Blocco alle pubblicità sui siti pirata online: la proposta di Fpm, Iab e Fapav

Blocco alle pubblicità sui siti pirata online: la proposta di Fpm, Iab e Fapav

IAB, FPM e FAPAV hanno organizzato un evento a Roma in cui hanno presentato un Memorandum of Understanding, con cui collaborare con gli addetti ai lavori del settore pubblicitario per bloccare la pubblicità sui siti pirata online

di pubblicata il , alle 15:51 nel canale Web
 

Quella relativa alle pubblicità online sui siti web pirata rappresenta un'economia parallela del valore di quasi 230 milioni di dollari. Un mercato che IAB Italia, associazione dell'advertising interattivo, FPM, federazione contro la pirateria musicale e FAPAV, federazione per la tutela dei contenuti audiovisivi, vogliono contrastare per annullare i proventi generati mediante la diffusione di contenuti protetti da diritti d'autore.

I tre enti hanno presentato un Memorandum of Understanding (MoU), una "iniziativa di autoregolamentazione" che propone il blocco delle inserzioni pubblicitarie su tutte quelle piattaforme web che generano profitti illegalmente. Il MoU è stato presentato giovedì all'interno di un evento a Roma voluto dalle tre associazioni, in cui per la prima volta si è richiesta una collaborazione diretta con l'industria pubblicitaria.

"Il presente Memorandum of Understanding ha come oggetto la definizione e l'attuazione di un'ininziativa di partnership per il contrasto alle piattaforme web illegali, la cui peculiare finalità risulta essere quella di favorire lo scambio non autorizzato o la diffusione abusiva di contenuti protetti dal Diritto d'Autore", si legge all'interno del documento diramato dagli enti promotori (scaricabile da qui, dal sito de Il Sole 24 Ore).

Consolidando i rapporti di collaborazione fra enti per la tutela dei diritti d'autore e inserzionisti pubblicitari, si tenterà di contrastare il mercato parallelo della pubblicità nei siti "palesemente illegali, che deprimono la catena del valore editoriale e contrastano lo sviluppo di un mercato legale di distribuzione delle opere dell'ingegno".

L'obiettivo è quello di realizzare un sistema in linea con i dettami europei "che inibisca l'allocazione degli spazi pubblicitari in quei siti web che violano sistematicamente il diritto d'autore", e farlo attraverso la collaborazione con gli addetti ai lavori che forniscono tali spazi.

Nel mirino del MoU presentato ci sono tutti quei siti che contengono contenuti che violano il diritto d'autore, che non hanno finalità commerciali legali, che non sono stati autorizzati alla divulgazione dei contenuti tutelati e che hanno già ricevuto specifiche segnalazioni per reiterata violazione delle leggi.

Le parti eventualmente impegnate negli accordi avranno il dovere di consegnare informazioni a cadenza mensile alla IAB, per segnalare i siti che violano le leggi sul diritto d'autore e che generano profitto tramite le inserzioni pubblicitarie. Gli enti e gli inserzionisti costituiranno un Comitato Tecnico Paritetico che avrà il fine di attuare gli obiettivi del MoU, stabilendo le regole da seguire per l'implementazione.

Insomma, gli enti per la tutela dei diritti d'autore dichiarano guerra aperta ai gestori dei siti contenenti materiale illecito colpendoli dove fa più male, ovvero nel sistema economico di un mercato che impatta negativamente su quello dei siti legittimi e autorizzati. La ricerca citata durante l'evento da Enzo Mazza, Presidente di FPM, fornisce cifre eloquenti: l'advertising su siti illeciti genera 226,7 milioni di dollari su 596 siti monitorati, con un profitto netto dell'83%.

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21 Commenti
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gd350turbo13 Giugno 2014, 16:12 #1
Una sola parola:
RIDICOLI
demon7713 Giugno 2014, 16:14 #2
?? non capisco bene..

ma se un sito è PIRATA, e quindi palesemente ILLEGALE perchè non chiudono semplicemente il sito?

Ovvio che poi il sito di cui sopra va a piazzarsi su server fuori dalle grinfie della normativa e continua bellamente ad essere on line.. ma a quel punto anche chi vuole farci la pubblicità sopra semplicemente contatta il sito e gli propone la cosa. Come fanno a fermarli?
matsnake8613 Giugno 2014, 16:18 #3
Non possono.
E' un modo come un altro di continuare a perdere tempo in questa lotta contro i mulini a vento!
GM Phobos13 Giugno 2014, 16:21 #4
e come sperano di applicarla tecnicamente questa cosa? ^^'
giocher0313 Giugno 2014, 16:41 #5
invece che rilasciare demo per i videogiochi, abbassare il costo delle canzoni sui siti online (in genere una canzone di media qualità di 3 minuti costa 1-1,5 euro) e promuovere i propri prodotti questi lottano per tenere in piedi il loro sistema che gli frutta tanto... chiedetevi perchè la gente pirata
madnesshank13 Giugno 2014, 17:10 #6
quante stupidaggini mi tocca leggere... e bloccato questo sito qui, e oscurato quel sito là, e lotta a questo malfattore e a quell'altro, battaglia per la legalità e per il copyright... prrrr! La rete è nostra, ogni contenuto ci appartiene. Internet è il luogo sacro della condivisione, non un mercato. Se qualcuno vuole vendere qualcosa su internet, innanzitutto lo faccia con modalità e prezzi onesti, e forse se ne può parlare. E mentre gli eroi del copyright combattono il male, io quasi quasi vado a vedermi un filmetto su Cineblog
giamic14 Giugno 2014, 10:24 #7
La cosa comica è l'incipit: "è un business da 230 milioni di dollari"...quindi?
Lo chiudiamo!!!
Dei geni. Imparare a sfruttare questi business e renderli fruibili in termini legali a prezzi concorrenziali con la pirateria mai eh?
Possibile che con 10 euro al mese mi abbono ad un sito di file hosting e dispongo di librerie multimediali di portata immensa e non ho alcun offerta legale alternativa che minimamente le avvicina? Allo stesso prezzo ho roba tipo infinity e co. che sono semplicemente ridicole per qualità e quantità dell'offerta! Fosse anche che pagando di più potrei avere di meglio da loro, e invece col piffero!!
Boscagoo14 Giugno 2014, 11:37 #8
Anche se entrasse in atto questa cosa, troverebbero altri modi per ovviare al problema...
atomico8214 Giugno 2014, 12:17 #9
E' incredibile come dai commenti si capisce che per le persone è NORMALE.. anzi sono AUTORIZZATI a piratare..

Piratare è sbagliato, certo tutti lo facciamo, ma addirittura pensare di essere nel giusto...

Io non la trovo una proposta tanto sbagliata (certo sarà difficilissimo se non impossibile riuscire ad attuarla), ma alla fine chi vuole lucrare sulla pirateria verrà fermato, chi lo fa per passione continuerà a farlo.
giocher0314 Giugno 2014, 14:19 #10
Originariamente inviato da: atomico82
E' incredibile come dai commenti si capisce che per le persone è NORMALE.. anzi sono AUTORIZZATI a piratare..

Piratare è sbagliato, certo tutti lo facciamo, ma addirittura pensare di essere nel giusto...

Io non la trovo una proposta tanto sbagliata (certo sarà difficilissimo se non impossibile riuscire ad attuarla), ma alla fine chi vuole lucrare sulla pirateria verrà fermato, chi lo fa per passione continuerà a farlo.



parlando di videogiochi, capisco chi scarica per provare (quello che una volta era giocare la demo) e poi decide di comprare: non credo sia sufficiente la pubblicità come metro di giudizio su cui basare un acquisto da 70€
per i film ci sono le biblioteche dove possono essere presi in prestito
per la musica non saprei, non è giusto piratare ma nemmeno dover sborsare una fortuna per un singolo brano spesso di nemmeno alta qualità

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