i problemi di salute e diventa una scelta consapevole.

Queste cause multimiliardarie servono a obbligare obtorto collo le aziende a mettere in sicurezza i loro prodotti, a segnalare possibili rischi e se necessario prevenire l'uso a minori.

Semmai è sbagliato l'approccio italiano in cui le multe sono puramente figurative e molto spesso conviene pagare la penale ma continuare con la pratica scorretta.
agonauta7827 Agosto 2025, 11:33 #4
ChatGPT ha ucciso mio figlio': 16enne si suicida seguendo le istruzioni del chatbot
Gli ha fatto un favore a quanto pare , sarebbe comunque morto in qualche maniera stupida
raxas27 Agosto 2025, 11:36 #5
dai il problema non è della ciattbòt con istruzioni suicide, per chi si voleva suicidare, ma il problema è di chi si voleva suicidare e ha seguito le istruzioni della ciattbbòt, dai
doveva avere una coscienza accessoria, limpida e portatrice di tranquillità, e rivolgersi alla ciàttbbòt solo come un passatempo improbabile

ironia-sarcasme mode messo in conto,
dopo di ciò->
galera e ricerca di compensi usa ai danni di chi ha fatto la ciàttbbòt suicideferens

edit: lasciare fare in pace alle chattbbòt ai, la prossima frontiera dell'algoritmo umano
Ripper8927 Agosto 2025, 11:47 #6
Originariamente inviato da: softkarma
Direi proprio di no, i ChatBot devono avere filtri in grado di gestire queste situazioni e prevenire possibili rischi per la salute.

In teoria per questo tipo di evenienza esisterebbe l'intelletto dell'essere umano e la propria capacità razionale.
Non è che ogni volta che c'è una tragedia la vittima automaticamente è esente da responsabilità.
lumeruz27 Agosto 2025, 12:12 #7
Originariamente inviato da: jepessen
Secondo questa logica, io potrei chiedere a ChatGPT ricette per dolci e poi fargli causa perche' sono ingrassato... Suvvia...


L'istigazione al suicidio è un reato, istigazione all'ingrasso non esiste!
Meno stupidità per piacere....
Dei genitori hanno perso un figlio e NON hanno chiesto soldi ma più controlli!
the_joe27 Agosto 2025, 12:48 #8
Originariamente inviato da: Ripper89
In teoria per questo tipo di evenienza esisterebbe l'intelletto dell'essere umano e la propria capacità razionale.
Non è che ogni volta che c'è una tragedia la vittima automaticamente è esente da responsabilità.


Purtroppo nei casi di suicidio la volontà della persona è sempre azzerata da qualche forma di disagio mentale (esclusi casi di malati terminali e simili) per cui chiunque, anche un chatbot quando si trovasse davanti ad un possibile caso di disagio mentale e tendenza suicida, dovrebbe prima cosa allertare le autorità competenti o i servizi dedicati a queste problematiche, non certo incentivare e agevolare.
supertigrotto27 Agosto 2025, 12:57 #9
Io ho avuto 2 amici di quell' età che decisero di farlo, è una età frustrante,l'idea di farla finita perché vedi un futuro nero è dietro l'angolo, ovviamente crescendo le cose cambiano,quindi questi pensieri vanno via via svanendo.
Ecco un buon esempio di come l'Europa vorrebbe mettere dei paletti alla IA mentre gli stati uniti vorrebbero che l'Europa facesse come l'America,ovvero libertà assoluta della IA.

CrapaDiLegno27 Agosto 2025, 13:10 #10
Originariamente inviato da: the_joe
Purtroppo nei casi di suicidio la volontà della persona è sempre azzerata da qualche forma di disagio mentale (esclusi casi di malati terminali e simili) per cui chiunque, anche un chatbot quando si trovasse davanti ad un possibile caso di disagio mentale e tendenza suicida, dovrebbe prima cosa allertare le autorità competenti o i servizi dedicati a queste problematiche, non certo incentivare e agevolare.

No,:
chiedendo non solo risarcimenti, ma anche controlli indipendenti e restrizioni nell'uso di ChatGPT da parte dei minori.

E' il classico caso americano di delega di responsabilità ad altri quando in verità la colpa è propria.
Prima di tutto non credo che il ragazzo si sia suicidato "dall'oggi al domani" solo perché ha letto come farsi un cappio. Che anche se non te lo dice ChatGPT puoi andare a reperire le informazioni comunque su un qualsiasi sito di nodi. Vero che i giovani oggi sono incredibilmente rincoglioniti e forse se non glielo descriveva passo passo il chatbot questo manco riusciva a confezionarlo. Ma esiste anche Youtube per i casi speciali di quelli che non sanno leggere e vogliono solo il raccontato.
Sicuramente mostrava segni della sua problematica e avere dei genitori che lo lasciano tranquillamente interagire con un cellulare/PC senza mai supervisionarlo è irresponsabile da parte loro, non di chi ha preso il loro posto nella comunicazione con il figlio che è uno strumento come un cacciavite che può essere usato anch'esso in maniera impropria ma non è che diventa colpa del produttore che non si è premurato di evitare che possa essere usato in modo sbagliato.

Sembra la vicenda di quello che ha messo il gatto nel microonde e poi ha dato la colpa al produttore dell'elettrodomestico perché non ha scritto nelle istruzioni che non poteva essere usato per asciugare il gatto.
E' la classica stupidità americana quello di credere che per ogni cosa ci debba essere l'etichetta che ti dice come usarlo, o peggio, come non farlo, ed è colpa dell'altro che non ha fatto quanto dovuto per evitare che si utilizzasse in maniera sbagliata. Il non lasciare il cacciavite a portata di un bambino che potrebbe ficcarselo in un occhio non è contemplato nella loro società di libertà assoluta dove si deve poter fare qualsiasi cosa senza alcun vincolo imposto.
Chiedersi se un QI di almeno 90 non basta per capirlo non fa parte della tradizione americana dove la gente sa leggere e scrivere ma ha gravi problemi a comprendere e pronunciare parole con più di 3 sillabe.

Ovviamente tutto questo fa parte del dolore della perdita del figlio e del fatto non se non hanno capito prima quali problemi avesse e come aiutarlo, ovviamente non capiscono ora che la soluzione non era lasciarlo in mano a ChatGPT/Youtube/Internet/Social/Amico invisibile.

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